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Chi ha ucciso il centrosinistra?

vendola

[Caffè News] Fa sorridere l’ultima affermazione al veleno di Nichi Vendola: “Renzi ha ucciso il centrosinistra”. Il leader di Sel prende le distanze dal Pd che, dice, “non è il nostro destino”. [Fonte: QUI]

Al di là delle scelte puramente tattiche ma ambigue (nello stesso comunicato l’ex presidente pugliese dice anche che il Pd “dove possibile sarà un alleato ma dove non è possibile sarà un avversario”), resta una domanda di fondo: chi ha ucciso il centrosinistra? Renzi o proprio la tanto perfetta “sinistra radicale”?

Facciamo un passo indietro. Continua a leggere Chi ha ucciso il centrosinistra?

Altro che colpo di Stato. La verità sulle commissioni della Camera

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[Caffè News] Dopo gli attacchi del Movimento 5 Stelle alla nuova composizione delle commissioni della Camera dei Deputati, l’ex grillino Samuele Segoni ha fatto comparire un post nel quale spiega come stanno le cose.

Facciamo un passo indietro.

Non c’è stato un colpo di Stato, come gran parte del mondo pentastellato vuole far credere. Nessuno ha espulso i componenti del Movimento 5 Stelle dalle Commissioni. Semplicemente, data l’attuale composizione della Camera (diversa rispetto al 2013) sono cambiati anche i numeri. E con essi le presidenze, le vice-presidenze e le segreterie di Commissione. Continua a leggere Altro che colpo di Stato. La verità sulle commissioni della Camera

Vengo dopo il Pci – Il partito di Renzi

dopo-il-pci-8-il-partito-di-renzi[1][Caffè News] Il renzismo è il passo necessario a completare il processo unitario del Partito Democratico, da quando Romano Prodi aveva lanciato le prime idee di convergenza tra i progressisti.
Matteo Renzi comincia il percorso che lo porterà a diventare segretario del Pd nel 2010. Già iscritto a Ppi prima e Margherita poi, ex Presidente della Provincia di Firenze e sindaco della città gigliata, lancia insieme a Giuseppe Civati, Michele Emiliano e Debora Serracchiani la “Carta di Firenze”. Nel corso di una manifestazione denominata “Prossima fermata: Italia” nasce il movimento dei “rottamatori”, ottenendo il consenso di alcuni parlamentari democratici. Renzi propone un rinnovo del Pd, al fine di allontanarlo dall’immagine di partito di quadri e d’apparato che lo contraddistingue. La sinistra che si autocommisera, dice in breve il messaggio della Leopolda, non serve, è cosa antica. Il nuovo Pd deve farsi capire e deve capire, incidendo positivamente sulla vita del paese. E, soprattutto, deve vincere le elezioni 2013. Continua a leggere Vengo dopo il Pci – Il partito di Renzi

Laura Boldrini presidente della Camera dei Deputati: il discorso di insediamento

Laura Boldrini

Riportiamo la trascrizione integrale del discorso di insediamento del Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini (Sel), pronunciato a Palazzo Montecitorio il 16 marzo 2013.

“Care deputate e cari deputati, permettemi di esprimere il mio più sentito ringraziamento per l’alto onore e responsabilità che comporta il compito di presiedere i lavori di questa assemblea. Continua a leggere Laura Boldrini presidente della Camera dei Deputati: il discorso di insediamento

Altro che grillini, il parlamentare più giovane è del Partito Democratico

lattuca

Si chiama Enzo Lattuca ed è nato a Cesena il 9 febbraio 1988. Ha compiuto i 25 anni necessari per potersi presentare alla Camera dei Deputati meno di venti giorni prima del voto. È laureato in giurisprudenza e dottorando in diritto costituzionale, impegnato in politica (prima coi Ds, ora col Pd) già da diversi anni. Ed è il più giovane deputato italiano. Continua a leggere Altro che grillini, il parlamentare più giovane è del Partito Democratico

Campania \ Campania 2 : tutti gli eletti alla Camera dei Deputati e al Senato (e i primi non eletti)

NUNZIA DE GIROLAMO ED UMBERTO DEL BASSO

Presentiamo in questa pagina tutti gli eletti alla Camera dei Deputati nella circoscrizione Campania 2 (comprendente le province di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno) e al Senato della Repubblica nella Regione Campania. Continua a leggere Campania \ Campania 2 : tutti gli eletti alla Camera dei Deputati e al Senato (e i primi non eletti)

Elezioni 2013: Liste di Sinistra Ecologia Libertà – Nichi Vendola – Campania \ Campania 1 \ Campania 2

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Elezioni 2013 – Candidati alla Camera dei Deputati – Sinistra Ecologia Libertà – Campania 1

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Elezioni 2013: Liste di Rivoluzione Civile – Ingroia Campania \ Campania 1 \ Campania 2

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Elezioni 2013 – Candidati alla Camera dei Deputati – Rivoluzione Civile – Campania 1

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Parlamento, casa della democrazia o mera formalità?

Si bloccano i lavori della Camera fino al giorno del voto di fiducia, il 14 dicembre. I parlamentari avranno una dozzina di giorni per ragionare sull’accordare o meno la fiducia all’esecutivo guidato da Berlusconi. E intanto arrivano le prime dichiarazioni.

Se dal Pd e dall’IdV non ci sono dubbi, qualcuno li solleva sul centro e su FLI. Casini ha ribadito il voto di sfiducia da parte del suo partito, sperando però di non doverci arrivare, auspicando le preventive dimissioni del premier. Bersani, dal canto suo, ripete che le elezioni anticipate con questa legge elettorale non sarebbero un granché e per lui bisogna andare verso un governo di responsabilità che la modifichi. Da vie traverse si parla di una possibile fiducia da parte dei sei deputati radicali se il governo volesse aprire sui temi a loro cari. La situazione sembra comunque molto simile a quella del 2008, agli ultimi atti di vita del governo Prodi e della XV legislatura.

L’impressione, da più parti arrivata, è che comunque il blocco del parlamento comporti una perdita del suo ruolo, somigliante a una vera e propria cessione di potere nei confronti dell’esecutivo. Bloccare i lavori dell’aula fino al voto di fiducia equivale a delegittimarlo del suo valore, ponendolo come mera formalità per l’esercizio senza scrupoli della volontà del Governo. Come affermato da Luigi Zanda (vicepresidente dei senatori del Pd), “è un atto di scadimento del Parlamento”.

Se già da più parti si accusano i partiti e i parlamentari di aver creato una piccola “oligarchia” (la famosa casta), se il parlamento dovesse rimanere soggetto alla volontà governativa in questo modo (in realtà dovrebbe essere, democraticamente e costituzionalmente, il contrario) rappresenterebbe una specie di “braccio legittimatore” dell’attività governativa, senza arte né parte. Ne sono prova già da diversi anni l’abuso di decreti legislativi e deleghe al governo, nonché dei decreti legge da emanare in occasioni d’emergenza che spesso si rivelano modalità “rapide” per porre in essere nuove norme e regole.

Si rischia così di andare verso la perdita della funzione base del Parlamento e la sua “chiusura a termine” appare un piccolo campanello d’allarme. Se, come pensa Di Pietro, la sicurezza ostentata da Bossi nell’affermare che “il 14 dicembre avremo tranquillamente la fiducia” dipende dalla compravendita dei voti dei parlamentari stessi, che in questi giorni di pausa avverrebbe da parte della maggioranza, ci troviamo davvero di fronte ad una deriva democratica, alla perdita d’identità del sistema fiduciario Parlamento-Governo.

Il Parlamento ha la funzione legislativa ed è il binario fiduciario del Governo, a esso superiore poiché espressione della volontà popolare e della democrazia diretta. Con un atto di forza quale la sfiducia, potrebbe rafforzare il suo ruolo e, forse, anche il suo prestigio. Sempre che non ci si metta di mezzo qualche allettante promessa di favore.

Giuseppe Guarino

Il ribaltone è un rovesciamento della democrazia, ma anche la legge elettorale

Le dichiarazioni di Berlusconi sulla possibilità che se si dovesse formare una nuova maggioranza parlamentare, capace di sfiduciare l’attuale esecutivo e rimpiazzarlo con uno nuovo (tecnico magari), la dipingono come un rovesciamento della democrazia. C’è da obiettare su questo punto, perché l’amico Silvio si dimentica del fatto che il Presidente del Consiglio ed il Governo non sono eletti direttamente dal popolo, ma sono frutto di una scelta del Presidente della Repubblica in base alla maggioranza presente nelle aule parlamentari (che sono elette dal popolo).

Il Parlamento è l’espressione della volontà del paese, non il Governo: i parlamentari sono coloro che, incaricati dai cittadini, devono svolgere le loro funzioni per la durata della legislatura. Un Governo tecnico, quindi, sarebbe pienamente legittimato, poiché la volontà popolare delega ai parlamentari determinati poteri per la durata dei cinque anni e non si lega ad alcun nome di Presidente del Consiglio (e né ai partiti, difficilmente i gruppi parlamentari si formano rispettando lo schema con il quali i partiti si sono presentati alle elezioni).

Dove vogliamo andare a parare? Da nessuna parte, ma bisogna che Berlusconi si ricordi che è il Parlamento che decide se lui possa restare o meno al suo posto. D’altronde, costituzionalmente, i cittadini (anche se molti sono convinti del contrario) non decidono nel momento delle elezioni chi sarà il nuovo Capo del Governo. E’ vero che la legge Porcellum prevede i raggruppamenti in coalizione e l’indicazione preventiva del “Capo di coalizione”, ma è anche vero che le prime servono a garantire ad un micropartito una maggiore sicurezza di aggirare il quorum del 4% ed ottenere seggi (alleandosi con un partito maggiore) e l’indicazione preventiva non è vincolante più di tanto. Si prenda come esempio, alle elezioni del 2008 il Movimento Per l’Autonomia che, pur avendo raggiunto appena l’1,13% dei voti, conquistò ben 8 seggi, a dispetto di forze politiche non coalizzate (La Destra e Sinistra Arcobaleno) che avevano ottenuto più voti del partito di Lombardo ma, non essendo in coalizione con nessun altro partito, non ottennero seggi.

Nulla quindi vieta alle forze politiche presentatesi alle elezioni in coalizione di formare un una maggioranza che non rispecchi il quadro predeterminato. Ecco che quindi, parlando per esempi e su dati possibili e non certi, stando alle statistiche e prendendo per date le 3 (supposte) coalizioni principali (Pdl-Lega-Destra che chiameremo Centrodestra; Pd-Idv-Sel-Fed-Psi-Verdi-Radicali che chiameremo Centrosinistra; Fli-Udc-Api che chiameremo Terzo Polo), che possiamo fare un piccolissimo esempio. Stando alle ultime ricerche sulle intenzioni di voto (https://peppeguarino.files.wordpress.com/2010/11/sondaggielettoraliottobre2010.jpg), risulta che in caso di voto immediato le 3 coalizioni come suddette prenderebbero i seguenti voti: Centrodestra al 42,82%, Centrosinistra al 40,48%, Terzo Polo al 12,93%. Nessuna forza avrebbe la maggioranza assoluta ma il Centrodestra otterrebbe quella relativa e, dunque, il premio di maggioranza che le garantirebbe la possibilità di governare: è quello che volevamo dimostrare, il rovesciamento di democrazia di questo caso è palese poiché senza premio di maggioranza si renderebbe necessaria un’alleanza tra almeno due delle tre forze principali.

Berlusconi si riempie la bocca della democrazia, tanto elogiata e difesa, ma poi stuprata da quella legge Calderoli che nessuno accenna a mettere via. La democrazia subisce uno stupro ogni volta che viene accantonata in nome della stabilità e della governabilità (nel caso Porcellum neanche questa è garantita, dato che i seggi sono ripartiti, nelle due Camere, secondo criteri diversi, il che potrebbe formare una maggioranza per ogni Camera e l’ingovernabilità, come successe con Prodi nel 2006-08).

Quindi, la creazione d’un nuovo Governo non sarebbe altro che il rovesciamento d’una democrazia già viziata che, quasi fittizia com’è, tenta di mettere da parte le opinioni di quelli che vanno a votare, in favore di quelli che sono votati. Ricordiamolo al Presidente del Consiglio.

Giuseppe Guarino