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Francia, da Benoit Hamon schiaffo a Manuel Valls

Schiaffo a Manuel Valls. L’ex capo di governo francese, in lizza per correre alle prossime Presidenziali è stato superato dal suo avversario Benoit Hamon, sconfitto di circa quattro punti percentuali (31% contro 35%)

Ieri, le primarie dei socialisti francesi hanno quindi incoronato il frondista di sinistra, un outsider critico nei confronti delle posizioni assunte dal presidente Hollande e dallo stesso governo di Valls, specie riguardo alla Loi Travail, il Jobs Act francese.

Alta la partecipazione popolare, di poco inferiore ai 2 milioni di elettori. Non bene quanto le primarie dei Républicains né quanto quelle che incoronarono Hollande sei anni fa, ma nemmeno il tracollo annunciato nel quale si voleva far versare il Parti Socialiste.

Proprio Hollande è stato invece il grande assente. In visita ufficiale in Cile, il presidente francese ha voluto ostentare il suo mancato voto, quasi a dissociarsi dalle bagarre interne – forse stizzito per essere diventato, non senza colpe, il capo di stato transalpino meno popolare della storia.

Il ballottaggio, domenica prossima, sarà dunque un duello tra Valls e Hamon, tra una sinistra moderata e una tendenzialmente più radicale, tra un socialista liberale e il fautore del reddito di cittadinanza.

Valls si auspica che il voto della prossima domenica possa essere un momento storico di pacificazione, nel quale tutte le differenze possano essere da parte per correre insieme, senza fingere di non sapere che la sua fazione potrebbe essere destinata ad un lungo periodo d’isolamento all’interno del partito. A conferma di tutto ciò, anche la presa di posizione del terzo contendente, Arnaud Montebourg, che si è già schierato con Hamon e sembra ormai spianargli la strada verso la corsa all’Eliseo.

Giuseppe Guarino

Francia. Le primarie bocciano Sarkozy

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avantiNicholas Sarkozy non sarà tra i candidati alla presidenza della Francia nel 2017. Le primarie hanno infatti incoronato i suoi avversari, lasciandolo fuori dal ballottaggio per la testa del partito da lui fondato. Sarkò, dunque, si ritira dalla politica, ma non è la prima volta e quindi bisogna dare un peso relativamente leggero a queste sue dichiarazioni. Continua a leggere Francia. Le primarie bocciano Sarkozy

Venezuela, i domiciliari all’oppositore Rosales

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avantiEnnesima mossa del governo venezuelano, che ieri notte ha liberato l’ex candidato alla presidenza e già governatore dello stato di Zulia e sindaco di Maracaibo, Manuel Rosales.

Arrestato dall’intellighenzia del paese sudamericano un anno fa per un supposto arricchimento illecito, Rosales è stato per anni l’uomo più in vista dell’opposizione e dei socialisti di Acción Democratica, fondando poi il partito socialdemocratico Un Nuevo Tiempo. A pronunciare la sua accusa, subito accolta dai tribunali, fu direttamente Hugo Chávez nel mezzo delle elezioni regionali del 2008. Dopo essere stato in esilio forzato a Lima e a Panama, Rosales è tornato in Venezuela nella campagna elettorale delle ultime elezioni parlamentari, quando fu catturato dalla polizia politica all’atterraggio in aeroporto. Continua a leggere Venezuela, i domiciliari all’oppositore Rosales

Venezuela, Maduro e il referendum revocativo

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avantiChe la democrazia venezuelana fosse malata non c’erano dubbi. Dopo le aggressioni che si susseguono da giorni nei confronti di rappresentanti e militanti delle opposizioni, l’obiettivo dei partiti alternativi a quello di governo (tra i quali Acción Democratica del Presidente dell’Assemblea Henry Ramos Allup, aderente all’Internazionale Socialista) è di mandare a casa il presidente Maduro, sfruttando uno strumento previsto dalla costituzione “bolivariana” di Hugo Chavez: il referendum revocativo del mandato presidenziale. Continua a leggere Venezuela, Maduro e il referendum revocativo

Maduro e la democrazia a colpi di ‘minacce’

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avantiAncora minacce ai partiti di opposizione nel Venezuela di Maduro.

A rivelarlo è il leader di Azione Democratica, Henry Ramos Allup. Su Twitter, il presidente dell’Assemblea Nazionale ha rivelato che le sedi del partito, aderente all’Internazionale Socialista, sono state attaccate a Barcelona e a Puerto La Cruz, nello stato di Anzoátegui. A colpire sarebbero stati dei gruppi legati al Partido Socialista Unido de Venezuela, ossia al presidente Maduro e al defunto Hugo Chavez. Continua a leggere Maduro e la democrazia a colpi di ‘minacce’

Hollande giù nei sondaggi si prepara alle presidenziali

EL PRESIDENTE FRANCÉS, FRANÇOIS HOLLANDE, VISITA LA ESCUELA DE INGENIERÍA AERONÁUTICA

avantiNon c’erano dubbi a riguardo, ma François Hollande è uscito finalmente allo scoperto, rivelando che l’anno prossimo correrà nuovamente per la poltrona presidenziale. E questo nonostante i sondaggi, che lo danno già per sicuro sconfitto in virtù della forte impopolarità di cui il Presidente godrebbe. Continua a leggere Hollande giù nei sondaggi si prepara alle presidenziali

Loi Travail, il Jobs Act francese è legge

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avantiIl Jobs Act francese è legge e, come quello italiano, ha vissuto la sua travagliatissima genesi. Più volte rimandato all’esame parlamentare, si era inoltre scontrato con l’opposizione del Conseil Constitutionnel, senza contare gli interventi e le proteste dei sindacati e della stessa ala sinistra della maggioranza di governo.

Ma tant’è, Hollande è riuscito finalmente a promulgare la loi Travail, nonostante la corte suprema si fosse esposta negativamente su cinque misure secondarie riguardanti licenziamenti, referendum aziendali e alcune nuove forme di contratto. Continua a leggere Loi Travail, il Jobs Act francese è legge

Spagna. Sul governo accordo ancora lontano

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avantiI problemi tra il leader del Partito Popolare spagnolo Mariano Rajoy e i suoi omologhi del PSOE e di Ciudadanos sono lungi dall’essere risolti. Pedro Sánchez e Albert Rivera, dal canto loro, sembrano meno affiatati di un tempo ma sicuramente d’accordo sull’atteggiamento da tenere nei confronti del leader popolare. E se Rajoy è obbligato a tentare un approccio con i due partiti per tentare di formare un governo, socialisti e arancioni fanno di tutto per non prescindere da alcuni temi essenziali, soprattutto in virtù di quello che nella proposta dell’ex capo del governo manca. La riforma costituzionale su tutto. Continua a leggere Spagna. Sul governo accordo ancora lontano

Obama, Hillary e i veri valori degli americani

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avantiE poi venne il giorno di Obama. Il primo Presidente nero che ha fatto il suo discorso di endorsement alla prima candidata donna della storia. E lo ha fatto tratteggiando un ottimistico futuro per gli Stati Uniti, accendendo il cuore della Convention del Partito Democratico con un intervento travolgente.

Il fulcro sta tutto lì, nel battere Donald Trump per finire il lavoro cominciato nel 2008, oggi minacciato dalla “mancanza di valori americani” del candidato repubblicano.

E le parole di stima per colei che otto anni fa fu la sua avversaria non sono certo mancate: “Non c’è mai stato un uomo o una donna, non io, non Bill – nessuno più qualificato di Hillary Clinton per servire gli Stati Uniti come Presidente […] Lei finirà il mio lavoro, e lo farà senza risuscitare la tortura o vietare l’ingresso nel Paese a intere religioni.” Continua a leggere Obama, Hillary e i veri valori degli americani