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Vengo dopo il Pci – Sfasci e ricostruzioni

[Caffè News] È sul decreto degli 80 euro, nel giugno 2014, che si compie la scissione dentro Sel. Dopo aver votato positivamente insieme alla maggioranza, il capogruppo alla Camera Gennaro Migliore decide di lasciare il partito. Lo fa con una lettera indirizzata al coordinamento nazionale di Sinistra Ecologia Libertà. Insieme a lui si dimettono il vicepresidente della commissione antimafia di Montecitorio Claudio Fava, Titti Di Salvo e Ileana Piazzoni. Già prima del voto, due deputati eletti con il partito di Vendola, Aiello e Ragosta, erano passati al Pd, denunciando la deriva di Sel, ormai ostile al Pse e tendente a diventare la Syriza italiana. Le stesse tesi saranno riprese dal gruppo facente capo a Gennaro Migliore, che parlerà di un ormai chiaro e distruttivo “arroccamento ideologico” assunto dai vertici di Sinistra Ecologia Libertà. Vendola chiede un passo indietro e il rientro nel partito, ma oramai la distanza appare incolmabile e l’emorragia di deputati non si ferma. Si uniranno poi ai fuoriusciti anche Lavagno, Zan e Pilozzi.

La “spaccatura plateale” Continua a leggere Vengo dopo il Pci – Sfasci e ricostruzioni

Il Colle e il giochino del 2013… mensch ärgere dich nicht

SONY DSC[Caffè News] Matteo Renzi non vuole che, nella corsa per il Colle, si ripeta il giochino del 2013, quando 101 grandi elettori Pd affossarono Prodi e ripiegarono spingendo Napolitano ad accettare la rielezione. E facendo fare a Berlusconi la figura dello statista. Ma di questo giochino ricordiamo tanto, troppo, a partire dalla voce nasale della Boldrini che ripeteva “RO-DO-TA’” fino alla nausea. Chi sarà il nuovo Presidente? Con cognizione di causa, su Caffè News Luca Scialò parla di Indovina Chi?. A me viene in mente un altro gioco da tavola. Un tabellone d’origine monegasca, di un gioco nel quale non conta tanto la strategia, quanto piuttosto i numeri e la voglia di annientare. A sfidarsi sono tanti omini di colore diverso, come i nostri parlamentari. Il nome originale è Mensch ärgere dich nicht, in italiano Non t’arrabbiare. Ma a me, da piccolo, le staffe saltavano dopo cinque minuti…

Giuseppe Guarino

Il Presidente, la croce e il Professore

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[Caffè News] Il Presidente Napolitano annuncia le tanto agognate dimissioni, sulle quali non aveva mai fatto mistero sin dal giorno della sua rielezione, ottenuta grazie ad un primo patto di larghe intese, proposto da un geniale Berlusconi nei confronti di un Partito Democratico allo sbando.

Ma a quelle prime e alle successive larghe intese era preceduto un tentativo della coalizione di centro-sinistra appena uscita “non vincintrice” dalle urne di portare al Colle l’unico uomo rimasto nel cuore del popolo progressista italiano: Romano Prodi. Continua a leggere Il Presidente, la croce e il Professore

Vengo dopo il Pci – Il partito di Renzi

[Caffè News] Il renzismo è il passo necessario a completare il processo unitario del Partito Democratico, da quando Romano Prodi aveva lanciato le prime idee di convergenza tra i progressisti.
Matteo Renzi comincia il percorso che lo porterà a diventare segretario del Pd nel 2010. Già iscritto a Ppi prima e Margherita poi, ex Presidente della Provincia di Firenze e sindaco della città gigliata, lancia insieme a Giuseppe Civati, Michele Emiliano e Debora Serracchiani la “Carta di Firenze”. Nel corso di una manifestazione denominata “Prossima fermata: Italia” nasce il movimento dei “rottamatori”, ottenendo il consenso di alcuni parlamentari democratici. Renzi propone un rinnovo del Pd, al fine di allontanarlo dall’immagine di partito di quadri e d’apparato che lo contraddistingue. La sinistra che si autocommisera, dice in breve il messaggio della Leopolda, non serve, è cosa antica. Il nuovo Pd deve farsi capire e deve capire, incidendo positivamente sulla vita del paese. E, soprattutto, deve vincere le elezioni 2013. Continua a leggere Vengo dopo il Pci – Il partito di Renzi

Vengo dopo il Pci – Gli anni del Pds

[Caffè News] Era il 1989 quando Achille Occhetto, alla Bolognina, annunciò che il Partito Comunista Italiano, fondato da Antonio Gramsci nel 1921, avrebbe cambiato nome e simbolo. Non un abbandono totale dello storico simbolo della Falce e Martello, piuttosto un rinnovamento che, con gli ultimi sgoccioli di vita dell’Urss e la caduta del muro, metteva il principale partito d’opposizione di fronte al timore di poter diventare un anacronismo storico. Continua a leggere Vengo dopo il Pci – Gli anni del Pds

Perché non Renzi ma una storia già Letta

Letta, Amato o Renzi? Il dubbio è sciolto, il primo sarà il nuovo capo del Governo.

Se si fosse fatto un sondaggio tra gli elettori e i militanti del centro-destra (che sarà parte integrante della prossima maggioranza di governo), il coro sarebbe stato unanime: Matteo Renzi. La scelta, almeno ad occhio, è caduta sul candidato (tra i tre) che più piaceva al Partito Democratico. Ma forse anche a Berlusconi.Chi lo dice? Renzi in persona.

“È Berlusconi che non mi ha voluto” è quanto il sindaco di Firenze ha dichiarato Continua a leggere Perché non Renzi ma una storia già Letta

Napolitano bis: ritorno al Quirinale

Da premettere: la delusione per la rielezione di Giorgio Napolitano è simile a quella che sarebbe senz’altro seguita ad una elezione di Franco Marini. Per Napolitano, come per Marini, la stima è grande, grandissima. Più per il presidente vecchio e nuovo che per l’ex sindacalista della Cisl, invece, ci troviamo al cospetto di una figura di altissimo profilo istituzionale, capace di metter d’accordo non tutti, ma buona parte. Quello che fa male è l’accordo con il Pdl, è la vittoria di Berlusconi.

In quanto agli altri: Continua a leggere Napolitano bis: ritorno al Quirinale

Mi scusi Presidente.

Mi scusi Presidente o, dovrei dire, quasi Presidente. Visto che ancora non è stato eletto, visto che ancora non conosciamo il suo nome.

Mi scusi Presidente. Non so se lei avrà il volto pacato di Romano Prodi, l’impegno sociale di Gino Strada o la spigolosità di Emma Bonino.

Mi scusi Presidente. Di lei non so ancora nulla Continua a leggere Mi scusi Presidente.