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Il guazzabuglio spagnolo, l’Italicum, il settarismo e le regole del parlamentarismo

renzi sanchez

quadrifoglio miniSe una cosa insegnano le elezioni spagnole è che esistono poche regole affinché un sistema politico funzioni. E questo a seconda del suo assetto istituzionale e della legge elettorale.

In Spagna, ad esempio, siamo di fronte al trionfo del parlamentarismo. Della rappresentanza, della mediazione. Della proporzionalità. Grazie anche a sistemi elettorali che hanno prodotto e produrranno governi necessariamente di coalizione. Continua a leggere Il guazzabuglio spagnolo, l’Italicum, il settarismo e le regole del parlamentarismo

Ma Verdini non è parte del governo, né della maggioranza

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[Caffè News] In questi giorni è tutto un gran parlare di Verdini, di Renzi, di mercati delle vacche e del governo che trova nuove stampelle a destra. Ma perlopiù si tratta di chiacchiere da bar e fantapolitica, che cavalcano la polemica ben distanti dalla veridicità dei fatti e dal loro concreto valore.

Sì, è vero che la riforma elettorale stia trovando appoggio in mezzo ai nuovi “diversamente berlusconiani” della fronda di Denis Verdini. Ma è anche vero che Verdini & soci sono alquanto lontani dall’entrare nella maggioranza che sostiene l’esecutivo di Renzi (il senatore liberalpopolare non è certo un Alfano qualunque Continua a leggere Ma Verdini non è parte del governo, né della maggioranza

Guarda come ti distruggo Forza Italia (e i moderati d’ogni sorta)

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[Caffè News] Sulle riforme istituzionali Renzi, come al solito, fa il botto. E lo fa ottenendo il massimo risultato col minimo sforzo. Tiene dentro la sinistra Pd e Area Popolare. E poi sottrae pezzi a Berlusconi. Una mossa magistrale.

Il premier fiorentino ha perso soltanto Nunzia De Girolamo che, mai convinta del tutto da Ncd, è tornata definitivamente alla casa paterna.

Il commento più arguto riguardo alla strategia politica del Presidente del Consiglio, però, arriva dal direttore dell’Avanti Mauro Del Bue, che in un suo editoriale dichiara l’inutilità di Verdini e dei moderati, che si avviano alla loro morte politica Continua a leggere Guarda come ti distruggo Forza Italia (e i moderati d’ogni sorta)

Che aria tira nel centro-destra?

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[Caffè News] Lo dicevamo già qualche mese fa: in Italia serve un centrodestra valido, che mantenga in vita il bipolarismo ponendosi come principale alternativa di governo al centrosinistra di Renzi [vedi QUI].

E se a lanciare l’allarme è anche Europa [QUI], quotidiano del Pd appena salvato e rilanciato da quelli del Nazareno, c’è veramente da preoccuparsi.

Il premio di maggioranza al partito previsto dall’Italicum, scrive Franco Monaco, rischia di distruggere le coalizioni regalando il governo a Renzi e al Pd. Nei secoli dei secoli. Amen? Continua a leggere Che aria tira nel centro-destra?

Grillo apre a Renzi, come l’Iran apre agli Usa

m5s-pd[1][Caffè News] Capita di sbagliarsi. E capita di dover fare mediazioni politiche. Capita. A volte, in politica, basta un tweet o un post su un blog. E i termini dello scontro cambiano di punto in bianco, col rischio di confondere l’elettore medio (e i propri fan più accaniti). Perché abbiamo appurato soltanto ora, leggendo il solito comunicato in rete, che il nome del Presidente del Consiglio non è “Renzie” bensì “Renzi”, segretario di un partito che si chiama testualmente “Partito Democratico” e non più “Piddìmenoelle o Piddiexmenoelle”. Grandi passi avanti nel dialogo, basati su una possibile convergenza sulla legge elettorale, ora che il consenso di Forza Italia non appare più così scontato. Confronti che a una democrazia fanno bene, sia chiaro. Stupisce però che il Movimento 5 Stelle abbia aperto al Pd dopo botti e insulti gratuiti e a ciclo continuo. Ma lo ha ricordato su Facebook l’amico Antonello Santagata: anche l’Iran apre spesso agli Usa.

Giuseppe Guarino

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Vengo dopo il Pci – Il partito di Renzi

[Caffè News] Il renzismo è il passo necessario a completare il processo unitario del Partito Democratico, da quando Romano Prodi aveva lanciato le prime idee di convergenza tra i progressisti.
Matteo Renzi comincia il percorso che lo porterà a diventare segretario del Pd nel 2010. Già iscritto a Ppi prima e Margherita poi, ex Presidente della Provincia di Firenze e sindaco della città gigliata, lancia insieme a Giuseppe Civati, Michele Emiliano e Debora Serracchiani la “Carta di Firenze”. Nel corso di una manifestazione denominata “Prossima fermata: Italia” nasce il movimento dei “rottamatori”, ottenendo il consenso di alcuni parlamentari democratici. Renzi propone un rinnovo del Pd, al fine di allontanarlo dall’immagine di partito di quadri e d’apparato che lo contraddistingue. La sinistra che si autocommisera, dice in breve il messaggio della Leopolda, non serve, è cosa antica. Il nuovo Pd deve farsi capire e deve capire, incidendo positivamente sulla vita del paese. E, soprattutto, deve vincere le elezioni 2013. Continua a leggere Vengo dopo il Pci – Il partito di Renzi

L’Italicum e il centrosinistra che verrà

[Caffè News] Tra Matteo Renzi che dice “a me conviene andare al voto ma agli italiani no”, mettendo a Letta pulci nell’orecchio riguardo al giusto operato dell’esecutivo da lui presieduto (“è il Presidente del Consiglio che deve valutare se l’operato e la composizione del governo siano giusti o meno”) c’è una questione che va ponendosi in vista delle prossime elezioni: la coalizione di centro-sinistra. Se  poi si voterà con l’Italicum o col Porcellum purgato dalla Corte Costituzionale è tutt’altro che scontato.

Il centro-destra sembra aver definito già in linea di massima il proprio sistema di alleanze. Forza Italia e Lega, ovviamente. Poi, defilati, Nuovo Centro Destra e l’Udc di Pierferdinando Casini. Chiude la fila il movimento di Giorgia Meloni. Chiamiamolo Fratelli d’Italia, chiamiamolo Alleanza Nazionale, chiamiamolo partito d’ispirazione post-Fiuggi, la sostanza è quella.

Ma a sinistra? Continua a leggere L’Italicum e il centrosinistra che verrà

Renzi e Berlusconi, hanno inizio i compromessi alla luce del sole

[Sannio Week] Secondo i piani, Matteo Renzi ha incontrato Silvio Berlusconi. Incontro cordiale, nella sede del Pd, che, a quanto pare, ha già generato un accordo di massima per la modifica della legge elettorale. Bene. Bravi. Bis.

Dove stanno i problemi?

Il problema principale non è certo il fatto che il Renzi segretario del Pd abbia incontrato il Berlusconi presidente di Forza Italia. Anzi, in tutta questa storia, l’unica cosa normale è proprio questa. Perché se è vero che Silvio Berlusconi è un ex senatore condannato e decaduto, è anche vero che, ciò nonostante, è anche il leader di quello che, stando ai risultati delle ultime politiche, è il terzo partito italiano. Particolare non trascurabile, questo. Perché siamo in democrazia e, nonostante tutto, se il popolo italiano si ostina a scegliere Berlusconi in fondo significa che è giusto così. Il fatto che sia decaduto gli impedisce di mettere piede in primo piano nelle istituzioni repubblicane, ma non volerlo riconoscere come leader del centro-destra è semplicemente infantile e pretestuoso. Detto questo, ricordiamoci che anche Beppe Grillo (l’esempio è voluto) ha più volte deciso di non presentarsi direttamente in virtù dei propri precedenti giudiziari, ma ciò non vuol dire certo che non abbia un ruolo (o un’autorità) nella vita del Movimento 5 Stelle. Continua a leggere Renzi e Berlusconi, hanno inizio i compromessi alla luce del sole