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Nuovo governo, senza Renzi il PD può avere il coltello dalla parte del manico

Foto Jurek Kralkowski/LaPresse

C’è ancora quasi un mese di tempo affinché il Presidente Mattarella cominci a fare le consultazioni. Fino ad allora assisteremo ad una serie infinita di cambi di opinione di ogni genere, nonché di aperture e chiusure. In attesa delle “vere” dimissioni di Matteo Renzi, c’è da fare qualche osservazione sul Partito Democratico. Continua a leggere »

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Salvini o Di Maio? A chi spetta il ruolo di Presidente del Consiglio?

salvini o di maio

I risultati delle elezioni 2018 sono stati stupefacenti, ma non più di tanto. Se è vero che sì, sono stati presi a schiaffi sia Renzi che Berlusconi (e non parliamo del grande calcio nel sedere rifilato a Liberi e Uguali), è anche chiaro che i vincitori-ancoranonvincitori sono due: Matteo Salvini e la sua Lega, Luigi Di Maio e il suo Movimento Cinque Stelle. Continua a leggere »

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Claudio Martelli Presidente del Consiglio? Una prospettiva

claudio martelli presidente del consiglio

So che è prematuro parlarne, ma se le previsioni venissero confermate c’è il rischio che l’Italia si ritrovi di fronte all’ennesimo stallo di ingovernabilità. Facciamo due conti.

Siamo al 5 marzo. I Cinque Stelle sono il primo partito, Mattarella dà l’incarico a Di Maio, ma quest’ultimo non riesce a trovare la maggioranza. Si torna quindi a dare l’incarico a Gentiloni, ma nonostante le larghe intese i franchi tiratori lo affossano prima di subito. A questo punto le ipotesi sono due: o si cerca un nome capace di far presa nelle larghe intese o si torna a votare.

E quale nome migliore di Claudio Martelli? L’ex esponente socialista potrebbe essere il giusto compromesso tra Forza Italia e Pd, coalizzando attorno a sé anche altre forze laiche come potrebbero essere LeU e +Europa. Magari ci faranno un pensiero su anche quelli di FdI, oltre alle sigle centriste. Continua a leggere »

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Perché ce l’hanno tutti con Emma Bonino?

perché ce l'hanno tutti con emma bonino

Nota necessaria: Ho deciso di ricominciare a scrivere su questo blog della cosa che, mio malgrado, conosco meglio: la politica italiana. Lo faccio da osservatore esterno e tenterò di essere come al solito una voce critica nel mare della stampa allineata più o meno a destra, a sinistra o nel calderone del duro e puro “né di destra né di sinistra”. Il primo articolo di questo mio ritorno non richiesto al giornalismo politico voglio dedicarlo a Emma Bonino.

Perché ce l’hanno tutti con Emma Bonino? I post d’odio nei suoi confronti sono diventati una costante degli ultimi giorni di campagna elettorale, come se di colpo fosse diventata solo lei il nemico assoluto da combattere. Perché? Continua a leggere »

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Noi giornalisti digitali abbiamo ucciso il mestiere più bello del mondo? Uno sfogo.

giornalismo cartaceo contro giornalismo digitale

Tempo fa ho avuto modo di parlare con un giornalista che scrive per un importante quotidiano sportivo nazionale. Parlammo del più e del meno, io e lui, a cena insieme ad altri colleghi. E parlammo in particolare del forte contrasto tra il mestiere suo, giornalista cartaceo, e il mio, giornalista digitale.

Mi disse, più o meno, che “voi giovani col web avete ucciso il mestiere più bello del mondo”. Lui che, ogni giorno, sul suo giornale di grido, scopiazza e riassume gli articoli che io e i miei soci abbiamo pubblicato il giorno prima su Canale Sassuolo. Continua a leggere »

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“Wolf’s Head” di Steven A. McKay

gdc_miniLa figura di Robin Hood mi ha sempre in qualche modo affascinato. Pertanto, qualche tempo fa, ho cercato in giro qualche romanzo che approfondisse la storia di questo eroe popolare del folklore inglese.

wolfDopo aver studiato qualche recensione qua e là, mi sono imbattuto in Wolf’s Head di Steven A. McKay, che ho poi scelto di acquistare e leggere. Una piccola nota: nessuno mi ha pagato per questa recensione, ma l’ho scritta per il semplice piacere di condividere una delle migliori letture fatte negli ultimi tempi.

Siamo in Inghilterra nell’anno 1321. Tutto comincia con una tradizionale festa di paese, nel villaggio di Wakefield, nello Yorkshire. Ci immergiamo subito nella cultura medievale inglese, in una dicotomia tra paganesimo celtico e cristianesimo che portava all’esistenza di culti e celebrazioni di natura ibrida.

Senza spoilerare la trama, vi dico soltanto che sarà la genesi di Robin Hood, costretto a diventare un fuorilegge (una testa di lupo) per amore della sua Matilda. Scopriamo la nascita del mito e la sua ascesa alla testa di una banda di reietti dal cuore d’oro. Continua a leggere »

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EB-1: il primo basso prodotto da Gibson

Quando si parla di bassi elettrici, raramente si fa riferimento a Gibson, dato che quelli che vanno per la maggiore sono i legni prodotti da MusicMan, Fender e Rickenbacker.

Visto che da queste parti si va sempre controcorrente, cominciamo a parlare di bassi elettrici raccontando quelli di casa GGC. E quale modo migliore di cominciare se non dal primo legno creato dai produttori di diavoletto e Les Paul. Continua a leggere »

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“Take me to the devil” (Rambo Year One – parte 4) di Wallace Lee

Rambo. Lo dico subito, dal primo rigo. Anche per evitare che certa gente storca il naso. Quella di Rambo è una grande storia. E, per i più attenti, una storia cominciata molto prima di quel First Blood del 1982. Ma anche molto prima del romanzo di David Morrell del ’72. Qui si parla di questa storia, ossia della serie prequel (recentemente annunciata come esalogia) di Rambo Year One, scritta dal ghostwriter Wallace Lee ed autorizzata da David Morrell, creatore del personaggio.

Quando tempo fa mi sono imbattuto in rete nel primo romanzo di questa saga ho pensato: “finalmente!”. Finalmente qualcuno era tornato a scrivere di Rambo e delle sue storie. Meraviglia. Lessi quel primo romanzo tutto d’un fiato, scrivendone anche su queste pagine.

Da allora sono passati circa due anni. Nel frattempo ho conosciuto Wallace Lee, ci ho parlato tanto su Facebook e talvolta anche telefonicamente. Lui ha fatto il giro d’Italia presentando il progetto. Il primo romanzo è uscito anche in inglese e in tedesco (uscirà presto anche in spagnolo) e ha fatto incetta di riconoscimenti: dal giornalista della BBC Lindsay Johns al premio Calvino.

E, soprattutto, sono usciti anche il secondo e il terzo capitolo, Baker Team e Point of no return. Li ho letti entrambi in anteprima (QUI trovate la mia opinione su Baker Team, QUI quella su Point of no return) ed è inutile dire che sono stati soltanto l’inizio.

Ho avuto la fortuna di ricevere in anteprima anche il quarto volume, Take me to the devil, e posso dire che fino ad ora avevamo scherzato. Se nei primi tre romanzi non mancano assolutamente momenti di assoluta tragicità (non ve li spoilero, tranquilli), qui siamo ad un livello superiore.

Teso dall’inizio alla fine, questo libro (inizialmente concepito con l’essere un tutt’uno con Point of no return) vi farà sentire i pugni nello stomaco, che è una sensazione che mi ha sempre fatto capire di essere davanti ad un grande romanzo. Interrompere la lettura è difficilissimo, desidererete di non poterlo chiudere mai. Wallace riesce a mantenere perfettamente accesa la lampadina dell’attenzione, lo stato d’allerta. Una caffeina emozionale.

Il passato dei membri del Baker Team si fonde tragicamente con il loro stato di membri del SOG in Vietnam, divenendo tanto pesante quanto lontano. La “vita reale” si confonde con quella della base e delle missioni, senza tuttavia mescolarvisi. I demoni emergono in tutte le loro forme. Le conseguenze delle missioni cascano come macigni addosso ai nostri eroi. E da questa percezione alterata della realtà si rimane schiacciati, insieme a loro. Ci si perde. Si oltrepassa il punto di non ritorno.

Ma l’importante è studiare sempre la prossima mossa.

Inutile dire quanto sia storicamente accurato, tanto che se molti ne parlano come romanzo di guerra (cosa che sicuramente è), allo stesso tempo non si distanzia dal romanzo storico per ricercatezza e attinenza ai fatti.

Ulteriori informazioni su tutto il progetto Rambo Year One, insieme al free download dei primi tre romanzi, le potete trovare QUI, sul sito ufficiale.

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“Cavalcare verso il tramonto…” di Luigi Lavorgna

Torno a scrivere di libri dopo un lungo periodo di stop. Tempo di ripensare questo blog, di sistemarlo, di rivederlo. Non che abbia smesso di leggere, anzi. Magari non sono bravo a scriverle, le emozioni che un libro riesce a darmi. Ma ultimamente ho letto troppi titoli di ottima qualità per poter rimanere indifferente.

Ho quindi deciso di cominciare a scrivere a partire da uno degli ultimi letti. Si intitola Cavalcare verso il tramonto… ed è un libro a prima vista difficile da inquadrare. Il suo autore, Luigi Lavorgna è un sociologo, un insegnante, un amante della filosofia. E anche del bel calcio e del cinema western. Da qui l’evocativa copertina di un cowboy che si avvia verso il tramonto.

In questo libro, il prof. riesce praticamente a condensare se stesso, a riassumere la propria essenza in una sentita e profonda lettera indirizzata al figlio minore (e, per conoscenza, anche agli altri due).

Si tratta in primis di una guida. Un manualetto che aiuta a trovare motivazioni e a riporre fede nella speranza. E, soprattutto, a coltivare se stessi.

Ma è anche qualcosa di più di un semplice testo motivazionale o, se vogliamo, di un manuale di vita. È anche un libro d’aiuto per chi magari si sente un po’ perso o non sa da dove cominciare. Allo stesso tempo offre un compendio di filosofia e di buon senso, cercando di spronare il lettore a fare meglio, a non adagiarsi sugli allori.

Aiuta a prepararsi la strada, a cercare di dare un senso a ciò che ci circonda e, magari, a prendere il nostro posto nel mondo.

Dategli una lettura, se vi va. Non ve ne pentirete. Lo trovate sui principali webstore e a questo link (su Amazon).

Buona lettura.

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Canale Sassuolo, Guarino: “Di Francesco sa come fermare il Napoli. Consiglio quattro giocatori ai partenopei. Cannavaro cuore azzurro…”

[SpazioNapoli] A poco più di ventiquattr’ore dalla partita di domenica contro il Sassuolo, è il momento di fare il punto sulla squadra di Di Francesco, che cercherà di fermare il cammino del Napoli verso il secondo posto. Abbiamo sentito, a tal proposito, il collega Giuseppe Guarino, vice direttore di Canale Sassuolo, che ci ha spiegato i pericoli della trasferta al Mapei Stadium e i segreti di una squadra che vuole essere ancora protagonista in futuro: in Italia e non solo. Continua a leggere »