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Volevo scrivere un necrologio. Anzi no

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[Caffè News] Quando ho appreso la notizia della scomparsa di David Bowie era mattina presto. In molti dormivano, pochi avevano letto il giornale (rigorosamente on line, chi li compra più i cartacei?). Ovviamente, da buon vecchio fanatico del rock, la notizia mi è saltata subito all’occhio.

Poi, su Facebook, ho azzardato un “mi piace” a un articolo del Corriere della Sera (con calcolo dell’età del cantante rigorosamente sbagliato, poi opportunamente modificato) e ho condiviso un link YouTube a Ziggy Stardust.  Subito dopo ho aperto l’interfaccia WordPress di Caffè News per tirare giù un necrologio. Continua a leggere Volevo scrivere un necrologio. Anzi no

Reset: il grande rock degli IfSounds

ifsound_reset-300x300[Caffè News] Abbiamo ascoltato un bel disco, intitolato Reset, nuovo lavoro di una band attiva da più di vent’anni: gli IfSounds. Uscito per Melodic Revolution Records in doppia versione (in italiano e in inglese), è incentrato sul tema del rinnovamento, della rinascita primaverile.

La band fondata e guidata dal chitarrista Dario Lastella sperimenta, semina e raccoglie. Spinge interruttori di commistione, producendo un suono graffiante e corrosivo.

A partire da Sono nato due volte, che mescola sapientemente l’ossessività del cantato con una traccia strumentale fantasmagorica, nella quale on mancano strizzate d’occhio grunge (FR9364). Continua a leggere Reset: il grande rock degli IfSounds

Amondawa, la musica epicurea dei Blooming Iris

Amondawa-Cover-copia-300x300[1][Caffè News] Dopo aver esordito con l’Ep Field (2012), i Blooming Iris arrivano con un nuovo album rock dalle sfumature elettroniche, nei negozi dallo scorso ottobre. Il titolo è Amondawa, mutuato da un minuscolo gruppo etnico brasiliano (nel 2010 questa popolazione soltanto 107 individui). È un appellativo significativo, in quanto tale popolo non ha la concezione di tempo e, pertanto, vive un’esistenza completamente libera da questo pesante fardello.

È un gruppo che si sta imponendo da tempo sulla scena musicale capitolina, formato da quattro ragazzi. L’autore dei testi, fondatore e frontman della band è Nicolò Capozza, al quale si affiancano Daniele Razzicchia (chitarra e synth), Guglielmo Sacco (basso e campionatore) e Andrea Orsini (chitarra e seconde voci). Continua a leggere Amondawa, la musica epicurea dei Blooming Iris

Memories of Always, una chiacchierata con Franco Baggiani

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[Caffè News] Abbiamo fatto una chiacchierata con Franco Baggiani, musicista jazz appena uscito con Memories of Always, un lavoro di cui vi abbiamo già parlato QUI. È un disco black and blues, uno strumentale potente. Un magma vorticoso che gioca su una fusion trasognata attraverso suoni decisi e a tinte forti.

D) Ciao Franco, benvenuto su Caffè News. Ti ringraziamo per questa intervista al nostro magazine. La tromba è il centro della tua carriera musicale, lo testimonia una lunghissima serie di composizioni e collaborazioni artistiche. Al suo fianco, però, ci sono le attività di direzione d’orchestra e didattica. Ma qual è la dimensione nella quale ti senti più a tuo agio?

R) Mi sento a mio agio in tutte e tre le situazioni! Diciamo, se proprio vogliamo fare una classifica, che la direzione d’orchestra e’ quella che sento più vicina alla mia indole musicale, e ovviamente la tromba. Continua a leggere Memories of Always, una chiacchierata con Franco Baggiani

Franco Baggiani, il black and blues della giungla

Franco-Baggiani-Memories-cover-300x300[1][Caffè News] È un disco black and blues, sin dalla copertina. Stiamo parlando dell’ultima fatica del trombettista Franco Baggiani, Memories of Always. Uno strumentale potente, un magma vorticoso che gioca su una fusion trasognata attraverso suoni decisi e a tinte forti.

C’è un inizio già travolgente, Ob-session, completamente improvvisato e gettato su una base ritmica impetuosa. Un pezzo breve, dove fiati e bassi si sfidano a duello, inarrestabili.

Segue una suite divisa in tre parti (Ghebus suite), nella quale viene mantenuto l’impianto iniziale, gettato poi a pesce su un latinismo di percussioni dal quale la tromba risorge dalle ceneri, reclamando il proprio ruolo da protagonista assoluta. Continua a leggere Franco Baggiani, il black and blues della giungla

Il sogno lucido di Dario Vero

lucid-dream-300x300[1][Caffè News] Abbiamo ascoltato Lucid Dream, primo disco da solista di Dario Vero, chitarrista e giornalista musicale. Uscito per Terre Sommerse, è un album quasi completamente strumentale, capace di spaziare verso atteggiamenti prettamente psichedelici rifacendosi talvolta ad elementi tipici del blues e del symphonic rock, avvolgendo un campo spesso occupato dalla scena indie.

E il disco racconta una storia distopica, che indossa i panni di una fantascienza apocalittica e onirica, basata appunto sulla coscienza del sogno.

Ed è così che si passa dalla freschezza di Roy’s Childhood, brano d’apertura basato su una melodia da carillon e completato dal secondo All blues, fino all’opprimente oscurità di Deep Blue e alla piena psichedelia blues dei brani centrali del disco (su tutti, Night Terrors).

Assume atmosfere riprendenti il rock classico in Alpha Centauri, scendendo nella psichedelia più pura e risalendo la china sull’onda dell’energica The Escape then the Eventide. La calma apparente ritorna poi con i brani finali del disco (Learning to sleep e la suite della title-track Lucid Dream). Continua a leggere Il sogno lucido di Dario Vero

L’inebriante piacere di For His Wine and Chamber

claytoride_forhiswineandchamber-300x300[1][Caffè News] Siamo andati ad ascoltare For his wine and chamber, ultimo disco dei ClayToRide, uscito nel 2013 per Prosdocimi. È un disco nato essenzialmente dal vivo, i cui pezzi sono stati improvvisati già durante i tour della band e poi finiti su disco con registrazione live in studio totalmente analogica.

Veneti, i ClayToRide vantano già una ricca attività concertistica e collaborazioni con gruppi del calibro di Tre Allegri Ragazzi Morti, La Crisi, ExKGB.

Non ci stupiamo se il disco riesce a riprendere il contesto rock classico, raschiando le corde di un genere immortale. Il buon lavoro d’arrangiamento si nota già in apertura, in Ignorance, che si trasporta altalenante su un tappeto di chitarre distorte e la perfetta sincronia tra un basso frizzante e una batteria ruspante.

Con echi da rockabilly e pop punk, si distende invece Something in your shoes, aggiungendo poi una serie di elementi più tipicamente californiani in Mexico. Continua a leggere L’inebriante piacere di For His Wine and Chamber

I concept album sono Opere d’arte

The dark side of the moonLa musica è arte o intrattenimento? C’è risposta a questa domanda? La si può vedere in entrambi i modi e certamente è entrambe le cose. Anche perché c’è musica e musica. Certo è che ci sono brani che rappresentano molto di più che un semplice sfogo, ma vogliono comunicare e trasmettere messaggi. È questo il senso stesso della loro esistenza.

Negli anni sessanta cominciò a diffondersi un nuovo modo di fare musica: il concept album. Diversamente dagli album “standard” che si riducevano a mere raccolte di singoli o di pezzi scollegati, il concept album rappresentò una importante novità capace di elevare la musica leggera ad un livello quasi operistico. Ogni singola canzone è collegata alla successiva ed alla precedente raccontando una storia, esplorando un mondo, espandendo un concetto. In questo modo la canzone presa singolarmente perdeva forza, in favore di una visione completa dell’opera considerata integralmente.

I maggiori concept sono stati sfornati da gruppi e artisti quali Beatles (Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band), Elton John (Tumbleweed Connection, Goodbye Yellow Brick Road, Captain Fantastic And The Brown Dirt Cowboy), Genesis (The Lamb Lies Down on Broadway) e David Bowie (The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars). Nel metal sono stati messi in essere da pioneri del genere quali Iron Maiden e Dream Theater; in Italia sono stati introdotti da Fabrizio De André e i New Trolls (Senza orario e senza bandiera, La buona novella).

Ma la band più ricordata al mondo per i suoi “album a tema” è quella di David Gilmour e Roger Waters: i Pink Floyd. Secondo una recente pronunzia della Supreme Court of the United Kingdom, gli album della rock band britannica, in quanto concept album, vanno ascoltati interamente e non è possibile acquistarne singoli brani (come di uso comune nel mercato musicale digitale). Ecco che quindi iTunes ha dovuto rimuovere tutti i brani “singoli” dei Pink Floyd che potranno essere scaricati soltanto ad intero album. Pertanto, chi vorrà ascoltare i brani di The dark side of the moon, The final cut, Animals o The Wall dovrà farlo in maniera integrale. Un piccolo colpo a favore del riconoscimento universale del rock come opera d’arte a dispetto della musica di consumo.

Giuseppe Guarino

Quando mi vieni a prendere – l’altro Ligabue

Quando mi vieni a prendereIl 23 gennaio 2009, un ventenne di Dendemorde, in Belgio, entrò in un asilo armato di coltello. Il ragazzo era truccato come Pierrot, o più probabilmente come Joker, il personaggio di Batman, dal quale era ossessionato; il nome dell’asilo era “Il paese delle favole”. Uccise una maestra e due bambini, ne ferì altri dodici.

Luciano Ligabue, famosissimo rocker emiliano, da anni sforna successi. Questo 2010 ha regalato al suo pubblico “Arrivederci, mostro!”, un nuovo disco d’inediti, che rappresenta una prospettiva sulle paure umane. Non poteva non essere un successo multiplatinato.

E’ in questo disco che il Liga inserisce una perla, distaccata dal suo classico genere e abbastanza inusuale. Il suo titolo è Quando mi vieni a prendere; il sottotitolo è: (Dendermonde, 23/01/09): dedicata alla tragedia della città belga. E’ una canzone molto lunga (più di sette minuti), che è permeata da atmosfere echeggianti, ma soprattutto -colpo di genio- narra la storia dal punto di vista di un bambino, in prima persona.

Luciano Ligabue
Luciano Ligabue

Un bambino che non vorrebbe andare a scuola ma che deve andare, un bambino che aspetta impaziente l’arrivo della mamma e che all’arrivo dell’Uomo nero crede che sia per punirlo d’un qualche suo dispetto. All’arrivo del ventenne il bambino, incosciente ed innocente, invoca sua madre: “ti chiedo scusa mamma se ti ho fatto un pò arrabbiare/ ma fai fermare tutto che ho capito la lezione”.
Finisce per non capire nemmeno l’uccisione della maestra, “è sdraiata, sta dormendo”, e vede tutto come un orrendo, enorme gioco. Arriverà a divenire ostaggio dell'”uomo nero” ma il tutto finisce senza ulteriori notizie sulla fine del protagonista della canzone che termina con il drammatico e commovente ritornello; il bambino, disperato, non ne può più e cerca sua madre:

“Quando mi vieni a prendere?
Dammi la tua parola.
Vieni un po’ prima
fammi una sorpresa.”

Stato Libero di Litfiba

Stato Libero di Litfiba
La copertina di Stato Libero di Litfiba

Tanti fan della band fiorentina aspettavano con ansia, sin dal triste 1999, il ritorno del duo che aveva portato il rock italiano ad ottimi livelli. Quel rock fu buttato nel fango con l’uscita di Mondi Sommersi (1997) e Infinito (1999) che alternavano a brani piuttosto incoraggianti (Ritmo, Sparami, Prendi in mano i tuoi anni, Vivere il mio tempo) altri brani piuttosto imbarazzanti quali Regina di cuori o Mascherina. Le altalenanti avventure soliste di Pelù e le decadenti fasi 3 e 4.0 dei Litfiba non avevano fatto presagire un ritorno simile.

Il 21 dicembre 2010 la notizia della reunion aveva portato con se i rumors di circostanza: “lo fanno solo per soldi”, “sarà l’ennesimo fallimento”, “i Litfiba veri erano formati non solo da Pelù e Renzulli ma anche da Maroccolo ed Aiazzi”. Ossia un polverone di frasi che i fans del gruppo conoscono oramai a memoria. Ci aveva pensato l’uscita di Sole Nero a togliere qualche dubbio, portando un sound potente a sottolineare i testi tipici dell’ultimo Pelù solista (le tematiche sono le stesse dell’album Fenomeni). Un vero ritorno al rock in questo doppio live+2 inediti.

Il secondo brano nuovo di questo disco, Barcollo, ha poco del vecchio stile Litfiba ma riesce a svelare degli affascinanti aspetti misteriosi, anche se, in un disco di soli inediti, avrebbe avuto sicuramente un ruolo secondario.

Per il resto si tratta di brani storici, fedeli nell’ordine alla scaletta dei concerti tenuti sin da aprile e, sorpresa per chi amava i Litfibottoli che vendevano milioni di dischi, non è presente nessun brano di Infinito né tantomeno Regina di Cuori Goccia a goccia! Un ritorno vero e proprio ai tempi rock di Terremoto o Sogno ribelle, almeno sul palco. Si, perché i brani live, per quanto già conosciuti, meritano più degli inediti. Le nuove versioni dei brani suonano davvero bene e i pezzi non dimostrano la loro età.

Il disco è consigliatissimo.

Tracklist:

CD1

  1. Sole nero
  2. Barcollo
  3. Proibito
  4. Resta
  5. Cangaceiro
  6. Paname
  7. Bambino
  8. Il volo
  9. Sparami
  10. Lulù & Marlene
  11. Dio
  12. Spirito
  13. Tex
  14. Ferito/Tex

CD 2

  1. Fata morgana
  2. Animale di zona
  3. A denti stretti
  4. Cuore di vetro
  5. Gioconda
  6. Ritmo 2#
  7. Ci sei solo tu
  8. Maudit
  9. Dimmi il nome
  10. El diablo
  11. Lacio drom
  12. Lo spettacolo