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Bollettino letture, settembre 2015

settembre

gdc_miniArrivato ottobre da queste parti, com’è ormai tradizione, si fa il resoconto delle letture del mese appena trascorso. Dopo un agosto nel quale ho finito soltanto un libro è venuto un settembre affettuoso, direi generoso, nel quale sono riuscito a portare a termine roba che mi trascinavo dietro da mesi. A partire da un giallo americano, che appassionerebbe tantissimo i dantisti di tutto il mondo. Poi ho scelto (male) un pezzo più leggero, un romanzaccio noir umoristico che non ho riposto in tempo nel cassetto. Ho continuato, con un racconto di Arthur Schnitzler e un altro di Amélie Nothomb. In aggiunta, ho tirato giù una storia da libreria. Ho chiuso il giro con una raccolta di racconti che no, non mi ha preso.

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Bollettino letture, gennaio 2015

gennaio2015

gdc_miniAnno 2015 che comincia nel segno della lettura. La neve ci ha portato fiabe lapponi e miti caledoni\irlandesi. Ma non c’è cuore che non ama la sua terra e le proprie radici, arrivando a guardare fino a dove si scorge il mare. E chi sa parlare ai cuori meglio di Papa Bergoglio? E cosa rinfranca meglio un cuore se non una passeggiata in mezzo ai boschi?

Ecco, nelle mie letture di gennaio ci sta tutta questa roba qui. Cinque robette dolci più di una nuvola di zucchero filato, per intenderci, ma senza il rischio di stare a prendersi il diabete. La sesta è invece un’outsider, in quanto si tratta di una storiaccia di pirati e schiavitù e rischia di trasformarsi nel tocco aspro del succo di limone. Un concentrato di sciroppo letterario in agrodolce per tutti i gusti. Vamos a averiguarlo. Continua a leggere Bollettino letture, gennaio 2015

Il ventennio di Gianfranco Fini

il ventennio

Per uno dei tanti paradossi della nostra politica, l’aiuto più forte, anche nella pubblica opionione, venne a Berlusconi dall’antiberlusconismo viscerale, spesso volgare, becero e insopportabilmente fazioso della quasi totalità delle forze di opposizione

gdc_miniQuesta è la seconda volta che parlo di un libro di Gianfranco Fini. E se lo faccio non è certo per affinità ideologica o culturale (rispetto alla prima esistono numerose divergenze; in quanto alla seconda, la dialettica e la preparazione del fondatore di An metterebbero alle corde qualunque pennivendolo di quartiere come me).

Gianfranco Fini mi ha sempre affascinato e, nel mondo della sinistra (o, se vogliamo, del centro-sinistra), ha sempre rappresentato la faccia seria del centro-destra, quell’interlocutore affidabile e sincero che non si riusciva certo a vedere in Berlusconi. Citando uno sketch del noto comico Diego Parassole, si potrebbe dire che Fini faceva capire che si poteva essere intelligenti e di destra, che è un po’ uno spreco, come Pelè che gioca nell’Inter.

È un testo scritto con linguaggio semplice e discorsivo, che raccoglie vent’anni di storia italiana senza cadere nell’utilizzo del linguaggio politichese (che emerge comunque nelle conclusioni). Continua a leggere Il ventennio di Gianfranco Fini