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Addio ad Armando Cossutta

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quadrifoglio miniArmando Cossutta muore a 89 anni. Politici come lui non ne fanno più, purtroppo.

Tutti oggi lo ricordano come il “più filosovietico” dei comunisti. Una realtà storica incontrovertibile, quella di un carrista duro e puro che si poneva in contrasto alla linea morbida del PCI dell’eurocomunista Berlinguer. Continua a leggere Addio ad Armando Cossutta

Garantismo e giustizialismo nella cultura politica italiana

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[Caffè News] Garantismo e giustizialismo, si sa, sono due valori opposti che permeano la discussione politica italiana sin dalla notte dei tempi. Una situazione politica sicuramente falsata rispetto al resto d’Europa.

Pensiamo alla Prima Repubblica. Il maggior partito di sinistra era il Partito Comunista. Che benché se ne dica era sicuramente distante dai valori liberali e democratici che ispiravano le sinistre del continente. La tradizione forcaiola del comunismo italiano trova (tra l’altro) fondamento nella celebre “diversità genetica” millantata da Enrico Berlinguer. Tali valori accomunavano inoltre gli opposti estremismi, dato che anche il Movimento Sociale Italiano non parlava certo di tolleranza e di garantismo. Continua a leggere Garantismo e giustizialismo nella cultura politica italiana

Vengo dopo il Pci – Sfasci e ricostruzioni

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[Caffè News] È sul decreto degli 80 euro, nel giugno 2014, che si compie la scissione dentro Sel. Dopo aver votato positivamente insieme alla maggioranza, il capogruppo alla Camera Gennaro Migliore decide di lasciare il partito. Lo fa con una lettera indirizzata al coordinamento nazionale di Sinistra Ecologia Libertà. Insieme a lui si dimettono il vicepresidente della commissione antimafia di Montecitorio Claudio Fava, Titti Di Salvo e Ileana Piazzoni. Già prima del voto, due deputati eletti con il partito di Vendola, Aiello e Ragosta, erano passati al Pd, denunciando la deriva di Sel, ormai ostile al Pse e tendente a diventare la Syriza italiana. Le stesse tesi saranno riprese dal gruppo facente capo a Gennaro Migliore, che parlerà di un ormai chiaro e distruttivo “arroccamento ideologico” assunto dai vertici di Sinistra Ecologia Libertà. Vendola chiede un passo indietro e il rientro nel partito, ma oramai la distanza appare incolmabile e l’emorragia di deputati non si ferma. Si uniranno poi ai fuoriusciti anche Lavagno, Zan e Pilozzi.

La “spaccatura plateale” Continua a leggere Vengo dopo il Pci – Sfasci e ricostruzioni

Vengo dopo il Pci – Elleniche Illusioni

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[Caffè News] Ritorna “Vengo dopo il Pci”, la rubrica che vi aggiorna sulla storia degli eredi più o meno diretti della sinistra italiana post-comunista. Partiamo da dove avevamo interrotto il discorso. Emblematico il titolo, “Né falce né martello“, recente e nota la storia.

Si parla, nel primo 2014, di una riorganizzazione della sinistra. Unitaria magari. In pieno governo di intese “meno larghe” (Pd alleato con Udc, Scelta Civica e Nuovo Centrodestra).

Nell’ottobre 2013 il partito della Sinistra Europea individua in Alexis Tsipras il candidato alla presidenza della Commissione Europea in vista delle elezioni del 2014. Il greco, leader del partito Syriza, viene confermato ufficialmente come candidato al Congresso della European Left, svoltosi a Madrid tra il 13 e il 15 dicembre 2013. Continua a leggere Vengo dopo il Pci – Elleniche Illusioni

Le feste dell’Unità senza L’Unità

festa-150x150[1][Caffè News] Ultimi scampoli d’agosto e dell’estate 2014. Tutti tornano dalle vacanze, la vita riprende, i circoli cittadini del Pd organizzano la festa dell’Unità. Da quest’anno e per scelta di Matteo Renzi [fonte: QUI] gli eventi hanno abbandonato il triste nome di Festa democratica, riprendendo quello storico. Caso ha voluto che la decisione sia stata presa poco prima che il quotidiano chiudesse le proprie pubblicazioni, oggi che si può dire finalmente (con un pelo di ritardo) che “Il Migliore” era De Gasperi piuttosto che Togliatti. Le feste dell’Unità senza l’Unità fanno tristezza perché in Italia un pluralismo di opinioni è più che necessario, anche a costo di sacrifici. E se Renzi riuscisse a riaprirla, L’Unità, farebbe contenti tutti, a destra e a sinistra. Rimarrebbe scontento soltanto chi un tempo si è dichiarato erede di Berlinguer, per poi esultare quando quel giornale chiamato L’Unità è stato costretto ad interrompere le stampe
Giuseppe Guarino

Vengo dopo il Pci – Dall’Ulivo al Pd

dopo-il-pci-5-dallulivo-al-pd[1][Caffè News] Piero Fassino raccoglie più del 75% dei consensi, affermando così la linea del partito e perseguendo l’obiettivo di fusione con le altre forze politiche dell’Ulivo. Mussi e Angius scelgono di non essere più della partita. Entrambi costituiranno, più tardi e senza uscire dalla maggioranza di governo né interrompere (almeno in un primo momento) l’alleanza con il Pd, un nuovo partito con esplicito riferimento al Pse: Sinistra Democratica.fassino ds

Anche sul fronte post-democristiano è tutto pronto: al secondo congresso della Margherita è stata presentata un’unica mozione congressuale che non fa chiarezza sull’affiliazione al Pse, sebbene vi siano stati precedentemente dei contrasti principalmente tra le correnti vicine a Rutelli (fortemente contrario) e quelle che hanno come riferimento Arturo Parisi (favorevole a riguardo ad un dialogo con i Ds). L’ex sindaco di Roma viene, in ogni caso, confermato in testa alla compagine e, d’accordo con la Quercia, si programma che il nuovo partito dovrà vedere la luce entro il 2008.

Nel frattempo, nella vita dell’esecutivo, Prodi può contare su una maggioranza alquanto risicata. Al Senato è tenuto in piedi da pochi voti di differenza e gli scontri, legati soprattutto alla contrapposizione tra le aree centrista e la sinistra radicale, si susseguono regolarmente. Più volte, inoltre, la tenuta del governo è stata garantita dal voto favorevole dei senatori a vita. Marco Follini, ex segretario dell’Udc e leader del movimento Italia di Mezzo, si avvicina gradualmente alle posizioni del centro-sinistra, votando con la maggioranza in numerose occasioni.

Il Partito Democratico si sta intanto organizzando, mettendosi in moto nella creazione di una struttura: il 23 maggio 2007 vengono nominati i membri del Comitato 14 ottobre (giorno nel quale si terranno le primarie per l’elezione del segretario), con il compito di costruire e preparare una serie di regole che stabiliranno il funzionamento interno della nascente organizzazione. A far parte del comitato 45 membri eminenti più qualche new entry, su tutti Marco Follini, il fondatore di Slow Food Carlo Petrini e il giornalista Gad Lerner. Cominciano ad arrivare anche le prime candidature per la carica di segretario.

Walter Veltroni dichiara di volerprimarie pd 2007 scendere in campo per proporre, mantenendo fortemente l’appoggio al governo di Romano Prodi, un partito nuovo che sdogani la Tav, sia attento sul tema della sicurezza (non lasciandola ad assoluto appannaggio delle destre) e, soprattutto, che riesca ad apportare un patto generazionale per il paese. Veltroni, appoggiato da gran parte degli esponenti di Ds e Margherita, viene paragonato a Tony Blair e, con un programma liberale e riformista, chiede consensi anche agli italiani. A fargli subito eco è Rosy Bindi, che lamentando la poca attenzione di Veltroni nei confronti della cultura cattolica decide di candidarsi a sua volta a segretaria del partito.

Altri candidati saranno Enrico Letta (che lancia via web la cosiddetta “sfida dei quarantenni”), il blogger e giornalista Mario Adinolfi, gli economisti Pier Giorgio Gawronski e Jacopo Schettini Gherardini e il direttore de L’Unità Furio Colombo. Schettini lancia l’idea del “partito tricolore”, prendendo il rosso, il bianco e verde come duplice riferimento alle aree politiche di provenienza oltre che alla bandiera nazionale. Questa proposta sarà poi ripresa negli studi che porteranno alla nascita del simbolo. Lo stesso Schettini ritira poi la sua candidatura, sostenendo Gawronski. Colombo, invece, entra in conflitto con il Comitato per via dell’eccessivo burocratismo mostrato nei confronti della sua candidatura, rinunciando a correre per la segreteria. Provano a presentarsi anche Marco Pannella e Antonio Di Pietro, che vedono ricusate le proprie candidature per il fatto di essere leader di partiti o movimenti che non hanno annunciato il loro scioglimento per entrare nel Pd. Qui si può parlare di un errore del Comitato 14 ottobre, in quanto Pannella, pur essendo di fatto un leader radicale, al momento della presentazione della proposta non è titolare di alcuna carica ufficiale presso i Radicali Italiani.

primarie 2007 - correttoAlle primarie del 14 ottobre 2007 partecipano oltre 3 milioni e mezzo di elettori. A risultare vincitore è Walter Veltroni, che ottiene il 75.82% dei consensi. Rosy Bindi non raggiunge il 13%, mentre Enrico Letta raccoglie poco più dell’11%. Gawronski e Adinolfi si fermano ampiamente al di sotto del punto percentuale. Nello stesso giorno smettono di esistere i soggetti politici che hanno preceduto il Pd. La nuova sede nazionale è a Roma, in Piazza Sant’Anastasia, mentre il nuovo simbolo riprende sia il tricolore che il rametto di ulivo, ridotto e posto tra le parole “Partito” e “Democratico”.

Il 27 ottobre 2007 si tiene la prima assemblea del nuovo soggetto. Veltroni si insedia come segretario e nomina Dario Franceschini suo vice. L’Assemblea Nazionale del partito elegge anche un Presidente, individuato nella figura carismatica del capo del governo Romano Prodi, principale ispiratore del progetto Ulivo-Partito Democratico. In contemporanea, Veltroni comincia a discutere di superamento del porcellum, cercando un dialogo con la Cdl almeno in tema di legge elettorale.

Per Romano Prodi, però, sono in vista nuovi guai. La finanziaria 2008 passa ancora di misura, ma Lamberto Dini vota contro. Dini era stato eletto nelle liste del Pd e aveva anche partecipato alla fase iniziale dei lavori per la fondazione del partito stesso, con il voto contrario avvia il suo neonato movimento dei Liberal Democratici ad una collaborazione con il centro-destra, dove importanti cambiamenti sono in vista. Silvio Berlusconi, infatti, sull’onda dell’entusiasmo portato dalle primarie del Pd, dal predellino della sua auto annuncia, spiazzando anche i suoi stessi alleati, la nascita di un nuovo partito di centro-destra, un soggetto unitario che superi le singole sigle, in modo da poter contrapporsi al Partito Democratico. Ad esso parteciperanno poi i piccoli partiti della Cdl (Nuovo Psi, Democrazia Cristiana per le Autonomie, Azione Sociale) e soprattutto Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini. Freddo invece Pierferdinando Casini che, critico nei confronti dell’idea di Berlusconi, non vi fa confluire l’Udc (ma numerosi esponenti, stretti intorno a Carlo Giovanardi, lasceranno poi lo scudo crociato per seguire il nuovo progetto). Dopo qualche giorno viene annunciato il nome del soggetto politico unitario, quando nasce ufficialmente il Popolo della Libertà.

veltroni franceschiniNon che l’idea del partito unico anche a destra sia così nuova (era stata più volte rilanciata negli anni precedenti, con un impegno crescente di personaggi come Marcello Dell’Utri e Michela Vittoria Brambilla), ma Berlusconi ha dimostrato, con la fondazione del Pdl, di poter fare in pochi mesi quanto il centrosinistra ha realizzato in circa dieci anni. In un fallico sfoggio di muscoli, il leader del centro-destra organizza il suo attacco al “Governo delle Tasse”, convinto della breve vita dell’esecutivo.

Il ciclone, puntualmente, arriva. Il 17 gennaio 2008 la procura di Santa Maria Capua Vetere mette sotto inchiesta il ministro della Giustizia Clemente Mastella e la moglie Sandra Lonardo. L’accusa è di concussione.

Mastella aveva già criticato diverse volte l’operato del Governo, non contento soprattutto della finanziaria 2008, auspicando il ritorno alle urne (e trovandosi d’accordo con quanto affermato anche dal Presidente della Camera Bertinotti). Dimettendosi da ministro, però, il politico di Ceppaloni mantiene l’appoggio esterno dell’Udeur al governo.

Ma la fine è vicina. Veltroni annuncia che alle prossime elezioni il Partito Democratico andrà da solo, interrompendo così la storia dell’Unione e proponendo a Berlusconi di fare lo stesso al fine di rafforzare il sistema bipolare che, pur senza riforma elettorale, sembra stare per affermarsi. Mastella, timoroso di rimanere fuori dal parlamento decide così di revocare la fiducia all’esecutivo per mancata solidarietà politica. Lascia così il centro-sinistra, prendendo via via posizioni sempre più vicine a Berlusconi (nel 2009 sarà eletto all’Europarlamento nella lista del Pdl e nel 2013 farà confluire l’Udeur in Forza Italia). Il 24 gennaio Prodi perde la fiducia, dimettendosi. Giorgio Napolitano, dopo le consultazioni, affida un mandato esplorativo al Presidente del Senato Franco Marini che, sentiti a sua volta i rappresentanti di partiti e gruppi parlamentari, rimette l’incarico nelle mani del Presidente della Repubblica. Si va così verso nuove elezioni, con Berlusconi pronto a tornare al governo in pompa magna.

Giuseppe Guarino

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Vengo dopo il Pci – La cosa 2

dopo-il-pci-3-la-cosa-21[1][Caffè News] È il 1998 quando il principale partito italiano dell’area di sinistra elimina definitivamente la falce e martello dal proprio simbolo. È il completamento di un percorso, cominciato con la svolta della Bolognina, verso il socialismo europeo. Da un’idea di Massimo D’Alema, il Pds subisce la sua prima trasformazione dando avvio a quella che sarà chiamata “La Cosa 2″.

Alle elezioni del 1996 il Pds si era confermato come primo partito italiano e Romano Prodi, leader dell’Ulivo, era diventato presidente del Consiglio. Il Governo non resse molto. Le tensioni interne erano fortissime e lo stesso D’Alema si mostrò più volte critico nei confronti dell’operato di Romano Prodi. Continua a leggere Vengo dopo il Pci – La cosa 2

Vengo dopo il Pci – Gli anni del Pds

dopo-il-pci-1-gli-anni-del-pds1[1][Caffè News] Era il 1989 quando Achille Occhetto, alla Bolognina, annunciò che il Partito Comunista Italiano, fondato da Antonio Gramsci nel 1921, avrebbe cambiato nome e simbolo. Non un abbandono totale dello storico simbolo della Falce e Martello, piuttosto un rinnovamento che, con gli ultimi sgoccioli di vita dell’Urss e la caduta del muro, metteva il principale partito d’opposizione di fronte al timore di poter diventare un anacronismo storico. Continua a leggere Vengo dopo il Pci – Gli anni del Pds

Rosario Crocetta, il presidente Eretico: “Ho un solo padrone, il popolo siciliano”

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Io antisistema: avevo 18 anni e vendevo l’Unità davanti ai cancelli della fabbrica il venerdì e la domenica sul corso principale, poi ero segretario della Fgci dei giovani comunisti. Avevo 22 ed ero segretario di fabbrica della sezione del PCI e facevo parte della segreteria del PCI. Allora Occhetto mi proponeva di fare il deputato nazionale, io non ero d’accordo perché mi consideravo troppo giovane e temevo di essere schiacciato dal sistema. Negli anni ho sempre lavorato e non mi sono mai candidato a nulla, solo a sindaco in età matura. Continua a leggere Rosario Crocetta, il presidente Eretico: “Ho un solo padrone, il popolo siciliano”

Perché non Renzi ma una storia già Letta

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Letta, Amato o Renzi? Il dubbio è sciolto, il primo sarà il nuovo capo del Governo.

Se si fosse fatto un sondaggio tra gli elettori e i militanti del centro-destra (che sarà parte integrante della prossima maggioranza di governo), il coro sarebbe stato unanime: Matteo Renzi. La scelta, almeno ad occhio, è caduta sul candidato (tra i tre) che più piaceva al Partito Democratico. Ma forse anche a Berlusconi.Chi lo dice? Renzi in persona.

“È Berlusconi che non mi ha voluto” è quanto il sindaco di Firenze ha dichiarato Continua a leggere Perché non Renzi ma una storia già Letta