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Torna Fini, col rischio di fare una frittata di un uovo solo

fini[1][Caffè News] Gianfranco Fini riscende in campo. E questo non può che far piacere a chi crede nella politica come passione, competenza, movimentismo. Un po’ meno a una destra che da Fini si è sentita tradita, vuoi per aver sfasciato Alleanza Nazionale, vuoi per aver lasciato il Cavaliere.

Ebbene, lanciando il portale Partecipa, Fini tenta un nuovo percorso costituente della nuova destra italiana, dopo il fallimento di Futuro e Libertà.

Se Fli fallì fu colpa dell’eccessivo appiattimento sulle posizioni di Pierferdinando Casini e di Mario Monti, ossia al centrismo liberale di stampo sia cattolico che laico. È stato questo il più grosso neo dell’esperienza post-Pdl dell’ex Presidente della Camera, trombato con un misero 0.47%. Continua a leggere Torna Fini, col rischio di fare una frittata di un uovo solo

Il ventennio di Gianfranco Fini

il ventennio

Per uno dei tanti paradossi della nostra politica, l’aiuto più forte, anche nella pubblica opionione, venne a Berlusconi dall’antiberlusconismo viscerale, spesso volgare, becero e insopportabilmente fazioso della quasi totalità delle forze di opposizione

gdc_miniQuesta è la seconda volta che parlo di un libro di Gianfranco Fini. E se lo faccio non è certo per affinità ideologica o culturale (rispetto alla prima esistono numerose divergenze; in quanto alla seconda, la dialettica e la preparazione del fondatore di An metterebbero alle corde qualunque pennivendolo di quartiere come me).

Gianfranco Fini mi ha sempre affascinato e, nel mondo della sinistra (o, se vogliamo, del centro-sinistra), ha sempre rappresentato la faccia seria del centro-destra, quell’interlocutore affidabile e sincero che non si riusciva certo a vedere in Berlusconi. Citando uno sketch del noto comico Diego Parassole, si potrebbe dire che Fini faceva capire che si poteva essere intelligenti e di destra, che è un po’ uno spreco, come Pelè che gioca nell’Inter.

È un testo scritto con linguaggio semplice e discorsivo, che raccoglie vent’anni di storia italiana senza cadere nell’utilizzo del linguaggio politichese (che emerge comunque nelle conclusioni). Continua a leggere Il ventennio di Gianfranco Fini

Il ritorno di Alleanza Nazionale

[Sannio Week] Occhi puntati sulle spaccature del Pdl e, soprattutto, sulla possibilità della nascita di una nuova formazione elettorale di stampo spiccatamente centrista, basata sulla leadership del duo Alfano-Letta e benedetta dall’ex governatore lombardo Formigoni. Che la si chiami Partito Popolare o Democrazia Cristiana o Balena Bianca poco cambia. Continua a leggere Il ritorno di Alleanza Nazionale

Quante storie per un simbolo

La telenovela sul simbolo del Popolo della Libertà, che vede scambi di battute tra diversi personaggi politici di sponda FLI o PdL continua. Ne abbiamo sentite tante, prima Italo Bocchino contro Berlusconi, poi Paolo Bonaiuti contro Fini, insomma un vero e proprio polverone. Per un simbolo in comproprietà. Continua a leggere Quante storie per un simbolo

PdL e Futuro e Libertà: The Show goes on!

Il 22 Agosto, Italo Bocchino ha rilasciato un’intervista a La Stampa dove parla dell’irricucibilità dello strappo con il PdL. In particolare si rende conto delle contraddizioni che erano già presenti alla nascita del partito: “Non possiamo accettare che ci si chieda un consenso al 100% di un percorso alla cui elaborazione non siamo stati chiamati a partecipare, e che contiene argomenti che non fanno parte del programma.” Peccato che se ne accorgano ora. Il grande calderone del PdL, raccogliendo le entità più eterogenee del centrodestra, porta verso un estremismo personalista tendendo ad annullare le singole identità. Ovviamente per chi proviene da una storia (missina o “alleatina”) che si è sempre basata sull’identitarietà questo non è accettabile. Continua a leggere PdL e Futuro e Libertà: The Show goes on!