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US Vote History: 1932

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[Caffè News] L’era di prosperità prospettata da Hoover non venne. Anzi, la sua amministrazione si trovò a dover fronteggiare la Grande Depressione. Convinto assertore delle teorie di non intervento pubblico nelle questioni economiche, il Presidente in carica venne subito accusato di eccessivo laissez-faire nella gestione della Crisi del ‘29 e nei suoi strascichi. Al contrario, Hoover intuì la necessità di non abbandonare l’economia a sé stessa, negoziando più volte con gli imprenditori affinché non tagliassero personale né riducessero i salari. Alcuni studiosi, tra i quali l’anarco-libertariano Murray Rothbard, hanno poi sostenuto che addirittura Hoover sia stato l’avviatore del New Deal. Non è questa la sede per approfondire su tale dibattito, basti sapere che il Presidente repubblicano tentennò più volte tra politiche liberiste e pro-labour, finendo per imbarcarsi in una serie di atti controproducenti. Se da un lato favorì il rimpatrio degli immigrati messicani rimasti senza lavoro, dall’altro tentò di risollevare l’economia firmando (non senza riserve) lo Smoot-Hawley Tariff Act del 1930, che incrementò i dazi sulle importazioni per tentare di risollevare le sorti di fabbriche ed aziende agricole interne. Lo Smoot-Hawley Act in un primo momento sembrò funzionare, salvo poi rivelarsi un ennesimo fallimento, anche quando venne affiancato dal Revenue Act del 1932, considerato il maggior incremento fiscale in tempo di pace della storia. Le accuse di laissez-faire avrebbero cambiato verso durante la campagna elettorale successiva, quando i democratici sarebbero arrivati al punto di affibbiare ad Hoover l’etichetta di “socialista”. Continua a leggere US Vote History: 1932

Che bello sbattere i pugni sul tavolo

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[Caffè News] Non è un pezzo dei Ribelli, né un retaggio di 25 aprile. Pugni sul tavolo è l’inno del Movimento 5 Stelle in vista delle Europee. Agghiacciante, sgranato e mal fatto (ma questo è un dettaglio che rende il prodotto “popolare”), è il video d’accompagnamento. Grillini di tutta Italia che sbattono i pugni sul tavolo (talvolta senza alcuna convinzione e con tanto di facce buffe). L’eterna lotta tra il bene e il male. La certezza di essere gli unici a poter risolvere tutto, depositari della verità assoluta contro quelli che sono brutti, cattivi e puzzano. Democrazia dal basso, la chiamano. Più simile ad un pastone informe. E ci si compiace di essere apparsi in video, a sostegno dei propri beniamini. Difficile resistere per più di trenta secondi. Ma il succo è un altro, in quanto tornano alla mente gli inni e i volti di un milionario che non è Grillo. Questione notata anche dal Quotidiano Nazionale che ha così titolato: Meno male che Grillo c’è.

Giuseppe Guarino

I partiti alla ricerca del consenso da portare in Europa

simboli europee[Caffè News] La politica è importante. E non si può snobbare. È questa la ragione principale e fondamentale per recarsi alle urne il prossimo 25 maggio.

Lo sanno bene dalle parti del MoVimento 5 Stelle, che da tempo ha risposto al “tutti sono uguali \ tutti rubano nella stessa maniera” di degregoriana memoria proponendosi come alternativa concreta. Non che chi scriva sia troppo attratto dal mondo di Grillo e compagni, ma questo è un punto a loro favore, senza dubbio. Almeno, è una risposta valida a un astensionismo diffuso e pericoloso, catalizzando le delusioni e i voti di protesta, raccogliendo i disillusi con un ampio consenso. Meglio un voto che un non voto, senza dubbio.

È la stessa cosa che Matteo Renzi prova a mettere in testa all’elettorato storico del Pd, quello che si riduce di volta in volta, spostandosi sempre più al centro. Lo fa con altre storie e, soprattutto, altre basi, colorando di rosso socialista il logo bianco dei dem. Ma il discorso è pressoché lo stesso. Continua a leggere I partiti alla ricerca del consenso da portare in Europa

Berlusconi-Alfano, prove tecniche di disgelo per una nuova Cdl?

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[Caffè News] Ebbene sì, signori, dopo aver fondato (lo scorso novembre) il Nuovo Centrodestra, c’è già chi, nel partito di Alfano, parla di un ritorno all’ombra del Cavaliere.

Saranno i sondaggi non certo incoraggianti, sarà la scarsa incisività che Ncd ha nei confronti del governo Renzi, ma pare proprio (soprattutto secondo il senatore Andrea Augello, stretto collaboratore di Alfano, fonte: QUI) che si stia lavorando per una grande federazione dei partiti di centrodestra.

Una nuova Casa delle Libertà, o Polo del Buon Governo, fate voi. Il centro del discorso sta, ancora una volta, tutto lì, nella leadership (che sarà comune). Continua a leggere Berlusconi-Alfano, prove tecniche di disgelo per una nuova Cdl?

Cosa impariamo dal flop del MoVimento 5 Stelle

I numeri parlano chiaro. È vero che c’è stata una forte astensione, è vero che si tratta di amministrative e non di politiche, è vero che in ogni caso i 5 stelle sono quelli che vanno contro. Ma è anche vero che non è detto che chi si è astenuto avrebbe poi votato per il MoVimento; è anche vero che il M5S nacque come un grande movimento civico; è anche vero che a forza di andar contro ad occhi chiusi si può sbattere la testa e farsi molto male. Continua a leggere Cosa impariamo dal flop del MoVimento 5 Stelle

Se del maiale non si butta via niente, il Porcellum è meglio buttarlo via tutto

Ritorniamo su un caro argomento sul quale si sta finalmente facendo la giusta luce: l’insulsaggine della attuale legge elettorale italiana. La porcata Calderoli: il Porcellum. Continua a leggere Se del maiale non si butta via niente, il Porcellum è meglio buttarlo via tutto

La falsificazione della volontà popolare

Dal PdL e dalla Lega arrivano voci festose che gridano accorate: “Non siete riusciti a sovvertire la volontà popolare!”. Ma noi, con un pizzico di memoria storica, possiamo provare senza che alcun dubbio possa essere sollevato che non c’è nulla di più falsificabile della volontà popolare. Continua a leggere La falsificazione della volontà popolare