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Due parole su chi vorrebbe togliere il diritto di voto agli italiani

6715-150x150[Caffè News] Nella democrazia o ci si crede o non ci si crede. Non si può dire di crederci ma poi, dopo che la gente ha votato in maniera diversa da come ci si aspettava, affermare che è tutta una burla e che bisogna togliere il diritto al voto a quelle persone che “hanno sbagliato a votare”. È da folli. Ma di tanto in tanto spunta qualche genio che ci ricorda che se gli italiani non votano come vuole lui\lei\esso\essa, allora vanno menomati della capacità elettorale passiva. Il\la\lo tale in questione crede nella democrazia, dunque, ma con riserva. E questo non è credere nella democrazia, ma nella vecchia regola dei fatti propri. E quelli, guai a chi li tocca. Continua a leggere Due parole su chi vorrebbe togliere il diritto di voto agli italiani

Grillo apre a Renzi, come l’Iran apre agli Usa

m5s-pd[1][Caffè News] Capita di sbagliarsi. E capita di dover fare mediazioni politiche. Capita. A volte, in politica, basta un tweet o un post su un blog. E i termini dello scontro cambiano di punto in bianco, col rischio di confondere l’elettore medio (e i propri fan più accaniti). Perché abbiamo appurato soltanto ora, leggendo il solito comunicato in rete, che il nome del Presidente del Consiglio non è “Renzie” bensì “Renzi”, segretario di un partito che si chiama testualmente “Partito Democratico” e non più “Piddìmenoelle o Piddiexmenoelle”. Grandi passi avanti nel dialogo, basati su una possibile convergenza sulla legge elettorale, ora che il consenso di Forza Italia non appare più così scontato. Confronti che a una democrazia fanno bene, sia chiaro. Stupisce però che il Movimento 5 Stelle abbia aperto al Pd dopo botti e insulti gratuiti e a ciclo continuo. Ma lo ha ricordato su Facebook l’amico Antonello Santagata: anche l’Iran apre spesso agli Usa.

Giuseppe Guarino

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Partiti a gestione personale. Il caso italiano

berlusconi_grillo[1][Caffè News] Pare fosse Sheehan a notare che i partiti e i movimenti politici che hanno dato vita alle tre grandi dittature del novecento (fascismo, nazismo e bolscevismo), riproducessero al proprio interno il sistema che propugnavano.
Ora, dando per scontato la veridicità di tale affermazione, andiamo ad osservarla sulle forze politiche italiane.

È sconcertante come due dei tre principali partiti abbiano una struttura verticistica, dove il leader assoluto, dichiarato o meno, sia insostituibile al punto che la sua mancanza potrebbe causare la dissoluzione del movimento politico stesso.

Parliamo di Forza Italia o, comunque, dei partiti di Silvio Berlusconi. È lui il deus ex machina del sistema, Cavaliere insostituibile alla guida di una rodata macchina aziendale. Chi non è d’accordo può andare via, i casi Fini e Alfano sono ormai di scuola. Forza Italia è un’impresa: tutti lavorano per un fine comune, le responsabilità sono ripartite gerarchicamente, è il capo a decidere le teste da tagliare o chi far salire di grado. Continua a leggere Partiti a gestione personale. Il caso italiano

Nencini attacca Renzi: ha gli stessi obiettivi di Berlusconi

Il leader socialista Riccardo Nencini lancia un attacco a Matteo Renzi. Forse rincuorato dall’ingresso in parlamento del settimo socialista (il senatore Enrico Buemi, subentrato a Ignazio Marino), Nencini se la prende con chi, in base ad interessi di parte, sta facendo campagna elettorale sulle sorti e gli atti governo. Continua a leggere Nencini attacca Renzi: ha gli stessi obiettivi di Berlusconi

Scanagliare la transiberiana della democrazia italiana bloccata dal gelo

Anche il leader di Centro Democratico, Bruno Tabacci, sembra accodarsi a Nichi Vendola e Pierluigi Bersani circa la necessità del centro-sinistra di aprire al MoVimento 5 Stelle. Nonostante le dichiarazioni di Beppe Grillo, tendente a definire impropriamente “osceni” gli “adescamenti” da parte della coalizione di centro-sinistra, la via di una convergenza con la nuova forza parlamentare del MoVimento sembra quella più transitabile. Continua a leggere Scanagliare la transiberiana della democrazia italiana bloccata dal gelo

L’addormentatore della pubblica opinione, fiabe per dormire, fiabe per svegliare

La pubblica opinione italiana sonnecchia senz’altro, ignara dei veri motivi del tracollo del berlusconismo, pensando soltanto (un pò schifata, un pò invidiosa) alle notti brave di Villa Certosa. Niente di tutto questo. I motivi che spingono l’era Berlusconi verso la fine sono politici. Egli ha fallito come politico, dopo essere stato brillante interprete dei più disparati ruoli. Continua a leggere L’addormentatore della pubblica opinione, fiabe per dormire, fiabe per svegliare

La democrazia è anche un dovere

Amministrative in vista nel nostro Paese: a Napoli e Milano, Torino e Cagliari, Bologna e Trieste. E in centinaia d’altre località.

Le amministrative sono un mostro strano, superano gli schemi nazionali degli schieramenti “destra-sinistra-su-giu-centro” creando ingarbugli e intrecci sapienti. Forse in pochi si ricordano di Silvio Milazzo, cristiano-sociale eletto presidente della Regione Sicilia nel 1959 con una sgangherata e curiosa coalizione che prendeva tutto l’arco partitico esclusa la DC. All’epoca fu chiamata “operazione Milazzo”, nacque addirittura l’aggettivo “milazzismo” per indicare le alleanze politiche tra MSI e PCI volte a scalzare la Democrazia Cristiana. Continua a leggere La democrazia è anche un dovere