Archivi tag: alfano

Ma Verdini non è parte del governo, né della maggioranza

renzi verdini

[Caffè News] In questi giorni è tutto un gran parlare di Verdini, di Renzi, di mercati delle vacche e del governo che trova nuove stampelle a destra. Ma perlopiù si tratta di chiacchiere da bar e fantapolitica, che cavalcano la polemica ben distanti dalla veridicità dei fatti e dal loro concreto valore.

Sì, è vero che la riforma elettorale stia trovando appoggio in mezzo ai nuovi “diversamente berlusconiani” della fronda di Denis Verdini. Ma è anche vero che Verdini & soci sono alquanto lontani dall’entrare nella maggioranza che sostiene l’esecutivo di Renzi (il senatore liberalpopolare non è certo un Alfano qualunque Continua a leggere Ma Verdini non è parte del governo, né della maggioranza

Guarda come ti distruggo Forza Italia (e i moderati d’ogni sorta)

renzi

[Caffè News] Sulle riforme istituzionali Renzi, come al solito, fa il botto. E lo fa ottenendo il massimo risultato col minimo sforzo. Tiene dentro la sinistra Pd e Area Popolare. E poi sottrae pezzi a Berlusconi. Una mossa magistrale.

Il premier fiorentino ha perso soltanto Nunzia De Girolamo che, mai convinta del tutto da Ncd, è tornata definitivamente alla casa paterna.

Il commento più arguto riguardo alla strategia politica del Presidente del Consiglio, però, arriva dal direttore dell’Avanti Mauro Del Bue, che in un suo editoriale dichiara l’inutilità di Verdini e dei moderati, che si avviano alla loro morte politica Continua a leggere Guarda come ti distruggo Forza Italia (e i moderati d’ogni sorta)

Renzi, le unioni civili e l’ombra di Prodi

renzi_prodi

[Caffè News] Su Matteo Renzi si riflette la vecchia storia del centro-sinistra. Salito al potere quasi come D’Alema nel 1998, che approfittando di Bertinotti silurò Prodi e finì a Palazzo Chigi.

Eccolo qui Renzi, oggi, all’indomani del Family Day: spunta l’ombra di un altro grande del centro-sinistra. Non è D’Alema, ma il professor Prodi, quando governò dal 2006 al 2008. Prodi fu travolto dalla polemica sulle unioni civili (i DiCo) dopo un Family Day Continua a leggere Renzi, le unioni civili e l’ombra di Prodi

Regionali 2015, la goccia che potrebbe far tornare donna Nunzia all’ovile berlusconiano

Presentazione del progetto Made in Italy Eccellenze Italiane

[Sannio Week] Oramai ex capogruppo di Area Popolare, sostituita da Maurizio Lupi (come lei ministro dimissionario senza essere nemmeno indagato), per Nunzia De Girolamo si aprono nuovi possibili scenari.

In rotta completa con il governo di Matteo Renzi e contraria all’atteggiamento servile di Ncd nei confronti del premier e del Partito Democratico (qualche giorno fa ha definito Alfano e i suoi colleghi di partito gli “utili idioti” dell’ex sindaco di Firenze), ci potrebbe essere un tanto agognato ritorno all’ovile berlusconiano, sebbene Forza Italia non viva un momento di particolare salute. Continua a leggere Regionali 2015, la goccia che potrebbe far tornare donna Nunzia all’ovile berlusconiano

Vengo dopo il Pci – Sfasci e ricostruzioni

sfasciericostruzioni[1]

[Caffè News] È sul decreto degli 80 euro, nel giugno 2014, che si compie la scissione dentro Sel. Dopo aver votato positivamente insieme alla maggioranza, il capogruppo alla Camera Gennaro Migliore decide di lasciare il partito. Lo fa con una lettera indirizzata al coordinamento nazionale di Sinistra Ecologia Libertà. Insieme a lui si dimettono il vicepresidente della commissione antimafia di Montecitorio Claudio Fava, Titti Di Salvo e Ileana Piazzoni. Già prima del voto, due deputati eletti con il partito di Vendola, Aiello e Ragosta, erano passati al Pd, denunciando la deriva di Sel, ormai ostile al Pse e tendente a diventare la Syriza italiana. Le stesse tesi saranno riprese dal gruppo facente capo a Gennaro Migliore, che parlerà di un ormai chiaro e distruttivo “arroccamento ideologico” assunto dai vertici di Sinistra Ecologia Libertà. Vendola chiede un passo indietro e il rientro nel partito, ma oramai la distanza appare incolmabile e l’emorragia di deputati non si ferma. Si uniranno poi ai fuoriusciti anche Lavagno, Zan e Pilozzi.

La “spaccatura plateale” Continua a leggere Vengo dopo il Pci – Sfasci e ricostruzioni

Vengo dopo il Pci – Il primo partito d’Europa

primopartito

[Caffè News] Ottenuta la fiducia, il Governo di Matteo Renzi si ritrova immediatamente a fare i conti con una serie di polemiche dovute alla gestione della successione a Letta (il quale, durante la cerimonia della campanella, si mostrerà gelido e distaccato nei confronti del neo-premier). Ma la composizione del governo sarà ragione di dibattito pubblico, soprattutto per quanto riguarda la presenza di alcuni indagati e, soprattutto, di Federica Guidi. Costei, nominata Ministro dello Sviluppo Economico è infatti da sempre notoriamente vicina a Berlusconi. Stefano Fassina commenta come “inopportuna” la sua presenza, tirando in ballo il conflitto d’interesse. La Guidi risponde alle polemiche dimettendosi dagli incarichi operativi ricoperti in tutte le aziende di famiglia. Continua a leggere Vengo dopo il Pci – Il primo partito d’Europa

Regionali 2015, dubbi e veleni nel centrodestra come nel centrosinistra

stefano-caldoro-04[1]

[Sannio Week] Le alleanze sono salde. Lo ha dichiarato il governatore Caldoro al convegno “Alleanze per lo sviluppo – Oltre la Marginalità”, organizzato dall’associazione presieduta da Pasquale Viespoli, Mezzogiorno Nazionale. Non sono mancate però le stoccate al Nuovo Centro Destra e a Nunzia De Girolamo, assente al convegno perché impegnata in Parlamento con i lavori del Jobs Act. Ma le alleanze sono salde, parola di Caldoro. Forse. Continua a leggere Regionali 2015, dubbi e veleni nel centrodestra come nel centrosinistra

I due assi del governo Renzi e i mostri informi

alfano

[Sannio Week] Il Nuovo Centrodestra scende in piazza per il semipresidenzialismo, facendo partire una raccolta firme per i progetti di legge di iniziativa popolari inerenti l’elezione diretta del Presidente della Repubblica e le riforme dei sistemi giudiziari e fiscali.

Temi caldi, in tempo di riforme istituzionali, ai quali non sfuggono certo i membri del partito di Alfano e Nunzia De Girolamo, che puntano ad iniziative popolari per meglio imporre i propri punti-chiave. Continua a leggere I due assi del governo Renzi e i mostri informi

Alfano rimuove il prefetto di Perugia e finalmente ne azzecca una

prefetto di perugia[Caffè News] E poi, per radio, ascolti le dichiarazioni di un Prefetto, ossia di uno che dovrebbe essere un servitore dello Stato, rappresentante del governo italiano sul territorio. E gli senti dire che, se una madre non si accorge che il figlio si droga, ha fallito. E pertanto dovrebbe suicidarsi. Lo senti, o quanto meno lo deduci traducendo quell’italiano – mi si consenta – stentato con cui Antonio Reppucci da Perugia ha realmente pronunciato quelle parole vergognose. Ha poi detto di essere stato frainteso, di voler soltanto fare una provocazione. Ha scatenato (giustamente) reazioni indignate, a partire dal Presidente del Consiglio, sempre attivo con i suoi ormai immancabili tweet. Fatto sta che, con quelle ignobili frasi, Reppucci ha involontariamente fornito un gustoso assist ad Angelino Alfano, che rimuovendolo da Prefetto ha avuto l’occasione di fare probabilmente la prima cosa giusta da quando occupa l’ufficio del Viminale…

Giuseppe Guarino

– See more at: http://www.caffenews.it/politica/60018/alfano-rimuove-il-prefetto-di-perugia-e-finalmente-ne-azzecca-una/#sthash.DJzWl1dS.dpuf

Perché in Italia serve un centrodestra valido

bandiere.pdl_.forza_.italia-600x3001[1]

[Caffè News] Il fatto che chi scriva sia notoriamente un simpatizzante del centrosinistra non deve scandalizzare più di tanto. Da sostenitore della forma di governo democratica (teoricamente non la migliore in assoluto, ma certamente il top in quanto a realizzabilità), infatti, non sono tanto preoccupato per un Pd che si attesti su livelli altissimi, quanto piuttosto per il pesante distacco nei confronti degli altri.

Alla base del sistema democratico, infatti, c’è la teoria dell’alternanza di governo, tipica di tante democrazie più mature della nostra (Francia, Stati Uniti, Regno Unito…) ma che da noi stenta a prendere piede. Abbiamo avuto quarant’anni di governo che, con coalizioni più o meno ristrette, ha sempre avuto il proprio perno nella Democrazia Cristiana. Poi è venuto il maggioritario, le coalizioni, Prodi e Berlusconi, l’alternanza di governo. Dal 1994 al 2006, centro-destra e centro-sinistra sembrano doversi finalmente succedere in una seria infinita. Continua a leggere Perché in Italia serve un centrodestra valido