Archivi categoria: Spettacolo

Di Dario Fo c’è qualche scritto volutamente dimenticato

dariofo

[Caffè News] Se ne va un premio Nobel, Dario Fo, e se ne fa un altro, Bob Dylan. Atipici entrambi. Antipatici entrambi. Un teatrante elitista e un cantautore impegnato.

Ma c’è qualcosa che li differenzia, in fin dei conti. Bob Dylan sarà ricordato per tutto quello che ha scritto, mentre di Dario Fo (e della compianta Franca Rame) sono state volutamente dimenticate certe pagine oscure.

Non parlo della militanza repubblichina, che in certi ambienti a lui ultimamente cari potrebbe essere anche vista come un pregio.

Parlo invece di quei pamphlet innocentisti scritti durante gli anni di piombo, fatti per difendere a prescindere diversi terroristi rossi.

Qualche esempio: il compagno anarchico Giovanni Marini, assassino di Carlo Falvella; i compagni extraparlamentari Fabrizio Panzieri e Alvaro Lojacono, coinvolti nell’omicidio di Miki Mantakas…

Giuseppe Guarino

Littizzetto tirchia, ma ciascuno dona quello che vuole…

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[Caffè News] Luciana Littizzetto non mi ha mai fatto impazzire. Troppo logorroica, per me troppo volgare, troppo supponente. Per quanto la sua comicità abbia anche tratti di pungente intelligenza e studiata satira politica. Ma questo è un altro discorso. Ecco perché nel marasma generale causato da #SLAIceBucketChallenge, sembra strano che si vada a difendere tra i tanti, Renzi o Materazzi che siano, proprio lei. Non entro nel merito dell’evento e dei video virali, anche perché da queste pagine virtuali ne ha parlato (e bene) Claudia Del Prete, qualche giorno fa [QUI l’articolo]. Continua a leggere Littizzetto tirchia, ma ciascuno dona quello che vuole…

De Niro vs. Stallone, il grande match italoamericano

stallone-de-niro[1][Caffè News] Uno era Jake LaMotta, l’altro Rocky Balboa. Sono gli interpreti dei due film sul pugilato più importanti di tutti i tempi (insieme a Cinderella Man e Million Dollar Baby), ossia Rocky e Toro Scatenato. Sono gli attori italoamericani più conosciuti, più noti, più amati. Stiamo parlando, ovviamente, di Robert De Niro e Sylvester Stallone.

Erano anni che si vociferava su un possibile seguito di Toro Scatenato, finché battaglie legali e pressioni di diversa natura avevano fatto in modo che venisse annunciato un film che, pur costituendone il sequel, non avrebbe avuto collegamenti espliciti alla prima pellicola. Tale film, se  mai uscirà, si intitolerà The Bronx Bull. Continua a leggere De Niro vs. Stallone, il grande match italoamericano

Il ritorno di Francesco Nuti?

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[Caffè News] Apprezzato in pellicole che hanno fatto la storia del cinema italiano, prima nel trio comico dei Giancattivi, poi da solo, Francesco Nuti resta per molti una vera icona, un simpatico interprete ed un sensibile narratore. Ha portato nelle sale temi complessi come l’invalidità o il peso dell’omicidio involontario (“Willy Signori e vengo da lontano”), oppure apparentemente leggeri e spensierati come il gioco del biliardo (“Il signor Quindicipalle”, “Io, Chiara e lo scuro”, “Casablanca, Casablanca”), fino a mettere in scena un autentico capolavoro come “Caruso Pascoski di padre polacco”. Continua a leggere Il ritorno di Francesco Nuti?

Johnny Depp fa flop ma la Disney non arranca

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[Caffè News] 87 milioni di dollari incassati a fronte di 250 spesi. Questo è il bilancio dell’ultimo flop di casa Disney, quel The Lone Ranger lanciato in maniera rutilante dalla grande corporation americana. Anche Johnny Depp fa flop, con un personaggio (Tonto) che forse risente troppo le influenze di altre interpretazioni (su tutte quella di Jack Sparrow nella serie de I Pirati dei CaraibiContinua a leggere Johnny Depp fa flop ma la Disney non arranca

La sinistra di Arancia Meccanica

frank alexander arancia meccanicaLe pellicole di Stanley Kubrick sanno ben coniugare una ricercata cura dei particolari alla spettacolarità, mettendo d’accordo critici e pubblico. Tra i suoi film, i miei preferiti sono senz’altro The Shining e Full Metal Jacket, ma a uno dei capolavori è senza ombra di dubbio Arancia Meccanica. Continua a leggere La sinistra di Arancia Meccanica

E Rambo gridò “Stop alle Armi!”

John Rambo

Sylvester Stallone è un simbolo del machismo. Interprete di Rocky, Rambo, Cobra e Barney Ross ha sempre fatto discutere circa le dosi gratuite di ultraviolenza e l’iperpalestrata muscolatora esibite in molte sue pellicole.

Ecco perché fa notizia il suo appoggio al Presidente degli Stati Uniti Barack Obama nella lotta alla diffusione delle armi automatiche Continua a leggere E Rambo gridò “Stop alle Armi!”

Marvel scatenata. Svelati i titoli della fase due

La Marvel è pronta a scatenarsi. Il colosso produttore di comics, di proprietà della Disney, al Comic Con 2012 di San Diego ha presentato numerosi progetti per il suo prossimo futuro.

Con un film nelle sale, The Amazing Spiderman, e uno che uscirà a breve, Iron Man 3, la “Casa delle Idee” non rimane certo immobile a godersi i recenti successi. The Avengers ora, Iron Man e Spiderman prima, hanno riportato i supereroi di casa Marvel all’attenzione del grande pubblico, vere icone della cultura popolare globale.

Preparando il secondo capitolo del film multisupereroe, che si è rivelato il terzo maggior incasso della storia del cinema (dietro Avatar e Titanic), la Marvel prepara le nuove storie del gruppo dei vendicatori, programmando le prossime uscite dei singoli film.

E se il 2013 è soprattutto l’anno del terzo Iron Man, Tony Stark sarà accompagnato anche dal secondo film di Thor, The Dark World. Poi sarà la volta di Capitan America, il cui secondo film riprenderà una serie di storie che vedranno come protagonista Bucky Barnes. Il sottotitolo del secondo film del supereroe dallo scudo stellato è “The Winter Soldier”. Altra novità per il 2014, un film sul gruppo dei Guardiani della Galassia. Inoltre, bolle in pentola qualcosa riguardante Ant-Man. Il tutto culminerà, però, con The Avengers 2 nel 2015.

Ma i vendicatori sbarcheranno anche in TV, dove accanto a nuove serie quali Hulk and the agents of S.M.A.S.H., Inumani e Wolverine: Le Origini, saranno protagonisti di una nuova saga a cartoni animati: Avengers Assemble. Tale serie sostituirà l’attuale, Avengers – I più potenti eroi della terra, riducendo il cast a quello del film di Joss Whedon.

Uscita completamente ristorata dall’operazione Vendicatori, la Marvel continua con progetti cinematografici volti ad avvicinare un pubblico di tutte le età, coniugando azione e divertimento per famiglie, riuscendo ad imporsi ad un grande target di spettatori.

DC Comics osserva e impara. Il terzo capitolo della serie del Cavaliere oscuro, uscirà il prossimo 20 luglio (il 29 agosto in Italia), ed è in dirittura d’arrivo il prossimo reebot di Superman: Man of steel, previsto per l’estate 2013.

Giuseppe Guarino

Pubblicato su Sannio Week, rubrica “Legno sopra un’onda”, il 15/07/2012

Quando il cinema italiano non eran solo i cinepanettoni

Ogni anno, nel periodo di maggior incassi per le sale di proiezione italiane, dicembre, ci troviamo al consueto appuntamento (del quale molti, me compreso, farebbero volentieri a meno) col cinepanettone di turno. Vacanze a Cortina e caciare spensierate fanno riempire i multisala facendo raggiungere, finalmente, incassi record anche per il cinema italiano.

Non stiamo qui a fare la solita predica sui cinepanettoni, per quanto talvolta possano apparire deplorevoli. Qualche anno fa, però, un articolo di Repubblica ci ricordò di quanto la ridanciana e bonaria volgarità dei filmetti natalizi di De Laurentiis sia vicina ad alcuni filmacci di Totò. È proprio qui che vogliamo soffermarci, sulla somiglianza imbarazzante tra i film del Principe della risata e quelli buttati giù da De Sica e compagni.

Poco importa se parliamo di “Toto sexy” del 1963 o di “Tototarzan” del 1951, ci sono film di Totò che sono inguardabili nonostante l’imponente istrionismo del grande comico napoletano. Non è il solo, comici magari di minor levatura ma di grandi doti si sono nel tempo trovati ad interpretare film vacui, dalla sceneggiatura scarna se non quasi inesistente. Un esempio su tutti lo si può fare con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia ed alcuni loro orripilanti film (ricordo un “I due figli dei Trinità”, del 1972, che non si può assolutamente guardare).

Tempo fa ebbi l’occasione di partecipare ad una conversazione con il maestro Ugo Gregoretti che, interrogato sull’argomento, non poté che confermare i miei sospetti: “i film di Totò non erano di qualità, ma incentrati sulla grande personalità del comico”. Film senza né capo né coda, dunque, ma basati sulle capacità straordinarie di un attore d’altri tempi.

Nessuna differenza coi film d’oggi? Oggi non si fa lo stesso? Sì, si mettono insieme i più noti comici del momento e si produce una pellicola natalizia. Quello che manca è il mastice che fa da collante, il Totò della situazione. Per meglio capirci, il tocco di qualità, che manca puntualmente.

Forse i filmetti natalizi di De Sica e De Laurentiis si avvicinano -da lontano, eh!- al peggio della produzione di Antonio De Curtis. Ma si parla di paragonare peti e pernacchie a chi è oramai indimenticabile.

E se qualcuno va in giro a raccontare che di Totò non ricorda una interpretazione davvero di qualità, non resta che fargli vedere, ad esempio, “Che cosa sono le nuvole”, dove gli si affiancano  (manco a dirlo!) Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Laura Betti, Ninetto Davoli e la voce struggente di un commovente Domenico Modugno in veste di netturbino. Ah, dimenticavo, e con la regia di Pier Paolo Pasolini. Il produttore poi, anche lì, era un De Laurentiis, ma quello vero, Dino.

Giuseppe Guarino

Tutti pronti ad emigrare?

Ultima puntata di “Che tempo che fa”, ultima esternazione di Fabio Fazio: “ci rivediamo a settembre, anche se non è importante il dove”.

Cosa sta succedendo alla RAI? Il servizio pubblico è così asservito al potere da esser disposto a rinunciare ad una delle sue più importanti e seguite trasmissioni? Secondo Fazio il contratto doveva essere rinnovato aggiungendo anche il lunedì, ma la posizione ambigua dei vertici di viale Mazzini sembra non aver le idee chiare.

Anche Fazio, quindi, si dice pronto ad emigrare. Ma dove? Le strade sembrano essere diverse. Mediaset, Sky e La7.

Mediaset? Un programma come “Che tempo che fa” non è proprio da trasmissione Mediaset, troppo poco buonista e troppo culturale. E, passando alle reti del gruppo Berlusconi, Fazio perderebbe telespettatori e credibilità.

Sky? Come Fiorello, sulla televisione satellitare. Non sarebbe una cattiva scelta, ma in un’offerta vasta come Sky, ed accessibile a pochi, la trasmissione di Fazio sarebbe uno spreco. Perderebbe spettatori e visibilità.

La7 sembra invece l’approdo giusto. Oramai è il luogo dedicato agli “esiliati”, la meta per chi vuole ancora portare avanti una TV di qualità, il canale deputato a far parlare chi ha veramente qualcosa da dire. Additata da Berlusconi stesso quale causa dei suoi mali. “Che tempo che fa”  si affiancherebbe a “Le invasioni barbariche” di Daria Bignardi, “Tetris” di Luca Telese, “L’infedele” di Gad Lerner, “Otto e mezzo” di Lilli Gruber (condotto precedentemente da Giuliano Ferrara), nonché il TG La7 diretto da Enrico Mentana. Gli esuli sono tanti, e a loro potrebbe aggiungersi anche Fazio e forse Santoro.

Tutti su La7. Lontano dalla RAI condizionata dal potere politico e dalla Mediaset sempre più pronta a scivolare nel banale della volgarità. Tutti a coltivare la speranza che la televisione possa anche essere un mezzo di divulgazione culturale.

Giuseppe Guarino