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Lilith di Luca Enoch | Fumetti Bonelli | Recensione

il guardiano di coccodrilliDopo aver letto il graphic novel di Dragonero, ho deciso di mettermi un po’ in pari con il mondo del fumetto, cercando qualcosa da leggere che potesse appassionarmi. E, dopo aver vagliato diversi fumetti come Red Sonja Sheena della Dynamite Entertainment, sono tornato sui miei passi, per prendere in mano un un’altra opera firmata Luca Enoch ed edita dalla Sergio Bonelli: Lilith. Parto dicendo che la scelta è stata subito azzeccata e, sin dalle prime pagine, sono riuscito a divorare l’intera serie, completamente catturato dalla storia.

Partiamo dal principio. Lilith è stato un semestrale uscito tra il 2008 e il 2017. I disegni del buon Luca Enoch sono originalissimi, molto accurati, dal tratto realistico. Ci si cala sin da subito nella vicenda e si impara molto sul passato della protagonista tramite una serie di flashback ricorrenti nel corso di tutta la serie.

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Quanto al genere, Lilith può essere sicuramente ascritta a un filone fantascientifico, con una serie di elementi mitologici a far da contorno alla vera storia dell’uomo, che con il procedere dei numeri creerà un’interessante ucronia. Molto si basa anche sulle angosce della protagonista, che porteranno ad un susseguirsi d’introspezione e ricerca dell’empatia, al fine sentirsi umana pur cercando di portare a termine un compito difficile, moralmente discutibile e a tratti ripugnante.

Proprio a riguardo, questa serie della Sergio Bonelli si basa su una trama in qualche modo già vista, ma che riesce a non essere banale. Lyca è una abilissima killer, addestrata a questo sin dalla nascita, che viaggia nel tempo per estirpare il Triacanto, un parassita alieno che si annida nell’umanità. È per farlo che è costretta a viaggiare nel tempo, guidata da un’entità incorporea e visibile solo a lei: lo Scuro.

Il compito di Lyca è quello di estrarre il Triacanto dal corpo degli esseri umani che ne sono portatori, finendo inevitabilmente per ammazzarli. È per questo motivo che rifiuterà il suo nome per assumere quello di Lilith, come l’apocalittica figura mitologica femminile legata alla morte e alla distruzione.

Senza fare necessariamente spoiler, nel corso della serie si assiste alla maturazione della protagonista, fino a giungere ad una conclusione immaginabile ma che in qualche modo lascia spiazzati.

Cronokiller. ★★★

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