Linux è pronto per l’utilizzo quotidiano?

Tantissime persone, quando scoprono che sono un utente Linux (sarebbe più corretto dire GNU/Linux in quanto Linux è un termine che indica il kernel, utilizzato anche in altri sistemi operativi come Android), mi chiedono se sono sicuro della mia scelta e, soprattutto, se il Pinguino sia pronto per essere utilizzato quotidianamente.

Linux per utilizzo quotidiano? È possibile!

Usare un sistema Linux per le normali operazioni di ogni giorno non è solo possibile, ma ampiamente raccomandabile per via della sempre maggiore attenzione che il mondo dell’informatica regala al software libero e per i benefici che quest’ultimo apporta all’evoluzione tecnologica.

Archiviati quasi del tutto gli annosi problemi di supporto hardware che fino a 6-7 anni fa rendevano complicata (ma nemmeno tanto) l’installazione delle distro GNU/Linux, oggi è semplicissimo convertirsi completamente al Pinguino, e senza spendere nemmeno un euro.

Oggi infatti Linux non è prerogativa dei soli smanettoni, ma può essere utilizzato tranquillamente nelle normali attività quotidiane di un Personal Computer. La possibilità di farlo deriva essenzialmente da tre fattori concatenati: quale distribuzione installare, quale uso del PC si fa e quali sono le competenze dell’utente. Partiamo da quest’ultimo.

Quali competenze deve avere un utente Linux?

La domanda è annosa ma nemmeno tanto. Teoricamente un utente totalmente illetterato informaticamente può essere un miglior punto di partenza rispetto ad un utente abituato a Windows. Il primo, anzi, può trovare addirittura più semplice imparare ad usare le distro più user-friendly, contando anche il fatto che quasi tutte le maggiori includono al loro interno un vasto pacchetto software più che sufficiente per le esigenze di base di qualsiasi utente.

È un falso mito quello che vuole i sistemi GNU/Linux come completamente legati al terminale. Anzi, al contrario, un utente senza esperienza può tranquillamente utilizzare un PC con una distribuzione Linux installata senza nemmeno accorgersi del terminale. Basti pensare ai diversi store per scaricare i software delle distro Linux, praticamente identici a quelli che ciascuno di noi ha sul proprio smartphone.

Qual è la miglior distribuzione Linux per un uso quotidiano?

Alla seconda domanda rispondiamo semplicemente: la miglior distribuzione Linux non esiste. Tutto dipende dall’utente che abbiamo di fronte, dalle sue capacità, dalle sue aspettative. È indubbio che esistono distribuzioni più o meno semplici. Si pensi alla differenza di Debian rispetto a Linux Mint.

Per un uso quotidiano se non si hanno competenze informatiche elevatissime, bastano alcune delle più usate: Linux Mint, PCLinuxOS, elementary ma anche Manjaro e la sempreverde Ubuntu sono perfette. Linux Mint (che è quella che uso io) è forse la migliore per il neofita che migra dal mondo Windows, per via dell’aspetto dei suoi ambienti Desktop predefiniti.

Le distribuzioni più usate (in genere quelle più in alto nella classifica di Distro Watch), dispongono di vaste comunità di utenti più o meno esperti e pronti a dare un supporto tramite i loro canali web.

Quale uso del PC si può fare con Linux?

Quest’ultima domanda è la più semplice e, insieme, la più complessa. I sistemi operativi GNU/Linux vengono spesso snobbati poiché – si dice – hanno una scarsa compatibilità hardware e software. I driver per le perifiche in passato erano un punto dolente delle distribuzioni Linux, che però hanno colmato (quasi del tutto) i gap. Quanto ai software, è spesso questione di abitudine e di bisogno di trovare il programmino giusto.

All’utente medio che utilizza il PC per navigare in internet, leggere le e-mail, guardare film, ascoltare musica e – al massimo – utilizzare le suite da ufficio non riuscirà certo difficile passare da Windows a Linux. Firefox e Chrome sono praticamente gli stessi (con tutte le loro estensioni), così come Thunderbird per le e-mail. Per i film c’è VLC, per lo streaming musicale Spotify. Suonano familiari?

Quanto ai programmi ‘da ufficio’, LibreOffice e OpenOffice spopolano da anni anche sui sistemi Windows e ormai sono compatibili completamente con la suite di Microsoft Office. Per l’apertura dei PDF esistono numerosi visualizzatori (anche già inclusi) alternativi ad Adobe Reader. Al posto di WinZIP e WinRAR esistono tantissimi software che fanno egregiamente il loro lavoro.

La situazione si fa un pelino più complicata nella grafica. Di solito le distro hanno GIMP pre-installato ma, per chi avesse bisogno di Photoshop, in rete ci sono tantissime guide che permettono di farlo girare anche su Linux grazie alle librerie WINE. Per il video editing esistono tantissimi strumenti utili (io consiglio Lightworks).

Il problema arriva invece per chi usa il computer per il gaming. Se è vero che con le librerie WINE è possibile riprodurre diversi giochi e che è possibile installare Steam, i malati di videogame sono quelli che hanno più da ridire su Linux. E a ragione. In questo caso, è meglio tenersi una partizione Windows dedicata.

Chiude la lista lo sviluppo software. Ma qui non ci sono problemi: un SO Gnu/Linux è la casa perfetta per voi. Anzi, se siete programmatori, riterrete pleonastico l’intero articolo.

fonte immagine: rstreeter [deviantart]

 

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