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Perché ce l’hanno tutti con Emma Bonino?

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Nota necessaria: Ho deciso di ricominciare a scrivere su questo blog della cosa che, mio malgrado, conosco meglio: la politica italiana. Lo faccio da osservatore esterno e tenterò di essere come al solito una voce critica nel mare della stampa allineata più o meno a destra, a sinistra o nel calderone del duro e puro “né di destra né di sinistra”. Il primo articolo di questo mio ritorno non richiesto al giornalismo politico voglio dedicarlo a Emma Bonino.

Perché ce l’hanno tutti con Emma Bonino? I post d’odio nei suoi confronti sono diventati una costante degli ultimi giorni di campagna elettorale, come se di colpo fosse diventata solo lei il nemico assoluto da combattere. Perché?

Probabilmente il movente è la sua scelta di correre nella coalizione di centrosinistra, insieme al Pd di Renzi, alla Lorenzin e a quel che resta di Verdi, ulivisti e socialisti. Una scelta non banale e non insolita, sia chiaro, ma che la colloca indubbiamente nel calderone dei “brutti e cattivi”.

Non è una novità che Emma sia presente nell’area di centro sinistra. A parte un breve periodo (campagna elettorale del 2013), i radicali sono più o meno stabilmente al fianco del Pd da più di 10 anni, almeno per quanto riguarda le politiche. Nel 2006 sostennero Prodi con la lista radicalsocialista della Rosa nel Pugno, un bel progetto abortito prima che potesse sbocciare davvero. Nel 2008 Veltroni con la discutibile “delegazione radicale nel Pd”. Nel 2013 si presentarono fuori dai poli, con il risibile risultato della lista Amnistia Giustizia Libertà salvo poi rientrare dalla finestra con la nomina della Bonino a Ministro degli Esteri del governo Letta. Come potete vedere, la sua alleanza col Pd non è una novità. Ma allora perché ce l’hanno tutti con Emma Bonino?

Perché ce l’hanno tutti con Emma Bonino? Ecco cosa c’è da dire sul 1994

Tra le cose che le vengono contestate c’è la sua alleanza con Berlusconi nel 1994. Eletta nelle liste della Lega, con la conseguente iscrizione nel gruppo parlamentare di Forza Italia e la nomina a commissario europeo, la Bonino fu uno dei volti della presunta rivoluzione liberale di Silvio. Una rivoluzione mai attuata. Quello che è brutto da leggere, però, è che a molti (specie se ora indossano l’abito a cinque stelle) è consentito essere delusi della mancata rivoluzione liberale di Berlusconi. A lei, che liberale lo è sempre stata, non si capisce bene perché no.

Se invece le si contesta l’elezione nelle liste leghiste, c’è da fare qualche precisazione. Emma non ha mai preso la tessera del Carroccio, che tra l’altro all’epoca era ben diverso da quello di Salvini. Quella Lega era sí secessionista e antimeridionale, ma era ancora europeista e antifascista. Non a caso di lì a poco si sarebbe parlato di Lega “costola della sinistra”, ma dubito che chi legge solo certi blog ne possa avere memoria. Si votava inoltre con un sistema maggioritario, con collegi uninominali, ed Emma non era un nome presente all’interno delle liste verdane, ma semplicemente la candidata della coalizione di centro-destra nel collegio di Padova-Selvazzano Dentro.

Perché ce l’hanno tutti con Emma Bonino? C’entra la natura transpartitica dei radicali

Inoltre, c’è da considerare la natura transnazionale e transpartitica del Partito Radicale che, dopo questa svolta arrivata nel congresso del 1988, ha sempre applicato una politica diversa, facendosi “accogliere” di volta in volta da chi ha prestato maggiore attenzione ai loro obiettivi chiave. Non si tratta di opportunismo perché, volenti o nolenti, questi obiettivi chiave sono rimasti pressoché immutati. Ma anche questo modo di fare è difficilmente comprensibile a chi crede che la politica sia un netto “o con noi o contro di noi”.

In ogni caso, comunque, è fuori di dubbio che il partito più vicino agli obiettivi di +Europa sia proprio il PD di Renzi.

Ma quindi? Perché ce l’hanno tutti con Emma Bonino? Forse perché la sua lista può essere un’ancora di salvataggio per il (ri)bollito di Rignano sull’Arno, che spera di recuperare consensi grazie alla stima di cui la Bonino gode trasversalmente. Questo, però, di conseguenza trasforma Emma in un nemico da combattere, aldilà del fatto che sia una delle poche voci ragionevoli nel marasma decadente della peggiore campagna elettorale della storia.

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