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EB-1: il primo basso prodotto da Gibson

Quando si parla di bassi elettrici, raramente si fa riferimento a Gibson, dato che quelli che vanno per la maggiore sono i legni prodotti da MusicMan, Fender e Rickenbacker.

Visto che da queste parti si va sempre controcorrente, cominciamo a parlare di bassi elettrici raccontando quelli di casa GGC. E quale modo migliore di cominciare se non dal primo legno creato dai produttori di diavoletto e Les Paul.

Il Gibson EB nasce nel 1953 e, con grande fantasia, l’acronimo EB sta per “Electric Bass”. La sua forma particolare fu pensata per richiamare quella dei contrabbassi piuttosto che quella delle chitarre elettriche (come faceva invece la Fender), tant’è che vennero addirittura impostati i filetti e dipinte sul corpo due effe da risonanza. Palesemente farlocche e talvolta coperte da un battipenna. In ogni caso, questo tipo di forma ebbe poi successo con il successivo Höfner 500/1, quello di Paul McCartney. Le somiglianze con il contrabbasso non si limitavano a questo, tant’è che l’EB era addirittura dotato di un puntale telescopico per farsi suonare in verticale.

Effe finta significa solid body, in mogano (anche il manico), con tastiera in palissandro a scalatura corta. Un unico pick-up, un singlecoil, era attaccato alla base del manico. Tale posizione rendeva il suono più pastoso e meno definita, e sarebbe presto diventata una caratteristica dei bassi Gibson (basti pensare ad EB-2 ed EB-0). Un unico colore, marrone mogano, sempre a voler richiamare il ben più nobile contrabbasso.

Finora abbiamo parlato di EB, e non di EB-1, dato che venne rinominato così soltanto in un secondo tempo, quando fu lanciato l’EB-2.

Uscì di produzione già nel 1958. Fu un totale insuccesso, sicuramente impopolare rispetto ai concorrenti. Ne fu proposto un restyling (qui a lato) alla fine degli anni ’60, nel quale venivano modificati alcuni dettagli estetici come meccaniche e ponte. E, soprattutto, spariva la finta effe. Anche questo secondo modello, però, sparì di produzione dopo un po’.

Oggi sono difficilissimi da trovare. I modelli della prima serie si aggirano su quotazioni che vanno tra i 7mila e i 10mila dollari.

 

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