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Bollettino letture, Agosto, Settembre, Ottobre 2016

mese

gdc_miniDa quando ho cominciato a leggere in inglese e in spagnolo i miei tempi di lettura si sono giocoforza allungati e con essi anche il consueto bollettino. Sono andato a combattere nuove guerre stellari, ad attraversare muri di pietra, a giocare al circo insieme ai pagliacci, a temere i fantasmi, a tentare di dominare la rabbia. E poi ancora a discutere di tattiche con uno dei migliori allenatori del mondo e a cercare di vincere le mie paure, magari ascoltando la musica di uno dei Beatles e – perché no? – scrivendo un progetto europeo. E tutto questo senza contare che mi stavo scordando di un maghetto occhialuto e di certe questioni persiane…

9781784752910Star Wars – The Force Awakens di Alan Dean Foster

320 p., Arrow, 2016
£ 8.99

Lo ammetto. Ho una serie di problemi molto grossi. In primis perché sono una mezza specie di nerd lontano dalla raffigurazione figa alla Sheldon Cooper e più vicino all’immagine sfocata e sicuramente meno brillante di Rick Moranis.
Ecco. Problema numero 2: Star Wars. Tutto quello che ha a che fare con la saga di George Lucas mi finisce tra le mani. Una sorta di attrazione fatale. “I don’t like Star Wars, it’s Star Wars that likes me” dovrei dire per giustificarmi ma… col piffero! I like Star Wars, eccome. Guai a chi osa dichiarare il contrario. Sappiate che per scrivere questo pezzo ho dovuto mettere su la colonna sonora originale di John Williams. Infine, problema numero 3: le novellizzazioni. Le adoro. Libracci di serie B solitamente scritti su carta igienica riciclata dal valore artistico-letterario spesso infimo. Ma chi se ne importa! Le leggo, le colleziono, le amo. Potrei tranquillamente riservare un paio di scaffali della mia libreria ai libri tratti dai film. Mettete insieme questi tre problemi e capirete dove sto andando a parare, ossia nello scrivere qualche riga sul romanzo tratto dall’ultimo Star Wars, l’episodio VII, Il risveglio della forza, quello dove si scopre che Han Solo e Leia Organa hanno un figlio cattivo che si chiama Ben come Obi-Wan Kenobi ma che ha deciso di mascherarsi come suo nonno Darth Vader\Darth Fener\Anakin Skywalker e di prendere il nome di Kylo Ren e che alla fine del film ammazza suo padre infilzandolo con una spada laser tutta nuova ma immancabilmente rossa mentre i buoni fanno esplodere una terza Morte Nera che ha bene o male gli stessi punti deboli delle prime due. Riassunto fatto, premetto che non ho letto la traduzione italiana – che probabilmente è già stata buttata fuori dal catalogo per far largo al merchandising di Rogue One – ma il testo originale in inglese. Non vado a sindacare sulla trama, che vi ho già ampiamente spoilerato un paio di paragrafi fa e che è praticamente la stessa del film. Ribadisco solo che il mescolio di vecchio e di nuovo si fonde alla grande, funzionando alla perfezione. Emozionante e ben fatto, il film promette bene per i prossimi sviluppi. Lo stile del libro, invece, è il classico di Alan Dean Foster: essenziale e senza ghirigori, fermo sulla sceneggiatura. Il buon Foster aveva scritto anche la novellizzazione di Episodio IV, accreditata però a quel marpione di George Lucas. Questo romanzo qui, invece, suona falso. Non ispirato. Talvolta goffo. Tant’è che talune aggiunte sembrano assolutamente innaturali. Il libro è comunque godibilissimo, ma soprattutto perché brilla di luce riflessa e, se da un lato riesce a spiegare molti più avvenimenti rispetto al film, dall’altro non riesce a fornire una caratterizzazione dei personaggi così netta come quella fornita dalla pellicola.

Stellare. ★★


muro

El muro de piedra di Ricardo Alcantara

64 p., SM, 2003
€ 5.90

In questo trimestre ho studiato moto spagnolo, trovandomi quindi ad affrontare letture nella lingua iberica. Essendo i miei primi libri in questo idioma, ho preferito cominciare con quelli per bambini, che si trovano dunque sia in questo che nel bollettino letture del mese passato.

El muro de piedra è la storia di un re ultraprotettivo che decide di proteggere la figlioletta facendo costruire un muro di pietra intorno al castello.

Ovviamente, con il passare degli anni la capricciosa principessina comincia a farsi delle domande circa il posto da dove vengono le persone che solitamente non vivono a palazzo e a sviluppare una certa curiosità rispetto a ciò che potrebbe trovarsi al di là del muro.

La storia si fa leggere ma, soprattutto per i bambini troppo cresciuti come me risulta alquanto noiosa.

Irritante. ★★


agustina

Agustina, la payasa di Otfried Preussler

41 p., SM, 2002
€ 5.90

A differenza del libro precedente prende a cuore la questione femminile, affidando già dal titolo un mestiere che l’immaginario collettivo individua come maschile ad una donna, Agustina la tonta.

Ella è la moglie di un clown – Agustin el tonto – che tutti i giorni presenzia nella pista da circo, saltando e giocando e facendo divertire grandi e piccini.  La sua dolce metà, come da tradizione, sta a casa a far faccende.

Ma un giorno ad Agustin viene mal di denti e deve correre dal dentista e, di fronte alle proteste del direttore del circo, Agustina decide di vestire i panni del marito e dar spettacolo al suo posto, facendo come lui anche se – manco a dirlo – è una donna.

Ripeto, storia encomiabile per l’antisessismo di fondo, ma che si risolve in poche battute.

Rombante. ★★


fantasma

El fantasma de palacio di Mira Lobe

80 p., SM, 2005
€ 7.95

Qui siamo di fronte ad un testo più elaborato e sicuramente più piacevole dei precedenti.

El fantasma de palacio è la storia di un fantasmino che vive tutto solo in un palazzo e che decide allora di mettere un annuncio per cercare compagnia.

È così che un pittore va a vivere nel maniero infestato con un cane e una gatta, imbattendosi nelle marachelle del lenzuolo ambulante.

Molto più divertente degli altri, soprattutto per i bambini, presenta diversi giochi di parole e situazioni capaci di strappare una risata.

Colorato. ★★★★


anaAna está furiosa di Christine Nöstlinger

64 p., SM, 2005
€ 7.95

Chiudiamo in crescendo con i libri della serie bianca del Barco de vapor. Questo è l’ultimo che ho letto e sicuramente il migliore del gruppo.

Vabbe’ che siamo di fronte ad una maestra della narrativa per l’infanzia – l’austriaca Christine Nöstlinger – ma qui c’è da togliersi il cappello. Tra l’altro questo lo trovate tranquillamente anche in italiano con il titolo Anna è furiosa.

Obiettivo di fondo: imparare a gestira l’ira e, specie nei bambini, i capricci.

Ana, la protagonista, si arrabbia per tutto e così rischia di isolarsi e, soprattutto, di far allontanare gli altri (specie perché li prende a calci e li colpisce con furia). Un giorno riesce a capire e decide di trovare un metodo per gestire i suoi attacchi.

Ben scritto, divertente e ricco di dettagli, ve lo consiglio: leggetelo per voi e ai vostri figli.

Spassoso. ★★★★★


albero

Il mio albero di Natale di Carlo Ancelotti

242 p., Rizzoli, 2013
€ 14.00

Se c’è una cosa buona dei treni ad alta velocità sono i servizi di bordo, che spesso mettono a disposizione un portale web tramite il quale leggere un buon e-book.

Ed è così che, trovandomi a fare Napoli-Milano andata e ritorno, ho scelto il libro di mister Carlo Ancelotti, una sorta di manualetto tattico per aspiranti allenatori.

Non è assolutamente una biografia, ma piuttosto una guida che, attraverso le diverse tappe della carriera dell’attuale allenatore del Bayern Monaco, illustra metodi di preparazione, gestione della squadra e, appunto, schemi tattici e posizionamenti.

Certo, qualche aneddoto interessante il buon Carletto lo snocciola sempre, così per rendere la lettura più fluida e meno pesante. E poi, a quanto pare, Ancelotti ha il merito di averlo scritto tutto da solo, senza l’aiuto del ghost writer di turno…

Tattico. ★★★


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Aniceto, el vencecanguelos di Consuelo Armijo

160 p., SM, 2005
€ 8.10

Finita la serie bianca, ho cominciato quella azzurra del Barco de Vapor, dedicata ai bambini dai 6 anni in sù. Il titolo significa qualcosa come Aniceto, il vinci-paure, dato che il nostro protagonista si ritrova spesso in situazioni che, pur essendo normalissime per un bambino, gli mettono addosso una fifa nera.

Si aggiunga che il piccolo Aniceto non ha molta fortuna nella vita: timido e impacciato, sfortunato al gioco, preso di mira dai compagni… Ma di volta in volta trova il modo di superare le sue paure, talvolta mescolando immaginazione e realtà, quasi come Felipe in Mafalda di Quino – tant’è che, nonostante le illustrazioni, me lo sono immaginato esattamente con quella faccia.

Nota negativa, è un bambino che si lagna tanto – e qui vale lo stesso discorso fatto per El muro de piedra. Ma alla fine, prevarica un obiettivo costruttivo, con un messaggio importante: segui i tuoi sogni e supera le tue paure, così troverai il tuo posto nel mondo.

Frignone. ★★★


harrison

George Harrison. My sweet Lord: la via della spiritualità di Sergio D’Alesio

160 p., Capitanart, 2016
€ 8.10

Su George Harrison è stato detto e scritto molto. Di lui si sa praticamente ogni cosa riguardo al rapporto con gli altri Beatles e all’influenza orientale data ai pezzi e agli album del gruppo.

Con il suo nuovo libro George Harrison. My sweet Lord: le vie della spiritualità, Sergio d’Alesio va a riscoprire ancora una volta l’anima spirituale di questo personaggio di prim’ordine nella storia musicale del ‘900, collocando l’ennesimo tassello di musica dell’anima nella bacheca del mondo CapitanArt.

Non solo Beatles, dunque, ma soprattutto essenza di un percorso spirituale, personale prima che di gruppo, capace di vestire di pop una musica che altrimenti sarebbe destinata ad essere un marginale fenomeno di nicchia.

Emerge quindi tutto il distacco che una pop star come Harrison è riuscita ad avere rispetto ai beni materiali, elevandosi ad un livello superiore e regalando al mondo occidentale una graduale trasposizione dell’Alleluja ebraico-cristiana, che diventa un Hare Krishna induista in maniera naturale e coinvolgendo l’ascoltatore fino a trasportarlo con sé.

Rilassante. ★★★★


manualeManuale di europrogettazione di Natascia Tieri

80 p., Ilmiolibro Self Publishing, 2014
€ 10.00

Di solito guardo con perplessità al mondo del self publishing – di cui in passato ho usufruito anche io – proprio perché ne conosco le dinamiche. Stavolta sono stato “costretto” a rivolgermi a un prodotto di questo tipo in quanto avevo bisogno di un’infarinatura sull’argomento Europrogettazione e ho notato come non esista un testo omologo pubblicato dall’editoria classica. Dato che l’autrice mi è sembrata abbastanza autorevole in materia, ho deciso di superare le mie riserve e provare.

Ovviamente il libro presenta i classici problemi di impaginazione professionale ed editing che i prodotti dell’autoeditoria portano con sé. Ma, venendo nel merito, il manualetto compie il suo scopo perfettamente, lasciando anche qualche utility finale come schemi e bozze a cui rifarsi.

Tanti i consigli che accompagna alle spiegazioni, fornendo di volta in volta strumenti ed indicazioni volti a far comprendere meglio il macro-mondo dei progetti europei.

Maneggevole. ★★★


petrillo-iran

Iran di Pier Luigi Petrillo

189 p., Il Mulino, 2008
€ 13.00

L’Iran è una realtà atipica nel mondo mediorientale: né Asia né stato arabo. È uno stato islamico sciita, dove si tengono regolarmente le elezioni. E che si differenzia notevolmente dai paradigmi dell’area.

Pier Luigi Petrillo in questo testo rende bene l’idea dell’Iran presentandone la storia costituzionale e il funzionamento politico-istituzionale. Andrebbe un po’ aggiornato, dato che l’ultima edizione è del 2008 e si parla ancora della presidenza di Ahmadinejad.

A parte questo, riesce a rendere l’idea di quello che la Repubblica dell’Iran è, spiegando il funzionamento di uno Stato che riprende la struttura occidentale adattandola ai principi tradizionali e religiosi locali.

È facile cedere all’istinto e credere che gli stati islamici siano tutti uguali. Leggere questo libretto dimostra come la conoscenza possa facilitare la comprensione tra culture.

Persiano. ★★★


harry2

Harry Potter and the Chamber of Secrets di J.K. Rowling

251 p., Bloomsbury, 1998
£ 4.99

Il mio rapporto con Harry Potter è cominciato da quando ho cominciato a leggere in inglese. Inutile dire che il maghetto britannico mi ha conquistato. Mi ero rifiutato di guardare i film per anni, almeno fino a che non avessi letto i libri. Ora sto recuperando, a poco a poco.

Dopo aver letto The Philosopher’s Stone, ho proseguito con quello che è l’ordine naturale degli eventi.

Secondo anno ad Hogwarts, Harry e Ron devono stavolta vedersela con un mistero: nella scuola c’è qualcosa che pietrifica i mudblood, i maghetti figli di babbani.

Rispetto al primo riveste atmosfere maggiormente mistery, che lo colorano di giallo senza rinunciare alle suggestioni fantasy e alla magia. Introduce qualche nuovo personaggio decisamente interessante, come l’elfo domestico Dobby, il mefistofelico Lucius Malfoy e lo stralunato Gilderoy Lockhart (Allock nella versione italiana).

Spesso si legge in giro che sia uno dei meno riusciti della serie, ma a me è piaciuto molto di più del capostipite, che per certi versi viene richiamato come in una sorta di déjà vu.

Evocativo. ★★★

 

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