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Caso Conservatorio, Giuseppe Guarino: “Il M5S ha perso un’altra occasione per tacere”

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[Sannio Page] Il Movimento 5 Stelle di Benevento ha perso un’altra occasione per tacere. Presentare un esposto per chiedere al CdA del Conservatorio di Benevento “a quale titolo” sia stata concessa la sala alla manifestazione del Comitato per il Sì del 20 ottobre scorso non è solo un’espressione della malafede e del sospetto nei quali questi personaggi vivono la propria esperienza politica, ma è anche un sintomo dell’impreparazione politica della quale sono inconsapevolmente affetti.

Mi qualifico. Sono Giuseppe Guarino, 28 anni da Cerreto Sannita, iscritto al Partito Democratico dal 2011 e militante dello stesso.

Qui parlo a titolo prettamente individuale. Non ho potuto partecipare all’evento del 20 ottobre perché negli stessi giorni mi trovavo all’estero per impegni professionali, ma al mio ritorno mi sono imbattuto – nolente – in quegli articoli e post Facebook di cattivo gusto ai quali i pentastellati ci hanno ormai abituato al punto di convincerci quasi che siano quelli i giusti termini di un confronto politico.

Dove sbagliano questi signori?

Sbagliano nel voler vedere del marcio in qualsiasi cosa, soprattutto nel fatto che un’istituzione d’eccellenza come il Conservatorio “N. Sala” di Benevento conceda le proprie sale per una manifestazione pubblica e trasparente (termini a loro tanto cari).

Sbagliano a credere di non potere essi stessi eventualmente godere degli stessi spazi (pubblici, lo ricordiamo) per una propria manifestazione politica.

Sbagliano a credere che un’istituzione culturale ed educativa come il Conservatorio possa tingersi di un colore politico, piuttosto che farsi veicolo di culture d’ogni tipo.

Sbagliano a fingere di non capire che “I sindaci per il sì si riuniranno presso la sala Bonazzi del Conservatorio di Benevento” non significa “Il conservatorio di Benevento organizza la manifestazione dei sindaci per il sì”.

Fa bene la presidente Meglio a ricordare come il Nicola Sala non abbia “issato bandiere e striscioni di adesione ad alcunché, ma abbiamo solo aperto la Sala a un incontro con un rappresentante del Governo Italiano: alla riunione non hanno partecipato né gli studenti né alcuno dei lavoratori del Conservatorio”.

Infine, questi signori sbagliano nel voler difendere una Costituzione che evidentemente non conoscono.

La stessa Costituzione che all’articolo 17 recita: “I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. […] Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica”. Articolo che nel successivo si completa con “I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale”.

Ma forse a loro sfuggono questi “dettagli tecnici”, come spesso amano definire le questioni giuridiche. Forse a loro l’applicazione delle libertà di riunione ed associazione sta bene solo qualora esse coincidano con i fini del Movimento 5 Stelle, altrimenti non hanno il benché minimo diritto ad esistere.

A me hanno insegnato che bisogna temere chi limita la nostra libertà, non chi ci aiuta ad esprimerla.

Giuseppe Guarino

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