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Star Wars: il risveglio della forza. Il romanzo di Alan Dean Foster

force

[Caffè News] Lo ammetto. Ho una serie di problemi molto grossi. In primis perché sono una mezza specie di nerd lontano dalla raffigurazione figa alla Sheldon Cooper e più vicino all’immagine sfocata e sicuramente meno brillante di Rick Moranis.

Ecco. Problema numero 2: Star Wars. Tutto quello che ha a che fare con la saga di George Lucas mi finisce tra le mani. Una sorta di attrazione fatale. “I don’t like Star Wars, it’s Star Wars that likes me” dovrei dire per giustificarmi ma… col piffero! I like Star Wars, eccome. Guai a chi osa dichiarare il contrario. Sappiate che per scrivere questo pezzo ho dovuto mettere su la colonna sonora originale di John Williams.

Infine, problema numero 3: le novellizzazioni. Le adoro. Libracci di serie B solitamente scritti su carta igienica riciclata dal valore artistico-letterario spesso infimo. Ma chi se ne importa! Le leggo, le colleziono, le amo. Potrei tranquillamente riservare un paio di scaffali della mia libreria ai libri tratti dai film.

Mettete insieme questi tre problemi e capirete dove sto andando a parare, ossia nello scrivere qualche riga sul romanzo tratto dall’ultimo Star Wars, l’episodio VII, Il risveglio della forza, quello dove si scopre che Han Solo e Leia Organa hanno un figlio cattivo che si chiama Ben come Obi-Wan Kenobi ma che ha deciso di mascherarsi come suo nonno Darth Vader\Darth Fener\Anakin Skywalker e di prendere il nome di Kylo Ren e che alla fine del film ammazza suo padre infilzandolo con una spada laser tutta nuova ma immancabilmente rossa mentre i buoni fanno esplodere una terza Morte Nera che ha bene o male gli stessi punti deboli delle prime due.

Riassunto fatto, premetto che non ho letto la traduzione italiana – che probabilmente è già stata buttata fuori dal catalogo per far largo al merchandising di Rogue One – ma ho letto il testo originale in inglese.

Non vado a sindacare sulla trama, che vi ho già ampiamente spoilerato un paio di paragrafi fa e che è praticamente la stessa del film. Ribadisco solo che il mescolio di vecchio e di nuovo si fonde alla grande, funzionando alla perfezione. Emozionante e ben fatto, il film promette bene per i prossimi sviluppi.

Lo stile del libro, invece, è il classico di Alan Dean Foster: essenziale e senza ghirigori, fermo sulla sceneggiatura. Il buon Foster aveva scritto anche la novellizzazione di Episodio IV, accreditata però a quel marpione di George Lucas [ne scrissi a grandi linee qui]. Questo romanzo qui, invece, suona falso. Non ispirato. Talvolta goffo. Tant’è che talune aggiunte sembrano assolutamente innaturali.

Il romanzo è comunque godibilissimo, ma soprattutto perché brilla di luce riflessa e, se da un lato riesce a spiegare molti più avvenimenti rispetto al film, dall’altro non riesce a fornire una caratterizzazione dei personaggi così netta come quella fornita dalla pellicola.

Veniamo poi alle chicche, ossia alle scene extra (almeno quelle che ho trovato io), che sono la vera ragione per leggerlo:

1. Il libro comincia prima del film, con Leia che decide di inviare il miglior pilota della Resistenza, Poe Dameron, in cerca di Luke.

2. Durante il combattimento nel villaggio, un secondo stormtrooper si accorge che Finn non riesce a sparare, ma imputa la cosa ad un guasto dell’arma.

3. A Niima Outpost, mentre Unkar Plutt cerca di comprare BB-8, Rey gli tiene testa, cercando di negoziare sul prezzo e riuscendo a salire fino a 100 porzioni, mentre nel film si accontenta di 60. Inoltre accetta per un attimo di vendere il droide, per poi ripensarci all’ultimo momento causando l’ira del commerciante.

4. C’è più scena riguardo al personaggio di Korr Sella, comandante della resistenza. Nel libro, infatti, Kor Sella viene inviata da Leia a negoziare con il Senato della Repubblica un attacco contro il Primo Ordine, ma rimane uccisa nella distruzione del sistema di Hosnian.

5. Viene rivelato che la Resistenza non rappresenta l’esercito legale della nuova Repubblica e che non è formalmente parte delle sue Forze Armate.

6. Nel libro viene rivelata la fuga di Poe Dameron da Jakku dopo la distruzione del TIE fighter che aveva rubato insieme a Finn. Il tutto avviene grazie a Naka Iit, un blarina che ritrova il pilota nel deserto.

7. Vi è un ulteriore riferimento a Darth Vader quando, durante un dialogo tra Snoke e Kylo Ren, i due imputano la sua caduta al troppo “sentimento”.

8. È presente una scena nella quale Finn e Rey rubano uno snow-speeder.

9. Dopo il ritorno alla base della Resistenza, Rey va ad informarsi da un medico circa le condizioni di Finn, ottenendo una rassicurante risposta sul fatto che, nonostante le ferite da spada laser, l’ex trooper sarebbe sopravvissuto.

10. Durante i festeggiamenti per il ritrovamento della mappa completa grazie a R2-D2, vi è una scena nella quale Poe Dameron e Rey si presentano.

Giuseppe Guarino

pubblicato su Caffè News il 25 agosto 2016

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