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Bollettino letture, febbraio 2016

febbraio

gdc_miniFebbraio 2016. Nuovo elenco dei libri terminati negli ultimi 29 giorni. Chi ben comincia è a metà dell’opera, raccogliendo una comica storia di camorra. L’umorismo permane anche nella seconda lettura, che disquisisce sull’ignoranza delle persone colte e altre faccende del genere. Terzo gradino per Italo Calvino, presente con una raccolta di tre racconti. Ho continuato con un classico della letteratura neerlandese, per finire il giro con un gioiellino fantasy.

casa esposito

Benvenuti in casa Esposito di Pino Imperatore

265 pp., Giunti, 2012
€ 10.00 – Edizione digitale: € 4.99

Un libro meraviglioso, che oltre a sviscerare l’anima stessa di Napoli riesce a far riflettere e sorridere contemporaneamente. Non si tratta di satira sociale, ma di ritratto verosimile di una situazione paradossale.

Che cosa succederebbe se un camorrista fosse talmente fesso da essere incapace di fare il proprio mestiere? È quello che accade a Tonino Esposito, è quello che racconta con maestria Pino Imperatore.

Fa sorridere con la camorra, fenomeno sociale radicato e parte integrante della vita partenopea. Tragicomico, davvero.

Partenopeo. ★★★★


ignoranza

L’ignoranza delle persone colte di William Hazlitt

110 pp., Fazi, 2015
€ 14.50 – Edizione digitale: € 4.99

Nel commentare questo libro mi trovo in seria difficoltà.

Mi limito a dire che è una serie di saggi dedicati a veri argomenti. Saggi che ci prendono, tosti e garbati, ma al contempo permeati da un curioso senso dell’humour.

Non male, assolutamente, riesce a mettere in discussione tutto, compresa la propria stessa esistenza, rischiando di infilarsi dentro pleonastici loop tendenzialmente eterni.

Teatrale. ★★★


guerra

L’entrata in guerra di Italo Calvino

92 pp., Mondadori, 1991
Fuori catalogo – Edizione digitale: € 6.99

Calvino è lo scrittore di cui ho letto di più. Il visconte dimezzato, Il barone rampante, Il cavaliere inesistente, Marcovaldo, Il sentiero dei nidi di ragno e Ultimo viene il corvo. Torno a prendere in mano un suo libro, dunque, dopo qualche tempo, dedicandomi a una raccolta di tre racconti dedicati al periodo dell’inizio della seconda guerra mondiale.

Ci troviamo nella fase neorealista di Italo Calvino, sulla linea del Sentiero per intenderci.

Tre racconti, dicevamo. Tutti e tre possiedono una malinconia di fondo, diversificandosi però più che altro per intensità e ambientazioni. Il primo, L’entrata in guerra, è la straziante ma poetica descrizione della condizione di profughi, con sorpresa finale, quando il protagonista assiste al passaggio in automobile del Duce.

Meglio il secondo, Gli avanguardisti a Mentone, dove sullo sfondo dell’occupazione della città francese, si assiste al goliardico saccheggio della città e allo stato di disagio provato dal protagonista che arriva ad una piccolissima, forzata e quasi involontaria ribellione.

Col terzo, Le notti dell’UNPA, racconto della sorveglianza antiaerea di una scuola elementare, diventa la narrazione dell’iniziazione alla vita notturna dei giovani volontari.

Malinconico. ★★★★


nescio

Storie di Amsterdam di Nescio

224 pp., Iperborea, 2015
€ 16.00 – Edizione digitale: € 8.99

Ancora una raccolta, stavolta di un incompreso talento neerlandese, scoperto tardi da pubblico e critica e pubblicato per la prima volta in italiano.

Si apre con Lo Scroccone, drammatico ritratto di Japi, giovane epicureo impegnato “a morire”, che non vorrebbe far altro che guardare il mare e che verrà poi travolto dall’intensità della vita.

Segue Giovani Titani, saggia riflessione sui sogni e le aspirazioni di un gruppo di giovani che, a poco a poco, crescono e maturano, prendendo strade diverse e perdendo l’aspirazione all’onnipotenza delle loro notti brave.

Un prezioso gioiello Piccolo poeta, storia suggestiva e romantica. Chiude Mene Tekel, una raccolta nella raccolta.

È uno spaccato della cultura giovanile del primo ‘900 come di quella d’ogni tempo, il perfetto esempio di quella sensazione di essere giovani Titani pronti a impadronirsi del mondo.

Poetico. ★★★


foundling

The Foundling and Other Tales of Prydain di Lloyd Alexander

98 pp., Henry Holt, 2006
$ 6.99

Da queste parti tutti conoscono il mio amore per Lloyd Alexander e la saga di Prydain, alla quale questo volume fa da appendice. Non è mai stato pubblicato in italiano, ed è così che quando ho deciso di cominciare a leggere in lingua inglese ho scelto di iniziare da The Foundling and Other Tales of Prydain.

È una raccolta di racconti, più fiabeschi rispetto alla saga e tutti con una propria morale, sviluppando le storie di personaggi già noti o di loro antenati.

The Foundling è la storia di Dallben, il vecchio mago delle Cronache, trovato in un cesto di vimini dalle tre streghe Orddu, Orgoch e Orwen. In The Stone compare il burbero Doli del popolo fatato, incapace di scomparire. The True Enchanter è invece la storia d’amore tra Angharad, madre di Eilonwy, e Geraint. Il guardiano della foresta Medwyn fa la sua comparsa in The Rascal Crow.

In The Sword viene raccontata la storia della spada Dyrnwin, mentre il bardo Menwy (menzionato brevemente nelle Cronache) è qui protagonista di una storia che lo vede contrapposto nientemeno che al Signore della Morte, Arawn. Nelle ultime due storie, ricompaiono alcuni dei principali amici e alleati di Taran, Coll ed Hen-Wen e il simpatico bardo Flewddur Fflam.

Ricco di riferimenti ai cinque volumi della saga, ne rappresenta un degno completamento, chiarendo molti aspetti rimasti sospesi e smussando angoli scoperti.

Fiabesco. ★★★★

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