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Bollettino letture, gennaio 2016

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gdc_miniPrimo appuntamento del bollettino letture in questo 2016. Ho cominciato alla grande, con un romanzo d’avventura di uno dei più famosi scrittori africani. Ho virato a Ovest, tra il Messico e il Texas, al soldo d’una brigata di patrioti irlandesi. Sono salito più su, per assistere alla nascita di un grandissimo studio d’animazione. Poi, ho messo mano ad uno strano libro “double-face” e a uno sfuggente western, prima di chiudere in bellezza con la biografia della più grande rock band italiana.

notte

La notte del leopardo di Wilbur Smith

388 pp., Longanesi-Tea, 2008
€ 9.80 – Edizione digitale: € 6.99

Per Wilbur Smith non nutro soltanto una dovuta ammirazione, ma anche una buona dose di gratitudine. Tali sentimenti si estendono, di rimando, anche alla saga di cui questo libro rappresenta l’ultimo capitolo, quella dei Ballantyne. Grazie a questa serie, infatti, dopo qualche anno di sbadataggine giovanile ho ritrovato il gusto della lettura, raccogliendo i pezzi e muovendo i primi passi verso quella che è la mia vita di oggi. Ricordo ancora l’odore di carta che mi entrò nelle narici quel giorno che decisi di mettere piede in una storica libreria di Benevento, la Masone-Alisei, scegliendo una copia di Quando vola il falco.

Ricordi e suggestioni personali a parte, La notte del leopardo è appunto l’ultimo tomo del ciclo dei Ballantyne, iniziato con Quando vola il falco per poi proseguire con Stirpe di uomini e Gli angeli piangono. Rispetto agli altri tre acquista tratti da thriller e spy-story, dovuti all’epoca d’ambientazione (piena guerra fredda \ post-indipendenza dello Zimbabwe) e ai nuovi ruoli dei personaggi principali: il ministro matabele Tungata e lo scrittore Craig Mellow.

La storia, nonostante alcune vicende ampiamente prevedibili, è praticamente divisa in due. Pare concludersi infatti verso la metà del libro, dove un favoloso colpo di scena sconvolge l’intera vicenda. Da quel punto in avanti diventa uno scorrere frenetico, una lotta all’ultimo sangue verso il finale dell’intera saga.

Frenetico. ★★★


sanpatricio

Quelli del San Patricio di Pino Cacucci

213 pp., Feltrinelli, 2015
€ 15.00 – Edizione digitale: € 9.99

Vagare senza una meta in libreria e imbattersi in un tomo tinto d’un acceso arancione, raffigurante una Madonna Addolorata che tiene tra le braccia un soldato caduto e ai cui piedi giacciono sei rose rosse. Poi, leggere di sfuggita un titolo che sa di America Latina. Non scrutare la quarta di copertina, tanto meno le alette laterale. Non dare una sbirciata nemmeno al prezzo, ma mettersi in fila alla cassa e portarsi il gioiello a casa.

Così è cominciato il mio rapporto con Quelli del San Patricio, un romanzo storico dedicato al battaglione San Patrick, operativo durante l’invasione statunitense del Messico.

In quella dannatissima guerra, un gruppo di soldati yankee provenienti dall’isola smeralda, capeggiati da John Riley, comprendono di stare dalla parte sbagliata, da quella degli oppressori e non da quella degli ultimi. Decidono quindi di disertare in massa dalle forze armate dello Zio Sam e arruolarsi in quelle messicane, dando appunto vita al San Patricio, una sorta di legione straniera dell’esercito messicano.

Un romanzo puntuale, con la precisione dei saggi (in coda riporta addirittura una bibliografia), splendido nelle descrizioni delle battaglie, drammatico quando scorre coi pensieri di John Riley, cinico nell’illustrare la spregiudicatezza di tanti arrivisti (sia da un lato che dall’altro).

Rivoluzionario.


pixar story

Pixar Story di Pietro Grandi

166 pp., Hoepli, 2014
€ 9.90 – Edizione digitale: € 5.99

Saggio un po’ fuori tema rispetto alle mie consuete letture. Ripercorre la storia degli studi d’animazione Pixar, dalla nascita fino ai giorni nostri.

Fa qualcosa in più, preoccupandosi di ripercorrere, prima di quelle dell’azienda di John Lasseter, le origini di tutta la computer grafica, includendo tecniche e metodi. Racconta la storia delle persone-chiave degli studios, passo passo.

Film dopo film, cortometraggio dopo cortometraggio, elenca tutte le innovazioni introdotte, raccontando i metodi di realizzazione e tirando fuori l’essenza della Pixar.

Tecnologico. ★★★


selva

Y di Claudio Selva

127 pp., I Sognatori, 2014
€ 13.90 – Edizione digitale: € 5.99

Dopo diversi mesi, torno a leggere un libro pubblicato da I Sognatori, la casa editrice di Aldo Moscatelli. Siamo di fronte a qualcosa di estremamente inconsueto. Innanzitutto, ha due copertine “fronte”, una da un lato e l’altra – ruotata – dall’altro. I numeri di pagina vi aiuteranno a capire da dove iniziare.

Veniamo al contenuto. La prima parte è una sorta di frammentata raccolta di racconti, che si perdono e si riagganciano, che si rincorrono e si ritrovano. Spazio per un umorismo tagliente e la ricerca di messaggi di spessore, possiedono una carica emotiva devastante che si fa largo a spintoni per esplodere drammaticamente. A pagina 72 la raccolta si interrompe. Ci tocca quindi girare il volumetto e cominciare la seconda parte. Ch’è un romanzo dalle atmosfere fantascientifiche-distopiche, agganciato ai racconti della prima parte come i due rami d’una ‘Y’ che vanno a interesecarsi.

È un esperimento interessante, dal taglio assolutamente surreale. Talvolta pare freddo e assente, almeno fino a quando non affonda i suoi penetranti colpi. Se fosse un film diremmo che soffre di un montaggio convulso.

Convergente. ★★★


lamour

La legge del West di Louis L’Amour

191 pp., Mondadori, 1985
Fuori Catalogo

Nella mia frequentazione spasmodica di biblioteche accade di tanto in tanto di imbattermi in pezzi strani, unici o comunque inusuali, come questo romanzo di Louis L’Amour. Avevo da tempo in mente di provare a leggere un western, genere che al cinema mi ha sempre coinvolto.

Ho deciso di partire con qualcosa di poco impegnativo, dunque, che non fosse parte di una saga e che avesse buona reputazione tra gli appassionati. La legge del West è la traduzione di Chancy (edito anche da Longanesi col titolo Si chiamava Chanchy), romanzo che, stando a quanto si legge in giro, è una sorta di must.

Beh, per me non lo è stato più di tanto. Molte note positive, certo. Simpatica la storia e anche il suo protagonista Chanchy, che decide di fare fortuna nel West per onorare la memoria di suo padre, ingiustamente assassinato. Ottime le note del traduttore che chiariscono molti riferimenti storici e geografici.

Ma il resto non sta in piedi. Gli altri personaggi appaiono un po’ troppo sfuggenti e, quando se ne trova qualcuno gradevole (l’indiano Jim Grande Orso), è destinato a sparire. Infatti, alcune vicende rimangono sospese, mentre il finale assume tratti estremamente precipitosi, liquidando buona parte delle spiegazioni in due o tre pagine.

Sfuggente. ★★


guglielmi

Fuori dal coro. La vera storia dei Litfiba di Federico Guglielmi

240 pp., Arcana, 2012
€ 18.50

Per un certo periodo della mia vita sono stato fan di tutto ciò che riguardava, sia pure in maniera latente, il pianeta Litfiba. Fan di Pelù e di Renzulli fino allo sfinimento, ho preso un po’ le distanze da quel mondo (paradossalmente) con la reunion tra i due.

Su questo blog ho scritto molto a riguardo e continuerò a scriverne in futuro. Ecco perché ho letto Fuori dal coro, versione rinnovata di quell’A denti stretti ormai introvabile.

È diviso in due parti. Da un lato una biografia, dall’altro recensioni e interviste dell’autore (talvolta già inserite nei capitoli principali).

È un buon libro, che aggiunge poco a quanto già non si sappia sulla band, ma che riesce ad essere un ottimo sunto della storia Litfiba. E contiene pure, a differenza dei prodotti ufficiali del gruppo, la storia degli anni 1999-2009.

Storico. ★★★★

 

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