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I lettori e il potere di cambiare il mondo

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[Caffè News] Molte volte mi viene da pensare se, effettivamente, il lettore “semplice” esista ancora. E parlo pur sapendo di non appartenere a questa categoria, in quanto faccio il giornalista (quindi scrivo, con tutti i distinguo del caso, per mestiere) e talvolta mi trovo a dover recensire libri.

Ma è proprio di questo che voglio parlare. In uno schema ideale esistono due categorie diverse ma interrelate: il lettore e lo scrittore. Lo scrittore scrive cose che il lettore legge. E basta. Sappiamo bene che la realtà è piuttosto diversa. Gran parte dei lettori che conosco sono, a titolo diverso, scrittori di qualcosa (talvolta autoelettisi a tale ruolo): giornalisti, critici, editor, saggisti, romanzieri, blogger…

Però poi conosco molte persone che si definiscono “scrittori” ma che faticano a leggere anche i volantini del supermercato. Stendiamo un velo pietoso su questa categoria che, salvo illuminazioni divine, versa in un paludoso pastrocchio di saccenza, ignoranza, (in)cultura popolare della peggior specie e buona dose di disinformazione e complottismo quanto basta.

Personalmente, una volta amavo definirmi “scrittore”. Ho scritto una trentina di racconti, alcuni dei quali vincitori di premi. Ho  pubblicato qualcosina (poesie in POD, racconti in antologia, un e-book sulla storia della sinistra italiana). Un po’ pochino. Sono logorroico soprattutto sui giornali online e sui web-magazine (qui su Caffè News ne sanno qualcosa…), scrivendo di musica, libri, politica, cultura…

Oggi, quindi, preferisco dirmi “lettore”. Perché, facendo due conti, nel 2015 ho letto ben 54 libri per piacere personale (escludendo dunque testi utilizzati per studio o lavoro, ad esempio quelli recensiti su CN). 4.5 libri al mese, più di quanto non faccia circa il 60% degli italiani messo insieme. Ma non è per vantarmi che lo scrivo (dai, un pizzichino sì!), ma perché voglio far notare una cosa: chi legge tanto scrive probabilmente meno, ma meglio.

E se magari leggessero tutti, avremmo tanti scrittori in meno. Ma quelli che resteranno saranno potenzialmente i migliori.

Chissà, magari non assisteremo alla nascita di un nuovo Hemingway o d’un nuovo Calvino, ma ci risparmieremmo senza dubbio certi best-seller senza arte né parte.

Quindi, i lettori hanno qualcosa che va oltre il solito bla bla bla sulla conoscenza, la consapevolezza, eccetera eccetera. Hanno il potere di cambiare il mondo.

Giuseppe Guarino

– See more at: http://www.caffenews.it/avanguardie/63137/i-lettori-e-il-potere-di-cambiare-il-mondo/#sthash.Dpd80SB3.dpuf

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