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Ovunque è la bellezza che non vedi, in anteprima il nuovo disco di Uross

blocks_image_13_1-293x300[Caffè News] Ci è stata data la possibilità di ascoltare in anteprima Ovunque è la bellezza che non vedi, terzo album di Uross, in uscita domani, 27 novembre, in distribuzione nazionale AUDIOGLOBE in formato CD e digital store.

Si tratta del lavoro di una one-man-band pugliese, che porta avanti il suo progetto di rock autorale tramite il supporto di altri musicisti-amici. Uross scrive i testi e compone le musiche dei suoi brani, suonando numerosi strumenti: chitarre, basso, batteria, guitalele, tromba, glockenspiel, armonica e kazoo. Nel disco suonano anche Andrea Brunetti, Vincenzo Perricci, Carletto Petrosillo, Maurizio Indolfi ed Egidio Marchitelli.

L’album si apre con Tutto tranne l’inutile, un invito rockeggiante con inserti tipicamente funk, un disperato appello a sbarazzarsi di ciò che non conta.

Traccia numero due è La strage di San Valentino, un simil-grunge romantico, incipiente e lancinante, che esplode in una bolla fluorescente accompagnata da poche, precise, note di basso.

Le influenze si fanno talvolta più specificatamente new wave o arrivano addirittura a strizzare l’occhio al punk filo-sovietico di ferrettiana memoria. Giallo è un esempio calzante di tali commistioni, che si ritrovano drammatiche anche in Madre e Kanto al Disincanto.

La scintillante Imparerò rappresenta una speranzosa ballata, il cui suono un po’ sporco e riverberato non fa che acuirne la preziosità. I versi si legano e rincorrono, abbracciandosi e abbarbicandosi: vorresti che non si fermassero mai. Qualcosa di simile avviene anche in Papillon.

Una carezza dal carattere un po’ blues quella di Soffio Leggero, che non fatica a trasformarsi in qualcosa di ipnotico. Il blues si arrabbia invece in Il Silenzio in Blues, che graffia indefesso con voce e chitarre nel continuo costruire di uno scorcio di habitat post-urbano. Ha invece i toni di un diario di viaggio Komandante, una poesia acustica che ricorda la migliore scuola cantautoriale (crea immagini simili a quelle di brani come Polo Sud di Roberto Vecchioni).

Una cover particolare quella di Ciao amore ciao di Luigi Tenco. Ammicca l’occhio al classicismo, coprendosi d’una inusuale veste spettrale, che ne amplifica la portata di pathos. Chiude il disco L’Ultima, declamazione accorata su un tappeto musicale minimale che scoppia tutto d’un tratto, dispiegandosi magnificente.

Giuseppe Guarino

– See more at: http://www.caffenews.it/avanguardie/62922/ovunque-e-la-bellezza-che-non-vedi-in-anteprima-il-nuovo-disco-di-uross/#sthash.ZFrnV9Pp.dpuf

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