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Signori, c’è tempo. Siamo ancora al calcio d’agosto

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quadrifoglio miniLa Juve. Ultima in classifica con zero punti, insieme alle matricole Bologna, Carpi e Frosinone e ad un Empoli che, come Madama, non si ritrova. Ma poi, non fa notizia che al primo posto, insieme a una bella ma fortunata Inter, ci siano Chievo, Torino, Sassuolo e Palermo. Una situazione che – con tutto il rispetto – difficilmente si protrarrà fino all’ultima giornata di campionato.

Quindi, a mio modesto parere, quelle parlano di un fallimento Juve sono fregnacce.

La Juve ha lasciato andar via pezzi da novanta come Pirlo, Tévez, Llorente e Vidal e gregari come Ogbonna, Storari e Pepe. Ma ha preso Neto, Khedira, Cuadrado, Alex Sandro, Zaza, Rugani, Dybala, Mandzukic, Lemina…

Finora solo Mandzukic e Dybala sono stati integrati in squadra, gli altri non hanno giocato o hanno fatto scampoli di partita. E se pensiamo che i problemi sono venuti dal centrocampo (Padoin regista, Sturaro sottotono e Pogba privo di appoggi) e dalle fasce (Lichtsteiner ed Evra), ci sono buone speranze di una rapida ripresa.

La difesa no, si è dimostrata compatta come sempre. Davanti, Dybala ha fatto vedere tante belle cose e Mandzukic, nonostante non abbia realizzato, è sempre stato propositivo. Il reinserimento di Morata, là sotto, non potrà che far bene.

Quanto alla mediana, c’è da attendere il ritorno di Khedira, nonché gli apporti di Cuadrado, Lemina e magari Alex Sandro sulla fascia, in staffetta con Evra. Insomma, finora la Juve ha giocato con un centrocampo orfano, perché i campioni sono partiti, i nuovi sono ancora ai box e Marchisio è infortunato. Un mix che non porta risultati, ma speranze future.

Colpa del calcio d’agosto, di un campionato che inizia anzitempo, quando il mercato è ancora aperto e molte carte ancora girate dalla parte del dorso.

Infine, voglio dedicare un pensiero a Padoin, vittima degli attacchi di tanti tifosi del lunedì. Un gregario, un giocatore serio e disponibile, che ha recitato sempre la sua parte, non può trasformarsi da idolo a capro espiatorio. La sua duttilità è leggendaria e forse il ruolo di regista non gli si addice, ma ci ha provato, su indicazione del mister. E tanto basta per uno che, a testa alta anche quando ha giocato poco, ha contribuito a regalarci quattro campionati.

Giuseppe Guarino

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