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Bollettino letture, giugno 2015

giugno

gdc_miniMese di giugno appena trascorso. E nuova serie di letture completata. Per non soffrire troppo il caldo incipiente sono andato a leggermi un giallo nordico, di stanza in Svezia. Sono rimasto al Nord, spingendomi fin sulle sponde del Baltico. Ho poi scelto l’Occidente, avviandomi verso il New Hampshire. Tutto preso dalle storie con gli orsi, ho scelto la via del Trentino. Non contento, mi sono diretto su di un altro pianeta, a guardare tramonti insieme ad un piccolo principe, prima di intraprendere un viaggio indietro nel 1955. Ho inoltre messo mano a tre racconti d’un irlandese, un certo Oscar Wilde, prima di affondare in uno scritto del nostro Presidente del Consiglio.

assassino senza voltoAssassino senza volto di Henning Mankell

368 pp., Marsilio, 2010
€ 12.50

Inizio degli anni ’90. In un paesino della Svezia due vecchi contadini vengono trovati seviziati. Il marito è morto, la donna è agonizzante. Nessuno sa chi possa essere stato, nessuno immagina cosa abbia potuto spingere gli assassini a colpire.

Primo libro della serie di Kurt Wallander, è un accattivante romanzo che, trasportandoci nella (mai troppo) fredda atmosfera di Ystad, riesce a donarci qualche ora di sano intrattenimento ma anche di riflessione.

C’è infatti una quanto mai attuale prospettiva sull’immigrazione irregolare e sui campi profughi, moltiplicatisi come funghi dopo la caduta dell’Urss colpendo la Svezia con un vigore simile a quello che oggi vede implicata l’Italia nei suoi rapporti coi migranti del Nord Africa.

Avvolgente. ★★★


ilpiccoloprincipe

Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry

121 pp., Bompiani, 2014
€ 5.90

Questo è uno di quei libri ai quali è impossibile dare un giudizio tecnico, scevro da considerazioni che non risentano in qualche modo del suo grandioso successo.

Avevo già avuto a che fare col piccolo principe, anni fa, per un esame di Filosofia Politica. Conoscevo quindi già bene le vicende della rosa e della volpe, meno il contesto evemenziale.

Ma tant’è. Ho deciso di colmare tale mia lacuna e gettarmi a capofitto nella lettura di questo classico senza tempo. Semplice come un racconto per bambini, regala emozioni ed elargisce insegnamenti. Non è una stucchevole storiella retorica, ma qualcosa in più: una chiave per approcciarsi al mondo a cuor leggero, con gli occhi di un principino dai capelli d’oro.

Addomesticante. ★★★


anime baltiche160

Anime baltiche di Jan Brokken

480 pp., Iperborea, 2014
€ 19.50

Per i tipi di Iperborea provo una sensazione di trasporto che probabilmente non nutro per nessun altro prodotto editoriale. Sarà il fascino del mondo nordico, saranno quelle copertine magnetiche (apprezzo tantissimo il recente restyling), sarà il formato “verticale”, sarà l’indubbia qualità dei libri sfornati da questo editore. Fatto sta che quasi tutte le volte che mi capita di fare un giro in libreria mi regalo almeno un libro Iperborea. E finora non me ne sono mai pentito.

Sviolinata finita, veniamo ad Anime Baltiche. Non è un romanzo, né propriamente un saggio. Più che altro può essere considerato un diario di viaggio dell’autore, il giornalista neerlandese Jan Brokken, che attraversa quei paesi da noi di solito conosciuti perché imparati a memoria durante gli anni di scuola: Estonia, Lettonia, Lituania. Ma c’è di più, in quanto un paio di capitoli sono dedicati all’Oblast’ di Kaliningrad, quell’exclave russa sul Baltico che un tempo apparteneva alla Prussia col nome di Königsberg.

In tutto questo peregrinare su in quelle ex repubbliche dell’Urss, Brokken si trova a fare i conti con tante storie diverse, più o meno note a noi occidentali. Da Hannah Arendt a Romain Gary, passando per Von Keyserling e Tomasi di Lampedusa. Ed è tutta una collezione di eventi, di volti, di racconti più o meno mitici. Assolutamente da leggere la postfazione di Alessandro Marzo Magno.

Navigante. ★★


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Hotel New Hampshire di John Irving

452 pp., Bompiani, 2000
€ 10.00 – Edizione digitale € 6.99

Irving non l’avevo mai letto. Hotel New Hampshire è stata una scelta casuale, un e-book preso così, tra tanti, dopo un’occhiata un po’ distratta a quella che si chiamerebbe quarta di copertina.

Decisione ripagata però, senz’altro. È la storia di una famiglia di cinque figli raccontata dal terzo di essi. C’è il sogno americano, che si infrange e si espande in lungo e in largo. Tutto parte da un giorno nel quale Win Berry decide di comprare un orso e una motocicletta. E poi, dopo una serie di sfortunati eventi e una guerra mondiale, aprirà un albergo a Dairy, una piccola città del New Hampshire dove insegna in una scuola privata.

Ironico ma a tratti sferzante, accarezza dolcemente ma graffia di botto, direi quasi a cuor leggero. Strappa sorrisi per far dimenticare i pugni allo stomaco. Non tarda a trasformarsi in una sconquassata storia di perversione, sesso, politica e violenza. E si continua così a passare oltre le finestre aperte.

Sordido. ★★★


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Terra degli orsi di Alessandra Favilli

154 pp., I Sognatori, 2014
€ 9.90 – Edizione digitale € 5.99

Si tratta di un romanzo ecologico, che sviscera un fervente amore per la natura in tutte le sue declinazioni.

Storia immensa, oltremodo femminile. Si riaggomitola, narrando tre vicende diverse. Quella di Anna, ambientata a Firenze sul finire del diciannovesimo secolo e all’alba del ventesimo. Quella di Silvia, neo-laureata in biologia impegnata in un progetto sul ripopolamento dell’orso bruno in Val Rendena. E poi c’è quella dell’orsa Lisa.

C’è Anna che lotta per l’affermazione dei diritti della donna in un mondo maschilista come può essere quello dell’inizio del ‘900, c’è Silvia che trova una propria dimensione con gli orsi del Trentino.

Sullo sfondo resta Lisa l’orsa. Nata in Slovenia ma portata in Italia per ripopolare le Alpi. Seguiremo i suoi passi, emozionandoci con lei.

È una narrativa descrittiva, orientata alla memoria e alla lotta. Orientata alla missione, senza medaglie né lustrini, di rendere il mondo migliore.

Mistico. ★★★★


oscarwilde il fantasma

Il fantasma di Canterville e altri racconti di Oscar Wilde

127 pp., Gruppo Editoriale L’Espresso, 2011
€ 2.50 – Fuori catalogo [Stampato in numerosissime edizioni. La presente si può trovare a 2-3 euro sui canali web che trattano libri usati]

Tre racconti di Oscar Wilde. Due umoristici e uno fiabesco, amaro. Li si legge con rispetto, i primi due sorridendo, il terzo con qualche lacrima.

Il fantasma di Canterville è una stupenda parodia delle storie di fantasmi. In una antica rocca il fantasma del crudele Sir Simon non riesce più a spaventare i nuovi inquilini del castello (l’ambasciatore statunitense e la sua famiglia) che gliene fanno passare di tutti i colori.

Il Crimine di Lord Arthur Savile si muove sulla stessa linea. Durante una festa elegante, Lord Arthur si fa leggere la mano. Il responso è chiaro: commetterà un omicidio, ma non si conosce né la vittima né il movente, tanto meno il luogo e la maniera. Meglio mettersi l’anima in pace, dunque, e compierlo il prima possibile. Ma il fato non gli sarà d’aiuto…

Il compleanno dell’infanta altro non è che una descrizione della festa di compleanno dell’infanta di Spagna, orfana di madre. Nemmeno qui manca qualche tratto ironico o addirittura sbeffeggiante, ma si muove fin dal principio su una linea piuttosto rigorosa. I guai cominciano quando un orripilante nano viene portato a corte per il diletto dell’infanta…

Sardonico. ★★★★★


ritorno al futuro george gipe

Ritorno al futuro di George Gipe

250 pp., Longanesi, 1985
Fuori catalogo [si trova su eBay con prezzi che partono da 15.00 € circa]

Questo qui è un pezzo anomalo, diciamo pure una cosa strana. Non è altro che il romanzo di Ritorno al futuro, il celeberrimo film di Robert Zemeckis con Michael J. Fox, tratto dalla sceneggiatura dello stesso Zemeckis e di Bob Gale.

Un romanzo tratto da una pellicola cinematografica. Di solito avviene l’inverso, con eccezioni che riguardano il merchandising delle pellicole di culto o di massa. E Back to the future è entrambe le cose, senza alcun dubbio. Non è la prima volta che mi accingo a letture del genere. Ho già letto Rocky di Julia Sorel, per esempio, e da qualche parte ho Rambo II di David Morrell, Spider-man di Peter David e Gremlins dello stesso George Gipe. Tutti tratti dalle sceneggiature dei rispettivi film.

Veniamo a noi. Ritorno al futuro di George Gipe è uno stretto parente di Ritorno al futuro di Zemeckis-Gale. Un fratello, ma non un gemello.

Ci sono molte scene inedite, alcune differenze, nonché spiegazioni che solo la carta stampata può esaurire. A partire dalla scena della punizione scolastica di Marty McFly ad opera dell’insopportabile professor Strickland. C’è una scena in più anche nell’ultimo atto del 1955: prima che George salvi Lorraine sarà rinchiuso in bagno da alcuni bulletti.

Generalmente, rispetto al film, Doc Brown prova molto più terrore per eventuali sconvolgimenti del continuum spazio-temporale, dovuti all’effetto farfalla. L’unica pecca sta nella traduzione che, pur essendo ottima, non si attiene perfettamente a certe battute del doppiaggio italiano, deludendo il lettore appassionato della pellicola. Ma è un qualcosa di secondario perché, non limitandosi ad essere un racconto dell’insuperabile film, il romanzo risulta davvero ben scritto.

Il mio voto, sempre dato in base al gusto personale e senza volersi elevare a giudizio di qualità, non può che essere buono, per il libro tratto da uno dei miei film preferiti, che ho visto talmente tante volte da poterlo ridoppiare tutto a memoria.

Di culto. ★★★


oltre la rottamazione

Oltre la rottamazione di Matteo Renzi

142 pp., Mondadori, 2014
€ 5.00 – Edizione digitale: € 3.99

Sono un renziano (piuttosto critico, in realtà) della prima ora e mezza. Nel senso che Renzi l’ho sostenuto alle primarie del 2012, quelle contro Bersani, ma solo al secondo turno. Al primo votai Laura Puppato, dando un voto prettamente d’opinione, pur sapendo che al ballottaggio avrei poi dato il consenso all’allora sindaco di Firenze. Che da quel momento ho sempre votato. Qualcuno potrebbe infilarci qualche battutina squallida, qui, ma le mie posizioni politiche sono alla luce del sole. Basta leggere qualche mio articolo per capire che non sono un burattino ammaestrato, ma un elettore libero e deciso.

Veniamo a Oltre la rottamazione. Scritto quando Renzi non era ancora nemmeno segretario del Pd, ha un tono da agenda di governo, linea guida per quello che era l’esecutivo dell’epoca (Letta). È un lungo comizio di 140 pagine, che si spegne con un riferimento non accreditato a De Gasperi (nel mezzo ce n’è anche qualcuno, ugualmente non accreditato, a Berlinguer).

Renzi parla di iniziative poi effettivamente realizzate – non da Letta ma da lui medesimo – come il Jobs Act e la riforma elettorale. Non manca il fumo negli occhi, con la solita smania di salire al governo dopo aver vinto le elezioni: irrealizzata per mero tatticismo politico.

Ci sono bacchettate al vecchio apparato del Pd e agli avversari esterni, siano essi di centro-destra o del Movimento 5 stelle. È inoltre infarcito di piacevoli citazioni, da Baden-Powell a Baricco.

Nel complesso, si lascia leggere, diventando in alcuni passaggi un ottimo manuale di comunicazione politica. Sicuramente migliore di altri suoi libri, come Stil novo (che ho letto ad Agosto 2014).

Programmatico. ★★★

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