Il metodo Emiliano

Michele-Emiliano

[Caffè News] E poi c’è Michele Emiliano, neo-Presidente pugliese. Un outsider all’interno del Pd. Un ex sindaco come Renzi. Forse indicato per succedergli. Sarà così, magari. Anche perché Emiliano ha gestito la macchina barese (e sarà così per quella regionale) a modo suo, infischiandosene delle direttive romane.

Ma il metodo Emiliano si basa soprattutto sull’incontro e sul dialogo con i partiti a sinistra del Pd e con il Movimento 5 Stelle. E qui casca l’asino.

All’indomani delle ultime elezioni regionali, il fresco vincitore e sindaco di Puglia ha proposto subito di affidare l’Assessorato all’Ambiente ai grillini. La risposta è stata netta: no alla spartizione di poltrone. No al mercato delle vacche. Ma dopo qualche giorno, eccoli qua, i grillini, tutti intenti a reclamare la presidenza del Consiglio Regionale [Fonte: QUI].

Perché se un esponente dei “partiti tradizionali” tende la mano ai cinque stelle si parla di malapolitica, corruzione e gestione del potere. Se avviene l’inverso, ossia se un grillino chiede collaborazione e magari una qualche poltrona, si deve invece parlare di “buona politica”.

Bene. Bravi. Bis.

E, difatti, il bis non si è fatto attendere. Alla proposta di Emiliano di tagliare gli stipendi dei membri di giunta e consiglio regionale, la risposta è stata chiara: “è populismo e demagogia”.

Perché se un esponente dei “partiti tradizionali” propone tagli a diarie e stipendi si parla di demagogia, populismo, ricerca del consenso facile. Invece se sono loro a chiedere di fare tagli agli stipendi si deve invece parlare di “buona politica”.

Strano mondo, quello del Movimento 5 Stelle.

Ma veniamo al metodo Emiliano. Il successore di Vendola annuncia un lustro di collaborazione e scambi di idee con il Movimento 5 Stelle. Che sarebbe un buon modo per ricondurre alla ragione il partito di Grillo.

Ma siamo sicuri che il metodo Emiliano, per quanto lodevole, porti a dei risultati? Li abbiamo dimenticati, Crimi e Lombardi da Bersani? E da Letta? E l’imbarazzante colloquio tra Beppe Grillo e Matteo Renzi, quando il comico pentastellato si slanciò in un monologo senza capo né coda, volto a contraddire qualsiasi “se” e qualsiasi “ma” dell’allora Presidente designato?

Giuseppe Guarino

– See more at: http://www.caffenews.it/politica/62111/il-metodo-emiliano/#sthash.1lwd0tO3.dpuf

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: