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Quei tentativi flop di rifare il Partito Repubblicano

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[Caffè News] L’articolo sulla possibile rinascita di un Partito Repubblicano pubblicato qualche giorno fa da Luca Scialò [QUI] mi ha fatto tornare in mente qualche vecchio tentativo (fallito) di rifarlo, il Partito Repubblicano. Con tanto di elefantino nel simbolo.

Elezioni Europee 1999. La destra era già stata sdoganata e Gianfranco Fini tentò per la prima volta di chiudere l’esperienza post-fascista e creare un partito liberaldemocratico di centro-destra. A venirgli incontro fu Mariotto Segni, figlio di Antonio, ex democristiano che aveva tentennato un po’ tra destra e sinistra.

Il punto di incontro tra Segni e Fini, figli di due scuole politiche completamente diverse, era l’impronta presidenzialista. Prese vita così L’Elefantino, un cartello elettorale destinato ad aver vita brevissima.

L’obiettivo di Fini, probabilmente, era quello di cercare una certa autonomia rispetto a Forza Italia, che viaggiavia sui massimi storici e rischiava di rubare ad Alleanza Nazionale fette consistenti di elettorato.

Il bello è che anche allora esisteva un partito che tentava di rifarsi alla tradizione politica d’oltreoceano: I Democratici di Romano Prodi e Arturo Parisi, che nel simbolo avevano un asinello, negli States tradizionalmente contrapposto all’elefantino del Grand Old Party. A Prodi e Parisi andò meglio, nonostante i risultati non esaltanti della lista. L’Asinello divenne infatti la base per creare la Margherita, l’Ulivo e, infine, il Pd.

L’Elefantino di Fini, invece, prese una sonora batosta. Il 10.30%, perdendo più di 5 punti percentuali rispetto alle politiche del 1996, dove An aveva conquistato il 15.66%. Fini e Segni ruppero il matrimonio, rimandando la costituzione di un partito repubblicano a tempi migliori.

Venne poi il 2007 e la svolta del predellino, con Berlusconi che annunciò la costituzione di un partito unitario di centro-destra da contrapporre al Partito Democratico: Il Popolo della Libertà. Fini, manco a dirlo, aderì immediatamente. Casini non fu della partita. L’operazione ebbe successo e il Pdl stravinse le elezioni politiche del 2008. Tuttavia, i personalismi di Berlusconi e lo strappo definitivo di Fini prima e di Alfano poi spazzarono via anche questo progetto.

Facendo un attimo un passo indietro, però, ci ricordiamo anche della fugace apparizione del Nuovo Polo per l’Italia, alias il Terzo Polo di Fini, Casini, Rutelli, Lombardo… Ex repubblicani, missini, democristiani, socialisti, liberali, uniti sotto la bandiera del moderatismo, nel 2010 si federarono per formare un nuovo centrodestra, europeo e non estermista né xenofobo, distante da Lega e sinistra. Fallì anche questo. I partiti che lo formarono si alleavano separatamente, a destra e a sinistra, in occasione delle amministrative. Poi vennero Monti e la sua coalizione, che alle politiche del 2013 agglomerò un po’ tutti (tranne l’Api, nel frattempo sfasciatasi), portando Fini alla scomparsa politica.

I tre tentativi recenti, dunque, sono tutti falliti. Ma c’è da dire che il Pri, quello del 1895, esiste ancora. Con percentuali misere, ma esiste.

Vediamo la sua storia recente.

Dal 1995 al 2001 il partito di La Malfa fu alleato del centro-sinistra, passando con Berlusconi in occasione delle politiche 2001. Col Cavaliere rimase più o meno stabilmente fino al 2011.

Ci fu quindi la scissione di Luciana Sbarbati, che preferì rimanere a sinistra con il suo Movimento Repubblicani Europei. Il MRE partecipò addirittura alla fondazione del Partito Democratico, dal quale uscì nel 2010 per partecipare al progetto del Terzo Polo. A riguardo, la Sbarbati dichiarò:

“L’obiettivo primario del Movimento Repubblicano Europeo è lavorare per la ricomposizione del vecchio mondo repubblicano e farne il perno intorno al quale costruire una vasta area liberaldemocratica, aperta agli apporti e ai contributi di intellettuali e di esponenti della società civile.”

Il fallimento del Terzo Polo spinse alla riunificazione di MRE e PRI, mandando verso Monti alcuni esponenti del Pri, che si presentò comunque autonomamente alle elezioni politiche del 2013 (in poche circoscrizioni e raccogliendo lo 0.02%).Alle Europee 2014, invece, i repubblicani hanno partecipato alla costituzione della lista Scelta Europea, insieme a Centro Democratico, Scelta Civica, Fare per Fermare il Declino e il Partito Liberale Italiano. Anche qui una caduta: 0.72%.

Infine, i repubblicani si sono rivisti alle ultime regionali. In Campania la foglia d’edera è ricomparsa all’interno del simbolo dei Popolari per l’Italia di Mario Mauro, a sostegno di Stefano Caldoro, raccogliendo soltanto lo 0.76%.

Giuseppe Guarino

– See more at: http://www.caffenews.it/politica/62026/quei-tentativi-flop-di-rifare-il-partito-repubblicano/#sthash.AqaiWMse.dpuf

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