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Un’idea di multiculturalismo

multi[1]Non condivido granché dell’analisi dell’amico vice-direttore Giuseppe Casillo, se non una questione di fondo. Abbiamo un’idea sbagliata di multiculturalismo. È su questo che vado a disquisire di seguito, più che sulla gestione del traffico di migranti.

Anche se mi preme sottolineare due cose. Innanzitutto come l’Australia, un paese con un traffico di migranti clandestini praticamente minimo rispetto al nostro spenda cifre da capogiro per combattere tale traffico. Se lo può permettere, anche per via di una posizione geografica favorevole.

In secundis, si fa sempre una gran confusione quando si parla di immigrazione, confondendo spesso figure parecchio diverse: clandestini, rifugiati, immigrati, extra-comunitari (ma Giuseppe Casillo non scivola certo su tale cavillo). Senza contare il fatto che – soprattutto nei media – si tenta di gettare individui in tali categorie eliminando quella primaria di appartenenza al genere umano.

Ma veniamo al tema centrale di questo articolo.

Anni fa, Marzio Barbagli forniva uno studio sul rapporto tra criminalità ed immigrazione (Immigrazione e sicurezza in Italia, Il Mulino, 2008) nel quale esaminava quattro proposizioni:

1) L’immigrazione provoca sempre l’aumento del numero di reati nel paese di arrivo;
2) Oggi, gli immigrati extra-comunitari in Italia commettono soprattutto alcuni reati, più spesso degli italiani (furto, spaccio e traffico di stupefacenti, rapine);
3) Il forte aumento della criminalità che vi è stato in Italia nell’ultimo decennio è stato provocato dagli immigrati;
4) In tutti i paesi occidentali, gli immigrati hanno sempre commesso alcuni reati più spesso degli autoctoni.

Proponendo queste quattro proposizioni ad un campione rappresentativo di italiani, vedremo che essi, in genere, tenderanno a considerarle tutte vere o tutte false. Questo a seconda del livello d’istruzione ma anche di connotazioni ideologiche. In realtà, dice Barbagli, le prime due affermazioni sono vere, le altre due false. Ma è meglio che vi rimandi al suo studio, sicuramente più esauriente e chiaro del presente articolo.

Quello che volevo notare è un’altra cosa: esistono sostanzialmente due modelli di multiculturalismo, entrambi sbagliati e distruttivi. Schematizzando, mi sento di poter affermare che, riprendendo un post Facebook di Riccardo Nencini, c’è quella di Matteo Salvini e quella di “certa sinistra”.

Il multiculturalismo secondo Salvini è razzismo puro. Basta. È anche “Io sono razzista ma…”, se è per questo. Ruspe e olio di ricino, senza disdegnare una certa nostalgia per i lager.

Non migliore è l’idea della sinistra radicale e altermondista, che basa gran parte della propria esistenza sull’affermare una certa “superiorità” dello straniero, specie se di colore e religione diversa, sull’italiano. Anche quando tale diversità cozza malamente con diritti fondamentali e conquiste sociali. È un riaffermare della xenofobia nel momento della sua negazione, il controsenso di un atteggiamento che giustifica o quanto meno produce un certo razzismo di ritorno.

La soluzione è, come sempre, più semplice a dirsi che a farsi. Non è una soluzione all’immigrazione, tema troppo complesso. È una soluzione successiva, dovuta al crescente multiculturalismo della società. Nella gestione di tale società, non è possibile rinunciare ai valori fondamentali già fissati da gran parte delle costituzioni europee.

È un percorso già avviato dalla Francia, che dopo il colonialismo ha veduto la nascita di una società necessariamente multiculturale: assimilazione delle culture all’interno dei valori della costituzione francese, dominante. Identità etniche, religiose e culturali sono ammesse, altroché, ma nel privato e quando non cozzino con la Costituzione.

Il modello francese avrà dei limiti, ma non può non essere preso in considerazione come linea guida nella continua costruzione e ricostruzione della società.

Giuseppe Guarino

– See more at: http://www.caffenews.it/societas/62041/unidea-di-multiculturalismo/#sthash.2tNN69QN.dpuf

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