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Spaghetti Americana, un barbuto artigianato country

spaghettiamericana-293x300[1][Caffè News] Oggi vi parliamo di un gruppo che tanto emergente non è. Si tratta dei The Beards, gruppo di Spaghetti Americana (un misto di blues, country e rock) che ha già all’attivo cinque album e diversi tour in giro per gli States e nel resto del mondo.

Ci è capitata tra le mani una loro antologia, intitolata appunto Spaghetti Americana, disponibile in cd, download e vinyl limited edition. Tutto questo in attesa del nuovo album, Freak Town, che si avvale dell’eccellente collaborazione di Jim Diamond, produttore dei White Stripes.

Emanuele Marchiori e Massimiliano Magro, questi i nomi dei barbuti, si divertono a riproporci le loro hit, in una godibilissima compilation. Andiamo a vedere.

Caledonia Avalanche Blues: traccia numero uno. Cupa, a tratti angosciante, nel solco del Johnny Cash più malinconico. Artigianato country che mette in musica un testo di T.J. Cole, guardando fuori dal finestrino d’un treno in corsa. Anche Life’s A Long Hard Road procede sofferente, ma più battagliera. È una lotta per l’oggi più che per il domani, il recupero di se stessi da un mondo cattivo, da un inferno di psicofarmaci.

Sorridiamo un po’ con No Meaner Man, una ballabile dedicata a Michael Howe datata 2013, che ha avuto un discreto successo nei circuiti dei college americani. Poco meno di due fantastici minuti, che terminano di botto, al rallentatore. Segue la ballad Postcard from Milwaukee: una nebbiosa fotografia dai colori sfumati. Nostalgica e dolce, va a pungere dopo un accenno di assolo, come annebbiata dai fumi dell’alcol. Ma è un fischio liberatore a dissolvere tutto, trasformando la sofferenza in noncuranza.

C’è tempo per un demoniaco blues, Mephisto Potato Sauce, simpatico e goliardico quando si traduce in marcetta. In Wintertime, brano successivo, assume atmosfere da epic country (ci si faccia passare la locuzione). Spinge forte, procede spedito, picchia giù duro.

C’è anche qualcosa cantato in italiano. Apatia degli amanti, che raccoglie le più tradizionali atmosfere da balera colorandole con frizzanti suoni latini. Una lasagna al chili.

Numero otto è Awful Carnival, tenebrosa e possente, che prelude alla spassosa Il Chinino, che con ironia riesce a decrivere gli effetti della cura alla malaria nello scenario del primo ’900: “chinino sarà comunque la soluzione \ la soluzione per ogni tuo male”. 

Un piccolo gioiello è Blood Red River, sfogo di un guerriero stanco di combattere. Fitta come il fumo di un calumet.

Veniamo poi trasportati nella bettola di qualche vicolaccio, su in Scozia o in Irlanda. È Drunky Sailor, che incrocia il blues ai canti d’osteria. Spettacolare.

C’è un omaggio a Ozzy Osbourne, una versione acustica di Perry MasonNon perde la verve, acquisendo invece una benevola flemma. Che il metal debba tanto al blues, lo si nota molto in questo brano. Barcollante come un redneck alla tredicesima grappa. Rigorosamente fatta in casa. Su corde cavernose Rosteo Sensa Sangue, storia di un mostro terrorizzante. Brucia. Muskito,  brano di successo mondiale e storia errante di un bounty killer aborigeno, apre la pista di 15 giorni nebbiosi, una preziosissima perla jazzeggiante, prima di chiudere con un brano in stile Lynyrd Skynyrd, The Farmer.

Giuseppe Guarino

– See more at: http://www.caffenews.it/avanguardie/61789/spaghetti-americana-un-barbuto-artigianato-country/#sthash.TlCn5a90.dpuf

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