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Crash Bandicoot. C’era una volta un classico

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[Caffè News] Era il 1996 quando, per la prima volta nella storia, entrava nelle case dei ragazzini di tutto il mondo il più famoso marsupiale videoludico della storia: Crash Bandicoot. Un personaggio carismatico che, come Mario su Nintendo e Sonic su Sega, si apprestava a diventare la mascotte della neonata console Sony, la prima mitica PlayStation.

Crash Bandicoot, colore arancione e sguardo perso nel vuoto, senza dire una parola conquista i cuori di migliaia di videogiocatori, che si innamorano prontamente.

Il sistema di gioco è semplice ed immediato, colorato e in stile cartoon. Il fatto che sia soltanto in inglese non dà problemi: Crash non emette altro che versi e il sistema riesce ad essere intuitivo, senza bisogno di alcuna spiegazione. Due sole mosse a disposizione, salto e giravolta. E trentatre livelli di difficoltà crescente.

La stessa trama è essenziale, lontana anni luce da intrecci cervellotici. Il dottor Neo Cortex e il suo braccio destro N. Brio si divertono a creare animali mutanti, giù in un immaginario arcipelago dell’Oceania. Lo scopo è quello di conquistare il mondo. Ma qualcosa va storto: nella fretta trasformare un bandicoot, che sarebbe dovuto diventare il generale dell’esercito mutante, la coppia usa un prototipo di macchina che si rivela inefficace. Il bandicoot, Crash, riesce a darsela a gambe. Ma la coppia di supercattivi ha ancora tra le grinfie la sua ragazza, Tawna. La missione di Crash, dunque, è quella di salvare la donzella (e il m0ndo).

Tutto questo preambolo per parlare di un classico che è ormai scomparso dal mercato. Nato sulla prima PlayStation grazie al team Naughty Dog, visse su questa console i suoi giorni migliori. I primi tre platform e il quarto titolo, il gioco di go-kart Crash Team Racing, hanno fatto la storia di casa Sony.

Poi le licenze hanno incominciato a palleggiare. Dalla Naughty Dog alla Eurocom, che ha prodotto il party game Crash Bash. E poi una serie di titoli (mediocri) su PlayStation 2, GameCube ed X-Box. Su GameBoy Advance, invece, c’è stata una leggera ripresa dello spirito originario della serie, ma è stato un effimero periodo (coronato da uno splendido crossover con la serie di Spyro).

Infine il vuoto assoluto. Il personaggio è stato completamente abbandonato, tanto che su PS3 non è mai apparso. Un poster che ne denuncia la scomparsa si è affacciato nello spot del ventennale di PlayStation, lo scorso dicembre. Ma poi di annunci ufficiali neanche l’ombra, a parte qualche fastidiosissimo pesce di aprile.

Nel frattempo si moltiplicano i fan games, le fan art e le fan fiction. Tutto ad alimentare l’aura di mito del bandicoot di casa Universal. Chissà che un giorno non faccia la sua ricomparsa. Come un tempo, più di un tempo.

Giuseppe Guarino

– See more at: http://www.caffenews.it/societas/61740/crash-bandicoot-cera-una-volta-un-classico/#sthash.8VvjQTnc.dpuf

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