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Dormi ora e sogna. L’onirico disco di Max Fuschetto

Fuschetto-300x270[1][Caffè News] “Dormi Ora”, è la traduzione dalla lingua yoruba (diffusa nell’Africa Occidentale, tra Nigeria, Benin, Togo e Sierra Leone) del titolo del nuovo album di Max Fuschetto, Sùn Ná. Nei dialetti campani “sunnà” significa “sognare”. Strani casi del destino per un lavoro, quello del sassofonista, oboista e compositore diplomato al Conservatorio Nicola Sala di Benevento, tutto incentrato sulle tematiche oniriche. Non è il suo primo disco (negli anni scorsi sono già usciti Frontiere e Popular games) e, pubblicato da Hanagoori Music, ci regala un enigmatico spaccato fatto di contaminazioni scintillanti, dolcemente assemblate. Andiamo a vedere.

Traccia numero uno: Oniric States of Mind. Si entra in pieno nella tematica del sogno, specie di quelli che portano rimpianti e reminescenze di tempi passati e scelte sbagliate. Con qualche tocco da Incubo di Füssli, che non guasta mai. Suoni che si fanno ovattati, sottofondi che non prendono mai una forma definita. Cantata in uno strano miscuglio di arbëreshë (la lingua degli albanesi d’Italia) e inglese. Spettrale. Alla fine sembra di vedere la luce (il risveglio?).

Velata anche Secret Shadows, dominata da un dialogo tra pianoforte e chitarra elettrica (di Pasquale Capobianco). Si va facendo scintillante, delineando un quadro dalle tinte pastello. Prende forma con l’ingresso della viola di Vezio Iorio, fino a dissolversi. Come un’ombra.

Arriva Qem ma tija (Portami con te). Già incisa nel disco precedente e ora rielaborata, si slancia su toni da opera pop, con la voce femminile (Antonella Pelilli), che sussurra i versi, snocciolando le parole ad una ad una sul tappeto musicale. La Pelilli canta anche nel pezzo successivo Si Trëndafile, un tradizionale albanese e arberesh (Asaman o Trentafyll çeles / Asaman Trentafyll Tseles).

A metà disco spunta Return to A,  un brano soave, con un gran lavoro di archi. Una meravigliosa opera di artigianato sonoro, soprattutto quando, con l’ingresso di fiati e voce, procede spedito verso un colorato finale. Segue Paesagem do Rio, che risente della tradizione carioca, specie nell’uso dei bassi. Ma il vero protagonista è l’oboe, che dipinge note sulla tela della bossa nova. Discreta Vibrazioni liquide, che assume il classico tono della quiete prima della tempesta.

Un breve interludio con incursioni vocali fa da apripista a Samahaer, un brano evocativo dal sapore delle carovane e della Tihama. Chiude il disco una collaborazione eccellente con Andrea Chimenti (cantautore di culto con trascorsi new wave. Era il frontman dei Moda, gruppo della scuderia IRA, la stessa di Litfiba e Diaframma): Le rose di Arben. E qui sembra di tornarci, nella new wave degli anni ’80, con tutte quelle contaminazioni classiche e orientali e quella miscellanea di francese e arbëreshë, così congegnata.

Sùn Náè un album dai tratti alternati. Cavernoso e dolcissimo. Lugubre e brillante. Un sogno in musica, quella vera. Un vortice di contaminazioni. Dodici semitoni di piacere inebriante.

Giuseppe Guarino

– See more at: http://www.caffenews.it/avanguardie/61721/dormi-ora-e-sogna-lonirico-disco-di-max-fuschetto/#sthash.W86tHk4T.dpuf

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