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Rumore Bianco | Don DeLillo | Recensione

rumore bianco

gdc_miniUn romanzo che trasmette un profondo malessere, in un grondante postmodernismo. L’ho letto perché ne avevo sentito molto parlare e ho quindi voluto toccarne con mano l’essenza.

Sono stato catturato dalla prima parte, crudelmente ironica, sebbene tendente a non essere altro che un’introduzione al mondo dei personaggi, ch’è poi l’America (sarebbe meglio dire la società capitalistica occidentale) raccontata coi toni della commedia dell’assurdo.

Credo che perda un po’ di forza proprio nel momento in cui va a spingersi più in là, nell’esplorare ed esplicitare (con maestria, ci mancherebbe) temi di più alta natura. A tratti che mi inghiottivano come tornadi, si sono alternati momenti vuoti come una città fantasma del vecchio West. Mi resta un po’ d’amaro in bocca ma parecchio ronzio bianco dentro le orecchie, nonché una folle paura di morire.


 

rumorebiancoRumore bianco di Don DeLillo

394 pp., Einaudi, 2005
€ 14.00 – Edizione digitale: € 6.99

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