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Bollettino letture, marzo 2015

marzo

gdc_miniCari amici e miei signori, eccoci alla guardianata di coccodrilli del mese di marzo. Sono andato a scovare un testo surreale di Don DeLillo che sa di pugni alla bocca dello stomaco. Ho poi preso in mano un classico, una bella raccolta di racconti pirandelliani. Ho letto un fantasy, primo volume delle Cronache del mondo emerso di Licia Troisi. Mi sono poi dato a una lettura più impegnativa con Paolo Branca, affiacandole il malinconico Erri De Luca. Termina la lista un giallo emblematico, il mio primo Dürrenmatt.

rumorebiancoRumore bianco di Don DeLillo

394 pp., Einaudi, 2005
€ 14.00 – Edizione digitale: € 6.99

Un romanzo che trasmette un profondo malessere, in un grondante postmodernismo. L’ho letto perché ne avevo sentito molto parlare e ho quindi voluto toccarne con mano l’essenza.

Sono stato catturato dalla prima parte, crudelmente ironica, sebbene tendente a non essere altro che un’introduzione al mondo dei personaggi, ch’è poi l’America (sarebbe meglio dire la società capitalistica occidentale) raccontata coi toni della commedia dell’assurdo.

Credo che perda un po’ di forza proprio nel momento in cui va a spingersi più in là, nell’esplorare ed esplicitare (con maestria, ci mancherebbe) temi di più alta natura. A tratti che mi inghiottivano come tornadi, si sono alternati momenti vuoti come una città fantasma del vecchio West. Mi resta un po’ d’amaro in bocca ma parecchio ronzio bianco dentro le orecchie, nonché una folle paura di morire.

Ronzante. ★★★★


pirandello

Una giornata di Luigi Pirandello

125 pp., GE L’Espresso, 2011

Una raccolta di racconti di uno degli scrittori di cui credo di aver letto di più. Un Pirandello diverso rispetto al solito, che pure conferma la grandezza della sua scrittura.

C’è il surreale, senz’altro. E ci sono umorismo e doppiezza. E anche più d’un paradosso. Una gamma completa, in una serie di quindici novelle eterogenee, scritte nel corso degli altri dal maestro siciliano.

Quella che dà il titolo alla raccolta, Una giornata, è un disperato epilogo sul breve passaggio terreno. Forte di una drammaticità che spazia in una serie di atmosfere oniriche, si lascia leggere lasciando dietro di sé un forte senso di smarrimento.

Distinto. ★★★


nihalCronache del Mondo Emerso. Vol. 1 – Nihal della Terra del Vento
di Licia Troisi

386 pp., Mondadori, 2014
€ 10.00

Credo che Licia Troisi sia la più famosa autrice italiana di fantasy. Dopo aver rimandato diverse volte, quindi, ho pensato di colmare la lacuna.

Veniamo all’aspetto più squisitamente letterario. Una trama non completamente originale (difficile trovarne nel fantasy) è la base per creare un universo che ha del meraviglioso. La scrittura, tipicamente femminile, scorre come un fiume in piena, dando volto e voce a una serie di personaggi ai quali si finisce per affezionarsi.

Alcuni tratti, purtroppo, mancano di guizzo geniale e peccano di frettolosità. Fa figo sminuire i bestseller e io cerco di non farlo mai. In questo le idee buone non mancano e uno stile molto leggero riesce a renderlo piacevole. Forse, però, per apprezzarlo meglio avrei dovuto leggerlo almeno dieci anni fa.

Scorrevole. ★★★


nonoranonqui

Non ora, non qui di Erri De Luca

100 pp., Feltrinelli, 2009
€ 10.00 – Edizione digitale: € 4.99

Secondo libro di Erri De Luca che leggo, dopo Il peso della farfalla. L’ho divorato.

Non fa rumore e si muove defilato, in silenzio, quasi sussurrando. Una lettera assorta alla madre, nella quale un figlio racconta le piccole gioie e i dolori della propria infanzia, confessandosi.

Raggiunge le vette più volte, senza mai distanziarsi, sebbene con grazia, da una malinconia costante, che si espande dalla prima lettera fino all’ultimo punto del testo.

Sussurrato. ★★★★★


imusulmani

I musulmani di Paolo Branca

127 pp., Il mulino, 2000
€ 11.00 – Edizione digitale: € 5.99

Piccolo resoconto su quanto di più importante ci sia da sapere riguardo al mondo islamico.

Emblematico, secondo il suo sottotitolo, oggi che le sirene del fondamentalismo islamico agitano l’occidente: per secoli li abbiamo temuti, ora dobbiamo conoscerli. Perché la conoscenza è fondamentale, soprattutto in questa delicatissima fase storica.

Pecca, nella sua scientificità, di un eccessivo ricorso a riferimenti storico-filosofici talvolta semplicemente elencati ma non esplicati. Se da un lato, quindi, si accenna ad autori o opere di una certa importanza, dall’altro si rischia di dare una sensazione d’incompletezza a un testo che, per quanto compendiato, è meritevole.

Accademico. ★★★


Il giudice e il suo boia di ilgiudiceFriedrich Dürrenmatt

112 pp., Feltrinelli, 2003
€ 7.00

Un giallo alquanto atipico, la storia dell’uccisione di uno stimato tenente di polizia e l’investigazione eccentrica del protagonista, il commissario Bärlach, e del suo collega Tschanz.

Pochi indizi, in realtà, ma una sapiente costruzione che lascia il lettore di stucco quando, a poche pagine dalla fine, viene rivelato il nome dell’assassino, indovinato da Bärlach nelle fasi iniziali della storia.

Interessante la figura del “supercriminale” Gastmann, che spinge verso considerazioni di più alta natura circa la giustizia, il suo ruolo e il suo funzionamento.

Chirurgico. ★★★

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