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L’innumerevole fermento di Verdiana Maggiorelli

linnumerevolefermento1[1][Caffè News] Vi presentiamo una raccolta di racconti tutta al femminile ed ennesimo esempio dei prodotti di qualità sfornati dalla Factory Editoriale dei Sognatori.

Sfacciato, femminile, spregiudicato. Note di settentrione e d’India lo permeano da capo a piedi. Si intitola L’innumerevole fermento ed è un libro di Verdiana Maggiorelli.

Se La Sagra fa da apripista sdoganando i miti dell’intellettuale di sinistra, l’umoristico Tempesta di cervelli ci butta in un mondo completamente capitalistico, ironizzando genialmente sui maschilistici tabù dell’industria degli assorbenti e dei proteggi-slip. Amaro Un amore bambino, nel quale ancora una volta la perfezione idolatrata si smonta tutta d’un colpo, nell’ultimo paragrafo.

Eccoci dunque a fare i conti con le terribili Sorelle Pelagatti, sospettose vecchiacce viziose incapaci di far del bene agli altri. Cicip e Ciciap è, manco a dirlo, la storia di due donne un tempo amiche ma oggi molto diverse. In Tempi duri, invece, Verdiana mescola la rudezza di un bar della stazione con tanta, tantissima letteratura.

Anche Elisabeth, che parte tenue e delicato, va ad infilarsi in una storiaccia di mafia con contorni esilaranti. Più romantica la storia d’amore di Akash, immersa in una malinconica solitudine indiana. Il viaggio di Dunja riesce a dare il giusto (l’ennesimo) volto ad un plot che dalle parti dei Sognatori si conosce bene: è la storia di una ragazzina e d’un vecchio pugile orbo…

In Vipassana story e nella successiva Gioia creativa offresi si racconta invece la ricerca in un percorso meditativo, con le sue difficoltà e divagazioni. Scordatevi però atmosfere troppo eteree, anche qui si scherza e ci si diverte.

Completa il tutto il distopico Happy End, che ci trascina in un futuro dove la pena di morte è legalizzata e spettacolarizzata, alla stregua di un reality show. Tornano in mente i Litfiba del 2001 e l’attesa di quella luce che trema…

Giuseppe Guarino

Verdiana Maggiorelli, nata a Domodossola, milanese d’adozione, vive sulle colline piacentine dove coltiva le sue passioni: scrittura, psicologia, teatro, filosofie orientali. Un passato di copywriter e giornalista, un presente di poesie e racconti. Ha pubblicato la silloge “Ho consumato le labbra a baciar rospi” ed è presente su numerose antologie e riviste letterarie.

– See more at: http://www.caffenews.it/avanguardie/61345/linnumerevole-fermento-di-verdiana-maggiorelli/#sthash.YEHqGhwx.dpuf

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