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Bollettino letture, febbraio 2015

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gdc_miniAnno 2015. Parte II. Anche febbraio è finito, e con esso sono volate via nuove letture, del genere più vario. Abbiamo un legal thriller dell’autore best seller Michael Connelly, per chi ama perdersi in mezzo ai misteri e alle indagini e ai processi. Viene poi il drammatico racconto di Bobby Sands, martire della lotta nordirlandese contro la Gran Bretagna. E per qualcuno è un martire anche Craxi, morto quindici anni fa ad Hammamet. Io sono andato a leggermi la prima biografia sul vecchio leader del Psi. Poi un mistero della stanza chiusa di Charles Daly King, oramai un classico del giallo. Segue una raccolta di racconti umoristici al femminile, con una buona dose di filosofie e culture orientali. Infine la storia d’un vecchio senatore comunista in carrozzella, con tanto di badante al seguito.

quintotestimoneIl quinto testimone di Michael Connelly

485 pp., Piemme, 2014
€ 19.90 – Edizione digitale: € 7.99

È il secondo legal thriller che leggo in vita mia. Il primo fu I contendenti di John Grisham. Mi sono cimentato, stavolta, nella lettura del testo di un altro maestro. Michael Connelly è uno degli autori cult del genere e, in quanto tale, è riuscito a trasportarmi in un mondo che solitamente non mi appartiene.

Fa molto Perry Mason, questa avventura di Mickey Haller (secondo personaggio più famoso, tra quelli di Connelly. Il primo, Harry Bosch, fa una breve apparizione alla festa di compleanno di Mickey). Che altro dire? Scorre, nonostante la dimensione. E non crea inghippi riguardanti il complesso sistema di giustizia statunitense.

Mi piace soprattutto una cosa: Haller non si erge necessariamente a paladino della giustizia. Perde in idealismo (contestato dalla giovane Bullock), ma resta ancorato ad una realtà che troppo spesso i romanzi (e Csi) travisano. Il mondo, ci ricorda, non è fatto solo di eroi e di cattivi.

Concreto. ★★★


bobbysands

Un giorno della mia vita. L’inferno del carcere e la tragedia dell’Irlanda in lotta di Bobby Sands

213 pp., Feltrinelli, 2014
€ 8.50

Ci sono storie dimenticate. Una di questa è la lotta irlandese. Soprattutto per tutti quelli che considerano la civilissima Gran Bretagna come un evolutissimo modello di sviluppo e democrazia, in un’immagine che cozza tragicamente con la realtà dei fatti.

Ne parla così bene il combattente IRA Bobby Sands, in questo racconto della vita nei blocchi H del penitenziario di Long Kesh. Prigionieri nudi lasciati a marcire nella sporcizia di celle senza vetri alle finestre. Il tributo di un popolo all’idea di indipendenza irlandese, in un testo diventato ormai un classico della letteratura di lotta.

Drammatico. ★★★★


benedettobettino

Benedetto Bettino di Giancarlo Galli

175 pp., Bompiani, 1982
[Fuori Catalogo]

Leggere questo libro oggi è un po’ come andarsi a studiare i progetti delle Twin Towers. Narra una storia, ancora in parte irrealizzata, che di lì a un decennio sarebbe stata completamente demolita.

Non lo si trova in giro (ma è presente in numerose biblioteche), e me lo sono procurato frugando in mezzo a certi vecchi libri destinati al macero.

Si tratta di una biografia politica, con un occhio alla formazione dell’ultimo leader socialista e un altro alla sua ascesa. Si ferma un attimo prima della storia, ossia del momento in cui Bettino diventa Presidente del Consiglio (nel testo è ancora una possibilità, sebbene concreta).

Non aggiunge infamie né lodi a quanto non si conosca già pubblicamente circa Craxi, ma fa molte luci sugli inizi  della carriera del futuro “martire” di Hammamet, specialmente sui meccanismi interni al Psi dell’epoca.

Istruttivo. ★★★


la maledizione dell'arpa

La maledizione dell’arpa di Charles Daly King

92 pp., Polillo, 2008
€ 8.90

Siamo di fronte a un racconto lungo più che a un romanzo, tanto è vero che in originale fa parte della raccolta di racconti The Curious Mr. Tarrant. Datato 1935, è parte a pieno titolo dell’età d’oro del giallo, senza dubbio un classico del genere.

Molto breve dunque, ma non per questo privo del necessario magnetismo dei polizieschi. È la storia di Mr. Tarrant, uno strano signore che si diverte a risolvere solo i misteri che ritiene sufficientemente difficoltosi. Si trova di fronte ad una strana serie di sparizioni e ricomparse di una antichissima arpa, a cui fanno da contorno alcune antiche leggende che mescolano le tradizioni egizie a quelle della cultura irlandese.

Maudit. ★★★


verdiana

L’innumerevole fermento di Verdiana Maggiorelli

134 pp., I Sognatori, 2014
€ 13.90

Raccolta di racconti tutta al femminile ed ennesimo esempio dei prodotti di qualità sfornati dalla Factory Editoriale dei Sognatori.

Sfacciato, femminile, spregiudicato. Note di settentrione e d’India lo permeano da capo a piedi.

Se La Sagra fa da apripista sdoganando i miti dell’intellettuale di sinistra, l’umoristico Tempesta di cervelli ci butta in un mondo completamente capitalistico, ironizzando genialmente sui maschilistici tabù dell’industria degli assorbenti. Amaro Un amore bambino, nel quale ancora una volta la perfezione idolatrata si smonta tutta d’un colpo, nell’ultimo paragrafo.

Eccoci dunque a fare i conti con le terribili Sorelle Pelagatti, sospettose vecchiacce viziose incapaci di far del bene agli altri. Cicip e Ciciap è, manco a dirlo, la storia di due donne un tempo amiche ma oggi molto diverse. In Tempi duri, invece, Verdiana mescola la rudezza di un bar della stazione con tanta, tantissima letteratura.

Anche Elisabeth, che parte tenue e delicato, va ad infilarsi in una storiaccia di mafia con contorni esilaranti. Più romantica la storia d’amore di Akash, immersa in una malinconica solitudine indiana. Il viaggio di Dunja riesce a dare il giusto (l’ennesimo) volto ad un plot che dalle parti dei Sognatori si conosce bene: è la storia di una ragazzina e d’un pugile orbo…

In Vipassana story e nella successiva Gioia creativa offresi si racconta invece la ricerca in un percorso meditativo, con le sue difficoltà e divagazioni. Scordatevi però atmosfere troppo eteree, anche qui si scherza e ci si diverte.

Completa il tutto il distopico Happy End, che ci trascina in un futuro dove la pena di morte è legalizzata e spettacolarizzata, alla stregua di un reality show. Tornano in mente i Litfiba del 2001 e l’attesa di quella luce che trema.

Femminile. ★★★★


ilbadantedicheguevaraIl badante di Che Guevara di Mario Castelnuovo

112 pp., Salerno, 2008
€ 12.00

Storia di un anziano senatore comunista, ridotto all’immobilità sulla sedia a rotelle, e di un badante extracomunitario.

Scritta col tono di diverse e separate riflessioni personali, parte con una distanza che appare incolmabile ma si conclude con una completa sinergia tra i due che, anche nel pensiero possono apparire finalmente uniti.

Il vecchio prende il nome da Che Guevara, a cui in gioventù tanto somigliava. Il badante lo prende da Drogo, protagonista del Deserto dei tartari di Buzzati. Che l’autore sia il cantautore Mario Castelnuovo è una garanzia di qualità, buon senso, garbo e delicatezza. E non manca nessuno di questi elementi.

Pensante. ★★★★

 

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