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C’era una volta Scelta Civica

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[Caffè News] Otto montiani sono passati da Scelta Civica al Pd. Si tratta di Gianluca Susta, Alessandro Maran, Pietro Ichino, Ilaria Borletti Buitoni, Ilaria Tinagli, Carlo Calenda, Linda Lanzillotta e del Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, ex segretario del partito.La motivazione? Esaurito il progetto di Monti.

Già si parla di scilipotismo a sinistra. Ma procediamo con ordine, perché c’è un po’ di carne a cuocere.

Differenze con i casi-limite di Sergio De Gregorio, Antonio Razzi e Domenico Scilipoti ce ne sono a bizzeffe. Innanzitutto, Scelta Civica è un partito di governo. Non si passa quindi dall’opposizione alla maggioranza, né viceversa. Non è un ribaltone, ma un cambio di casacca “interno”. Nonostante le 8 defezioni, quel che resta di Sc è al primo congresso nazionale e con ogni probabilità non revocherà la fiducia all’esecutivo di Renzi. Errore dunque parlare di campagna acquisti, da parte delle opposizioni (sia i giornali berlusconiani con la coda di paglia, QUI e QUI; sia Salvini e Grillo, che tornano a parlare populisticamente di vincolo di mandato, QUI). Tanto è vero che non si parlò (opportunisticamente) di ribaltoni o calciomercato quando parte di Sel (il gruppo facente capo a Migliore e Fava) lasciò Vendola per passare tra le file della maggioranza. Ma allora era tempo di patti del Nazareno…

Tornando a parlare di Scelta Civica, è appena cominciato il congresso, che vede candidati alla segreteria Luciana Cazzaniga, Benedetto Della Vedova ed Enrico Zanetti [QUI].Si parla di un partito che sta perdendo pezzi da tempo. Dopo l’8.30% delle politiche 2013 (9.13% al Senato) e la presenza di due ministri nel governo Letta (Mario Mauro ed Enzo Moavero Milanesi), Sc ha visto le dimissioni del suo fondatore Mario Monti e poi rotto l’alleanza con l’Udc. Successivamente è avvenuta la scissione in due gruppi parlamentari e poi la creazione, da parte di Mauro, della nuova sigla PpI (Popolari per l’Italia).

Con l’appoggio al Governo Renzi, le cariche ministeriali si riducono ad una (Stefania Giannini all’Istruzione). Poi Alberto Bombassei si dimette da vicepresidente del partito per via di una presunta sudditanza dei suoi vertici verso il nuovo Presidente del Consiglio. Non è andata meglio alle Europee, quando il cartello elettorale Scelta Europea (composto da Sc, Centro Democratico, Fare per Fermare il Declino, Pri, Pli e altre piccole sigle d’area) non si è vista riconfermare un patrimonio di più di 3 milioni di voti [ne parlammo QUI].

Ecco quindi nuovi spacchi, gelosie, minacce. Ecco quindi finire per sempre il progetto montiano. Continuerà per un altro po’, probabilmente. Almeno fino alla fine della legislatura. Dopo potrebbe rimanere soltanto un ricordo. E se si vuole trovare una ragione alla defezione di quegli 8 parlamentari di cui all’inizio di questo articolo, eccola: il timore di essere esclusi per sempre dal mondo della politica.

Giuseppe Guarino

– See more at: http://www.caffenews.it/politica/61241/cera-una-volta-scelta-civica/#sthash.2aYbCNAU.dpuf

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