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Omofobia e tutela dell’infanzia non sono la stessa cosa

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[Caffè News] Una coppia gay cacciata dalla villa comunale di Benevento per un bacio. Il motivo è la tutela dei minori. Il custode non ci ha pensato due volte. Via. Potrebbero passare dei bambini e vedere. E rimanere turbati. La storia ha fatto rumore, ne ha parlato Il Mattino (qui). Sono intervenute le associazioni LGBT. Anche la sezione SEL di Benevento ha messo da parte le guerre interne e inviato un comunicato stampa (qui). Gran rumore. Anche e soprattutto sul web.

Io la villa di Benevento l’ho frequentata, anni fa. Non mi sono mai trovato davanti ad un bacio gay ma, almeno in un paio di casi, in situazioni ben peggiori. Una volta, nell’angolo riservato alle giostrine per i bambini, le effusioni che intravidi erano ben più spinte di un bacio. Poi, in un’altra occasione, mi è capitato di vedere un ragazzo cercare insistentemente un pezzo di hashish. E non parlo delle cartacce e delle cicche gettate in terra, qui il discorso è ben altro. In ogni caso, in nessuna di queste occasioni mi è capitato di vedere un custode che cacciasse via qualcuno per tutelare i bambini. E secondo me ce n’era bisogno.

L’omofobia va combattuta anche se io, francamente, sarei un po’ turbato dalla vista di un bacio gay. E lo dico con sincerità, senza paura di essere crocifisso o tacciato di incoerenza. Chiamatelo retaggio culturale o quello che vi pare. È così. Dico anche, però, che un bacio innocente in una villa comunale scambiato tra due ragazzi che si amano non è certo peccato mortale. E non fa male a nessuno.

Anche perché a turbare i bambini basterebbero le scritte presenti, in quella villa. Sui muri, sulle panchine, sui muretti, perfino sugli alberi. Le ho notate tante volte e, anche se è un po’ che manco da Benevento, mi dicono che nulla è cambiato. Ma lo spiego meglio con un passo di un racconto ambientato nella villa. È di un amico, Filippo Ciasullo, tratto da Oschi Loschi 2 – Racconti solidi come castelli di carte (ulteriori info QUI) e intitolato Ma quale falce ma quale martello, paletta secchiello il simbolo più bello:

“[…] I due si presero il gelato. Lui tutto nocciola, lei fragola e pistacchio.
– Papà papà, che significa faccio bocchini gratis?
– Dove l’hai sentito?
– È scritto qua, sulla panchina.
– Non lo so, chiedilo alla mamma stasera.
– Veramente ora che ci penso quando io e mamma siamo andate nel bagno del treno c’era la stessa scritta e lei mi aveva detto di chiederlo a te. Faccio bocchini gratis, sì sì ricordo bene.
– Finiamo il gelato e poi ti spiego.
[…]”

Giuseppe Guarino

– See more at: http://www.caffenews.it/societas/60143/omofobia-e-tutela-dellinfanzia-non-sono-la-stessa-cosa/#sthash.QOj5BUdg.dpuf

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