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Se la sinistra italiana rischia di scomparire (ancora una volta)

vendola _ migliore[Caffè News] È già finito il tempo dell’esultanza post-Europee, quando la Lista Tsipras ha visto il rientro in Europa della sinistra radicale italiana. Ci hanno pensato prima le questioni riguardanti l’elezione di Barbara Spinelli e poi quelle, tutte interne a Sel, riguardanti il decreto Irpef o, se ci piace chiamarlo così, quello degli 80 euro.

Su Europa, il quotidiano del Partito Democratico, Stefano Menichini ha parlato di “maledizione della sinistra più sinistra” [QUI]. Inutile dire che, davvero, negli schieramenti di centro-sinistra, sia al governo che all’opposizione, le schermaglie e le scissioni non sono mai mancate.

Dai tempi del Bertinotti che fece cadere Prodi, della scissione del Pdci a sostegno di D’Alema, di Rossi e Turigliatto contro il Prodi II, fino a giungere alle divisioni tra Sel e Rifondazione, alle faide interne e alle guerre di potere (a proposito, a chi sia venuta voglia di rimembrare la storia recente e meno recente della sinistra italiana, ricordo che QUI può leggere gratuitamente l’e-book di Caffè News e del sottoscritto “Vengo dopo il Pci“).

Sel, dopo l’esclusione dal Parlamento della Sinistra Arcobaleno nel 2008, è rientrata nel 2013 grazie all’alleanza con il Partito Democratico. Dopo aver eletto Presidente della Camera Laura Boldrini ed aver tentato inutilmente un dialogo per eleggere Rodotà o Prodi al Quirinale e per formare un governo Bersani-Grillo, ai tempi delle larghe intese ha deciso di tirarsi agilmente fuori d’ogni impiccio, relegandosi all’opposizione.

Sul tema degli ottanta euro il partito si è spaccato esattamente a metà e rischia la scissione. Altro che Pippo Civati e un “nuovo centrosinistra”, qui si rischia che buona parte di Sel venga fagocitata dal Pd e l’altro pezzo finisca nell’oblio. Che sia un bene o un male, è tutta questione di opinioni personali.

Ma qui siamo di fronte a un problema più profondo, che è anche ma non solo di numeri. La sinistra italiana rischia di fare la fine della zanzara: punge e vola, riesce talvolta a spingere a prendere provvedimenti, ma coi primi freddi muore. Relegarsi all’angolo e fare del “no a tutto” la propria bandiera è una strategia che può risultare anche vincente in termini elettorali, ma disastrosa in quanto a operatività. E poi quello spazio è ormai già abbondantemente occupato dal Movimento 5 Stelle.

Sel (ma la sinistra in genere), per poter sopravvivere, deve invece recuperare il proprio spazio. Con il Pd o senza, non è questo ad essere importante. La sinistra vacilla e rischia ancora una volta di scomparire. È vero che con l’arrivo di una nuova estate le zanzare  tornano a volare (e a pizzicare), ma troppo spesso basta uno spray alla citronella per mandarle via.

Giuseppe Guarino

– See more at: http://www.caffenews.it/politica/60003/se-la-sinistra-italiana-rischia-di-scomparire-ancora-una-volta/#sthash.t2sOIKsI.dpuf

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