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Il Clemente furioso ora punta il dito

mastella[Sannio Week] Che Mastella non abbia preso bene la mancata rielezione al Parlamento Europeo appare scontato. Poche preferenze rispetto ai voti presi da Forza Italia e la mancanza di un vero e proprio appoggio da parte della dirigenza del partito. In più, solo 60mila preferenze contro le quasi 112mila raccolte nel 2009 tra le liste del Pdl. E ora punta il dito, Clemente di Ceppaloni.

E lo fa contro Forza Italia, dove, a suo dire: “mi hanno tenuto con le mani legate e mi hanno bastonato. Mi hanno trattato da ospite indesiderato in Forza Italia. Bastava dirlo, lo capisco da me che è cambiato un mondo, ne avrei preso atto, non mi sarei candidato. Invece lì a blandirmi, sapendo che potevo contare su quel pacchetto di voti nonostante io non gestisca più potere. Niente sindaci, assessori, amministratori, solo gente che mi conosce e mi stima. Voti utili comunque a far scattare il quarto eurodeputato a Forza Italia”. Ed è proprio a Barbara Matera che ha diretto lo sfogo più grande. Prendendosela con chi, nella circoscrizione Sud e in particolare in Campania, abbia fatto campagna elettorale per i candidati pugliesi piuttosto che per quelli locali. Eppure, racconta, senza i suoi voti, non sarebbe scattato il quarto posto in Europa.

Ma Forza Italia, dice Mastella, è un partito che non esiste più. Pare essere diventato un agglomerato informe di blocchi di potere, puntando il dito contro il coordinatore regionale Domenico De Siano che “dovrebbe dimettersi per quei risultati, al di là della mia vicenda”. Nessuna accusa, invece, a Silvio Berlusconi che, a mezzo servizio e in piena difficoltà, sarebbe rimasto ad osservare il partito sfuggirgli di mano. E, in realtà, sembra essere proprio così.

Berlusconi sarebbe soltanto il titolare di un marchio prestigioso, quel Forza Italia riesumato a vent’anni dalla formazione. Peccato che a godere dei benefici di quel marchio siano altri, i blocchi di potere denunciati da Mastella, i baroni del territorio. Tanta gente che, ora che il capo supremo è temporaneamente fuori gioco, ne potrebbe approfittare per fare il bello e il cattivo tempo.

Giuseppe Guarino

pubblicato su Sannio Week, rubrica “Legno sopra un’onda”, il 10 giugno 2014

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