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Preferenze e amministrative, dove toppa il M5S

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[Caffè News] Il Movimento 5 Stelle si dimostra un ottimo catalizzatore per sfoghi di rabbia e voti di protesta, ma si dimostra un pessimo contenitore qualora si debba prendere una scelta decisionista di governo o amministrazione. In genere, abbiamo notato, gli elettori premiano il partito di Grillo quando questo si presenta in elezioni per enti “alti”, lontani dalla vita quotidiana dei cittadini, Parlamento Italiano ed Europeo su tutti. Quando si tratta invece di eleggere un presidente di Regione o un sindaco, i consensi scendono vertiginosamente. Ma come? Andiamo a vedere.

Quest’ultima tornata elettorale ce lo dimostra palesemente, in quanto si è votato in contemporanea sia per le Europee che per alcune Amministrative. Ci soffermiamo su alcuni dati molto interessanti che mostrano come nelle elezioni comunali i consensi del M5S calino di botto.

A Sant’Agata de’ Goti, provincia di Benevento, ci sono circa 10mila elettori. La lista pentastellata è apparsa anche alle comunali, dove ha candidato a sindaco Giovanni Toscano. Ebbene, a Sant’Agata il Movimento 5 Stelle presentatosi alle Europee ha raccolto 1299, mentre quello presentatosi alle comunali soltanto 273. Lo stesso elettorato toglie più di mille voti al medesimo partito, a seconda del tipo di elezione. A Nola, provincia di Napoli e meno di 30mila elettori, il rapporto tra Europee e Comunali è addirittura di 3993 a 536, con una differenza di più di tremila voti. In Basilicata, a Potenza, la differenza è di 7651 a 1822. Più temperata ad Amantea, provincia di Cosenza: 2221 a 1367.

Significativi anche i dati di Bari (comunali: 13228; europee: 45660), Foggia (comunali: 5140; europee: 22.119), Campobasso (comunali: 4058; europee: 32761), Pescara (comunali: 10260; europee: 19903). E ci siamo fermati soltanto ai dati più significativi della Circoscrizione Sud di queste Europee. La ricerca, pertanto, non ha alcun valore statistico, ma vuole soltanto dimostrare (tramite l’apporto di semplici dati numerici), quanto affermato nell’incipit del post stesso

È indubbio che il Movimento 5 Stelle dovrà fare autocritica, domandarsi perché il territorio non premia una forza che a Europee e Politiche viaggia su cifre superiori al 20% ma che nelle amministrative fa fatica ad affermarsi. Parafrasando Renzi, dovrebbero “uscire dal blog”, riprendere un rapporto col territorio che, nelle comunali, si dimostra ancora di primaria importanza.

Ulteriore differenza rispetto agli altri partiti (riassunta nello schemino sottostante), sta nel numero di preferenze espresse rispetto al numero di voti totali. Pd, Forza Italia e Lega Nord hanno ottenuto, tra i consensi ricavati alle ultime europee, quasi il 50% di preferenze espresse. Ciò vuol dire che il numero totale delle preferenze assegnate ad uno o più candidati di questi partiti corrisponde a circa la metà del totale raccolto dalla lista stessa. Su percentuali molto più alte vanno invece L’Altra Europa, Fratelli d’Italia e, soprattutto, il cartello Ncd-Udc: dal 71.32% di rapporto preferenze\voti raccolto da Fdi-An fino all’80.07% della lista di Alfano e Casini.

rapportoprefernze

Tra i sette principali partiti, questo indice è molto basso soltanto nel MoVimento 5 Stelle, dove non raggiunge il 30%. Questo significa che più del 70% degli elettori di Grillo (sicuramente di più, dato che potevano essere espressi fino a tre nomi) ha votato soltanto il simbolo, senza esprimere alcuna preferenza. L’interesse di questo dato sta, appunto, nella natura del voto al M5S. A parte una sparuta minoranza, probabilmente composta dagli attivisti, pochissimi elettori hanno scelto un candidato.

I motivi sono diversi. Innanzitutto, il voto al M5S si configura, anche qui, come voto di protesta e, pertanto, a chi ha effettuato questa scelta non serviva esprimere il nome del candidato preferito. Poi, a parte Grillo, Fo e Casaleggio (o al massimo gli emersi Di Battista, Di Maio, Taverna e Lombardi), l’elettore generico dimostra di non sapere chi siano i candidati del M5S. La controtendenza si ha proprio con alcuni partiti “minori”, ossia la Lista Tsipras, Fratelli d’Italia e Ncd-Udc, i cui candidati hanno dimostrato di avere una tentacolare capacità di farsi conoscere. E qui ritorna il problema pentastellato della scarsa presenza sul territorio.

In pratica, il voto al Movimento 5 stelle premia un’ideologia a discapito delle persone che poi andranno effettivamente ad essere elette. Affossamento di democrazia e meritocrazia, nonché deriva politica: si passa dall’uno vale uno all’uno vale l’altro.

Giuseppe Guarino

N.B. : Nello schema i dati si riferiscono a tutto il territorio nazionale italiano, così come indicati sul sito del Ministero Dell’Interno. Sono esclusi i voti assegnati nella circoscrizione estera. Le percentuali presentate sono riferite alla percentuale di preferenze espresse per ogni lista in relazione ai voti ottenuti dalla lista stessa.

– See more at: http://www.caffenews.it/politica/59814/preferenze-e-amministrative-dove-toppa-il-m5s/#sthash.xEsQiYLF.dpuf

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