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Che aria tira nel centrodestra sannita?

gianvito bello

[Sannio Week] Dopo l’elezione di Nunzia De Girolamo a nuovo capogruppo di Ncd alla Camera dei Deputati, nel centrodestra sannita arrivano nuovi sconvolgimenti. A cominciare da Francesco Maria Rubano, presidente del Consiglio Comunale di Puglianello in forza all’Udeur da oltre dieci anni. L’Udeur di Mastella, attualmente confluito in Forza Italia pur mantenendo una certa autonomia organizzativa, sembra andar stretto al giovane amministratore che pare così destinato ad entrare a pieno titolo nel partito di Berlusconi.

Si concretizza intanto la nomina del coordinamento provinciale proprio del Nuovo Centro Destra di Nunzia De Girolamo. Come da aspettarsi, i suoi fedelissimi sono tutti lì. Spiccano i nomi di Piero Palma di Moiano, Carmine Montella di Paolisi, Enzo Sangregorio di San Bartolomeo in Galdo, Teresa Ciarlo da Solopaca, Lello Di Somma da Montesarchio, Domenico Parisi e Mario Marotta da Limatola. Non si vede Pasquale Santagata, sindaco di Cerreto Sannita ed uno dei primi amministratori della provincia a schierarsi al fianco dell’ex ministro delle Politiche Agricole ai tempi della scissione da Forza Italia.

Stupore (ma non troppo) invece per il nuovo responsabile organizzativo del coordinamento provinciale di Ncd: Gianvito Bello. Dopo aver passato diversi anni nelle file del centrosinistra, prima nei socialisti dello Sdi e nell’Api di Rutelli e poi nel Centro Democratico di Bruno Tabacci (nelle cui file si era presentato alla Camera alle ultime politiche), Bello ha annunciato la confluenza nel Nuovo Centro Destra. Già in rotta con il Pd e il centrosinistra da diverso tempo, dalla sua “cacciata” dalla giunta provinciale, dove ricopriva il ruolo di assessore alle Infrastrutture.

Ennesimi cambi di bandiera o semplici rimarcazioni di posizioni politiche personali? Questo non possiamo saperlo. Le elezioni europee sono alle porte e la ridefinizione degli schieramenti va concludendosi. Impossibile pensare che si vada semplicemente a caccia di poltrone (troppo poche quelle in ballo alle comunitarie). Ma qualche pensiero malizioso, all’osservatore attento, non sfuggirà. Se non si interviene istituzionalmente (come promesso da Renzi nel primo discorso da Presidente del Consiglio) prima o poi si rivoterà anche nelle province. E allora sì che il movimento ci sarà.

Giuseppe Guarino

pubblicato su Sannio Week, rubrica “Legno sopra un’onda”, il 10/03/2014

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