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Congresso Udc, con Cesa tra le braccia di Berlusconi

cesa_casini_udc[Sannio Week] Di rivederlo in capo al partito con lo scudo crociato nessuno ci pensava. E invece Lorenzo Cesa, con un tiro in zona Cesarini, segna e porta a casa il risultato. Sarà ancora lui, in carica dal 2005, ad occuparsi dell’amministrazione Udc, tra i simboli del Ppe e gli sguardi vigili di Casini, Buttiglione e De Mita (presenti come spettatori, tra gli altri, Alfano, Mauro e Tabacci).

Il partito di Casini, giunto al quarto congresso, sembrava dover passare sotto la gestione dell’ex ministro della Pubblica Amministrazione del Governo Letta Gianpiero D’Alia, sfidato dal senatore veneto Antonio De Poli. Niente di tutto ciò. All’ultimo minuto è emersa ancora la figura del vecchio leone, che rilancia temi sentiti ma forse un po’ logori e trionfa, anche se soltanto di misura. Sì, perché D’Alia ha perso la segreteria per un pugno di voti (431 contro 435, soltanto quattro preferenze di differenza), in una sconfitta veramente di misura.

La sfida è stata sui temi e, nonostante l’assemblea avesse accolto polemicamente Cesa, fischiandolo in un paio di riprese, è stato lui a spuntarla.

Cesa si è soffermato su temi politici caldi: l’appoggio al governo Renzi è confermato poiché al momento non c’è alternativa. Sulle elezioni europee, invece, pare disponibile a rincorrere Mauro e Alfano, al fine di dare avvio ad una nuova (l’ennesima) fase costituente centrista da contrapporre all’ingresso del Partito Democratico nel Pse, richiamando il Partito Popolare Europeo. Più cauto dunque sull’affiliazione al centro-destra e a Forza Italia annunciata poco meno d’un mese fa, ma non del tutto accantonata.

Il confronto all’interno della classe dirigente dell’Udc è stato senz’altro caldo, con tensioni tra nomi storici come De Mita e Casini. Cesa è stato una scelta di sicurezza e ripiego, un po’ come quella che ha visto la rielezione di Napolitano al Quirinale. Antonio De Poli, quando il segretario ha annunciato di essere a disposizione per un nuovo mandato, ha deciso di lasciare la corsa e ritirarsi. A D’Alia, che mirava al rilancio del partito, alla rottura con l’apparato e ad una politica nettamente meridionalista, resta probabilmente un po’ di amaro in bocca.

L’incarico, però, ha precisato Cesa, è di scopo. L’aggregazione con Nuovo Centrodestra e Popolari per l’Italia è, infatti, l’obiettivo primario da raggiungere, al fine di poter riportare le componenti centriste su posizioni che contino. I primi risultati si vedranno già alle Europee, seguirà qualche giudizio sull’operato del governo. E poi? Renzi dice di voler arrivare al 2018, l’Udc lo sostiene ma sembra comunque orientata a dar vita a un nuovo aggregato e a correre in ogni caso tra le braccia di Berlusconi. Vedremo.

Giuseppe Guarino

pubblicato su Sannio Week, rubrica “Legno sopra un’onda”, il 23 febbraio 2014

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2 commenti su “Congresso Udc, con Cesa tra le braccia di Berlusconi

  1. […] Udc. Si chiama Antonio De Poli il rottamatore dell’Unione di Centro. Già quotato all’ultimo congresso (dove si sfidò con Gianpiero D’Alia), De Poli parla da tempo del rilancio dell’ “emozione politica”. Al congresso si preferì ridare fiducia a Cesa, per un mandato di servizio. A essere sconfitto fu, per un pugno di voti, proprio D’Alia, oggi Presidente del partito. L’ex ministro per la Pubblica Amministrazione mirava al rilancio dell’Udc, alla rottura con l’apparato e ad una politica nettamente meridionalista. Oggi tutto sembra inquadrato in un rigido schema, e il rinnovamento centrista è ancora rimandato. [Fonte: QUI] […]

  2. […] Udc. Si chiama Antonio De Poli il rottamatore dell’Unione di Centro. Già quotato all’ultimo congresso (dove si sfidò con Gianpiero D’Alia), De Poli parla da tempo del rilancio dell’ “emozione politica”. Al congresso si preferì ridare fiducia a Cesa, per un mandato di servizio. A essere sconfitto fu, per un pugno di voti, proprio D’Alia, oggi Presidente del partito. L’ex ministro per la Pubblica Amministrazione mirava al rilancio dell’Udc, alla rottura con l’apparato e ad una politica nettamente meridionalista. Oggi tutto sembra inquadrato in un rigido schema, e il rinnovamento centrista è ancora rimandato. [Fonte: QUI] […]

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