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Vengo dopo il Pci – Alla fine della storia

dopo-il-pci-9-alla-fine-della-storia[1][Caffè News] Termina così “Vengo Dopo il Pci”, una carrellata sulla storia della sinistra italiana, come più volte rimarcato, dalla svolta di Occhetto a quella di Renzi.
pci_dpNon è una storia completa, in quanto nessuno può ancora dire fin dove Matteo Renzi condurrà i dem e quali evoluzioni toccheranno al Pd. Pertanto, volutamente, ci siamo fermati a ieri, a quando un Renzi promettente e asfaltatore prendeva in mano le redini del partito (e pare che da allora sia già passata un’eternità).

In omaggio, invece, vi lasciamo una piccola appendice sui simboli elettorali delle principali forze politiche di cui, sicuramente con pecche e piccole lacune, abbiamo provato a raccontarvi la storia.

Partito Democratico della Sinistra – Democratici di Sinistrasimboli_ds

1991-1998 Ai piedi della quercia, nuovo simbolo del rinnovato partito, permane il logo storico del Partico Comunista Italiano.

Politiche 1996 Il logo del Pci rimane, sebbene rimpicciolito. Nell’emiciclo verde compare la scritta “Sinistra Europea”, simbolo dell’adesione del partito agli ideali del socialismo europeo.

1998-2004 Il logo del Pci scompare del tutto. Viene sostituito dalla rosa rossa, simbolo del socialismo europeo e già apparsa sulle tessere del Pds negli anni 1997 e 1998, e dalla sigla P.S.E.

2005-2007 La scritta P.S.E. viene estesa e sostituita da “Partito del Socialismo Europeo”. Questo simbolo compare per la prima volta alle elezioni regionali e amministrative del 2005.

Partito della Rifondazione Comunista

simboli_prc

1991: Una falce e un martello stilizzati, a confermare la volontà di mantenere la continuità con il passato comunista, che insieme formano la “R”, iniziale di “Rifondazione”.

1992-1999: Il primo simbolo del partito viene scelto in modo da mantenere quanto più possibile i riferimenti al Pci. La bandiera non è più sventolante, ma assume la nuova forma romboide e colora di rosso l’asta (ora obliqua). Il tricolore diventa un nastro disposto a semicerchio.

1999-2004: Opportunamente modificato al fine di non creare confusione con il neonato Pdci, il nuovo simbolo perde i bordini neri del tricolore ma inserisce la scritta “Rifondazione”.

2004-attuale: Con la creazione della Sinistra Europea si rende necessario l’aggiornamento del simbolo che subisce diverse elaborazioni grafiche e ridimensionamenti volti ancora a distinguersi nettamente dal Pdci, fino ad arrivare al simbolo attuale, che inverte le posizioni di “Rifondazione” (ingradita e posta in alto) e “Partito Comunista” (spostata sotto la bandiera).

Partito dei Comunisti Italiani

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1998: Il primo simbolo riprende completamente quello originale del Pci, disegnato da Guttuso, ad eccezione dell’asta, che viene eliminata su richiesta dei Ds (ai quali il simbolo ancora apparteneva).

1998-2004: Dopo il ricorso di Rifondazione, il contrassegno del Pdci si dota in un primo momento di sfondo blu e poi, definitivamente, azzurro, eliminando le grazie dal nome del partito.

2004: Con modifica statutaria, in vista delle Europee 2004, viene aggiunta la scritta “Per la sinistra” al di sopra del simbolo originale.

2004-attuale: Resosi conto dell’illeggibilità dei precedenti colori sulle schede elettorali, il partito opta per un restyling: da fine 2004 il colore azzurro viene schiarito e le scritte, che recuperano le grazie del simbolo originale, diventano blu.

2006 (Insieme con l’Unione): Presentato al Senato nel 2006, è il simbolo del cartello elettorale con Verdi e Consumatori Uniti. Riprende i simboli dei tre partiti e l’arcobaleno, già logo della coalizione guidata da Romano Prodi.

Progressisti – L’Ulivo (1994-2001)

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1994-1996 (Progressisti): Primo simbolo della coalizione di centro-sinistra, presentato in occasione delle politiche 1994 e ripreso talvolta durante le Regionali 1995 e, in alcuni collegi, alle politiche del 1996.

1996: Nasce L’Ulivo, che vince le elezioni. Il ramoscello e l’apostrofo rosso rimarranno invariati nel corso degli anni. Nell’emiciclo inferiore la scritta “Alleanza per il Governo”.

2001: Politiche 2001: Francesco Rutelli è il candidato premier e il suo nome compare sotto il ramoscello d’ulivo. Cambia anche lo slogan: “Insieme per l’Italia”.

Regionali 2000-2001: Diverse elaborazioni grafiche del simbolo de L’Ulivo in alcune Regioni al voto tra il 2000 e il 2001. Nelle Marche, accanto al ramoscello, permane ancora la striscia tricolore dell’alleanza dei Progressisti.

L’Ulivo – L’Unione – Partito Democratico

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2004 (Uniti nell’Ulivo): Lista unitaria di Ds, Margherita, Sdi e Mre. Presentata in occasione delle Europee 2004.

2005 (Uniti nell’Ulivo): Simbolo base, presentato in diverse varianti alle Regionali e Amministrative del 2005.

2006-2007 (L’Ulivo): Simbolo unitario di Ds e Margherita in occasione delle politiche 2006.

2005-2006 (L’Unione): Simbolo dell’arcobaleno, logo della coalizione guidata da Romano Prodi. In versione nazionale (in alto) e della circoscrizione Estero (in basso). Da L’Ulivo mutua il font (ora verde) e l’apostrofo rosso.

2007-attuale (Partito Democratico): Simbolo ufficiale del Pd, disegnato da Nicola Storto. Riprende il simbolo del rametto d’ulivo. I colori verde, bianco e rosso riprendono la bandiera italiana e le tre anime del nuovo centrosinistra.

2008 (Partito Democratico): Simbolo presentato alle politiche del 2008. Sotto il logo compare il nome del candidato Presidente del Consiglio Walter Veltroni.

Sinistra Democratica – La Sinistra – L’Arcobaleno

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2007-2009 (Sd): Loghi della Sinistra Democratica di Fabio Mussi. È ripreso l’elemento dell’arcobaleno, nonché il riferimento al Pse.

2008: Simbolo della coalizione di Prc, Pdci, Sd e Verdi guidata da Fausto Bertinotti.

Sinistra e Libertà – Sinistra Ecologia Libertà

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2009: Cartello elettorale rosso-verde. Presenta un doppio baffo rosso-verde, la rosa rossa socialista e il logo dei Verdi. Con l’abbandono dei Verdi il simbolo perde il sole che ride. Dopo il venir meno dei Socialisti fa la comparsa la parola “ecologia” e scompaiono baffo e rosa rossa.

2009-oggi: Diverse versioni del nuovo logo del partito dopo la diffida a utilizzare il nome “Sinistra e Libertà”, di proprietà del Psi.

2010 (Sel-Psi): Elaborazioni grafiche del logo Sel nelle elezioni locali, laddove, nonostante l’abbandono della fase federativa, si è continuata la collaborazione con il Psi.

Lista Anticapitalista – Federazione della Sinistra – Rivoluzione Civile

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2009 (Lista Anticapitalista): Lista unitaria di Rifondazione, Pdci, Socialismo 2000 e Consumatori Uniti, presentata alle elezioni Europee del 2009.

2009-2012 (FdS): Insieme di loghi della Fds, a partire dal post-elezioni Europee, passando per la defezione dei Consumatori Uniti fino alla realizzazione della Federazione. Il simbolo è calcato sulla base di quello di Rifondazione. La bandiera romboide perde l’asta ma, come nel simbolo del Pci, sovrasta il tricolore italiano. Di conseguenza il nastro perde il verde e diventa totalmente rosso

2013 (Rivoluzione Civile): Simbolo della lista unitaria Rivoluzione Civile (politiche 2013), che unisce Prc, Pdci, Azione Civile, Verdi, Idv e Movimento Arancione. Il simbolo riprende quello di Azione Civile di Antonio Ingroia, scomodando il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo, riprodotto in versione stilizzata.

Nota finale dell’autore

Verranno le elezioni europee e poi le politiche e tanti nuovi governi. La situazione cristallizzata alla fine del 2013 sembra già antica e destinata a mutevoli evouzioni.

Partito Democratico, Sel, Pdci, Rifondazione seguiranno nuovi percorsi, nuove strade, di cui avremo sicuramente modo di parlare qui su Caffè News. Per ora ci fermiamo qui, ad aver raccontato quello che è stato. Abbiamo tentato di vestirci più da “storici” (la definizione è da prendere con le dovute pinze) che da cronisti.

Un ringraziamento va a tutti coloro che hanno seguito la rubrica in questi due mesi che sembrano volati via di colpo. Vi lasciamo con la promessa di rivederci presto e raccogliendo qui sotto tutte le puntate di “Vengo dopo il Pci”, fino a questa, l’ultima, chiamata “Alla fine della storia” in maniera provocatoria, in quanto la storia (specie politica) può essere ciclica ma di sicuro non volge mai al termine. Sarà così anche per le forze che, in un modo o nell’altro, hanno ereditato qualcosa dal Partito Comunista Italiano, pur cambiando, rivoluzionandosi e distanziandosene notevolmente.

A presto,

Giuseppe Guarino

Puntate Precedenti:

1. Gli anni del Pds
2. Rifondazione e la scissione del Pdci
3. La cosa 2
4. Dall’Ulivo al Pd
5. Il fronte sinistro
6. Né falce né martello
7. Da Veltroni a Bersani
8. Il partito di Renzi

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