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L’Italicum e il centrosinistra che verrà

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[Caffè News] Tra Matteo Renzi che dice “a me conviene andare al voto ma agli italiani no”, mettendo a Letta pulci nell’orecchio riguardo al giusto operato dell’esecutivo da lui presieduto (“è il Presidente del Consiglio che deve valutare se l’operato e la composizione del governo siano giusti o meno”) c’è una questione che va ponendosi in vista delle prossime elezioni: la coalizione di centro-sinistra. Se  poi si voterà con l’Italicum o col Porcellum purgato dalla Corte Costituzionale è tutt’altro che scontato.

Il centro-destra sembra aver definito già in linea di massima il proprio sistema di alleanze. Forza Italia e Lega, ovviamente. Poi, defilati, Nuovo Centro Destra e l’Udc di Pierferdinando Casini. Chiude la fila il movimento di Giorgia Meloni. Chiamiamolo Fratelli d’Italia, chiamiamolo Alleanza Nazionale, chiamiamolo partito d’ispirazione post-Fiuggi, la sostanza è quella.

Ma a sinistra?

In mezzo c’è il Pd. Un Pd che con Renzi segretario si è forse scoperto più diviso ma certamente più decisionista. Colonna portante del governo Letta ma forse ancora incapace di cogliere del tutto il malcontento del paese e catalizzarlo nell’operato dell’esecutivo stesso.

Alla sua destra c’è Tabacci che la mette così:

È assolutamente positivo che il segretario del Pd Matteo Renzi nella direzione del partito abbia fatto chiarezza sull’importanza di contrapporre alla coalizione di centrodestra una coalizione di centrosinistra, con un alleato a sinistra del Pd ed uno sul fronte centrale. E ancora più importante è che Renzi abbia piena consapevolezza che i voti conquistati in area moderata valgono doppio perché sono quelli che, almeno in teoria, più facilmente avrebbero potuto essere attratti dalle sirene del centrodestra. Ora non ci sono più alibi per tutte le forze moderate presenti dentro e fuori dal Parlamento: la nuova legge elettorale imporrà di presentarsi al voto non alla spicciolata ma con un soggetto credibile e spendibile. Mi auguro che nonostante i segnali alterni degli ultimi giorni di fronte ai miei appelli ne siano ora consapevoli sia gli amici di Scelta Civica che gli amici dei Popolari per l’Italia, da Dellai a Mauro, che non hanno intenzione di seguire Casini ad Arcore e anche, se riterranno di impegnarsi, Follini e Passera.

Follini e Passera. Ok. Ma cosa pensano Scelta Civica e i Popolari? Il primo sembra destinato ad essere assorbito proprio dall’area di centro-sinistra. La Giannini ha infatti dichiarato di vedere Sc come “l’ala destra di una sinistra riformata e riformatrice”. Più critica la situazione del gruppo di Mauro e Dellai, che vorrebbe attrarre a sé proprio Tabacci nonché Alfano e il Ncd. Spiazzati dall’avanzamento a destra di Casini e in lotta con Castagnetti per il nome e la sigla Ppi, i Popolari per l’Italia rischiano di venir scaraventati al di fuori del parlamento. Si va verso le Europee, dove, almeno a quanto pare, si presenteranno col proprio simbolo [Fonte: QUI].

Chi altro c’è? C’è il Psi di Nencini, che parla dell’urgenza di una coalizione che vada nel segno del Pse: “Il leader c’è – ha affermato il segretario socialista – ma manca ancora la coalizione”. Poi, intervistato dall’Unità, ammette che l’Italicum ha bisogno di correzioni, nonché che si aspetta una certa discontinuità da parte del Governo Letta [Fonti: QUI e QUI]. Più critico Bobo Craxi, che non ha mai fatto mistero della propria contrarietà alla gestione Renzi.

Chi resta? Un Nichi Vendola che mira a recuperare la fase movimentista di Sel ma che, come altri, rischia di scomparire se l’Italicum dovesse andare in porto. Il Presidente pugliese ha fatto sapere al Pd che l’alleanza con Sel è da guadagnare e per nulla scontata, se la prende con il sindaco di Firenze quando quest’ultimo critica i piccoli partiti e dichiara di non voler fare il semplice portatore d’acqua [Fonte: QUI]

Un bel quadretto che, a quanto sembra, vedrà un centrosinistra ancora una volta eterogeneo e diviso combattere contro un centrodestra corazzato e un grillismo avanzante. L’Italicum è un’invenzione, com’è noto, di Renzi e Berlusconi. Ma non è che a farne le spese potrebbero essere proprio loro due? Le Europee sono dietro l’angolo ma basta guardare solo un po’ più in la per scorgere l’ombra delle prossime politiche e uno strano insetto dall’accento genovese pronto all’assalto.

Giuseppe Guarino

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