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Fin dove si spingerà l’esperimento cinquestelle?

m5s_bn[Sannio Week] Mentre Del Basso De Caro fa sapere la sua nei confronti della legge elettorale considerandola un “mini porcellum”, a Benevento vedremo presto sull’argomento un’iniziativa dei parlamentari del Movimento 5 Stelle. Il 2 marzo 2014 ci sarà un incontro tra cittadini e parlamentari pentastellati proprio nel capoluogo sannita, dove gli elettori potranno far sentire la propria voce portando all’attenzione le proprie istanze tramite un sistema di invio di richieste al circolo “Sannio a 5 stelle”.

È questa l’esperienza del Movimento 5 Stelle che fa ben sperare: il vedere forme di partecipazione popolare che altrove persistono in forme larvate o che addirittura soccombono. E stavolta non c’è nemmeno troppo la trappola del web. Con eventi simili, il movimento di Grillo dimostra di non essere poi così tanto un partito liquido e di poter arrivare ad un radicamento sul territorio che finora sembra essere sempre mancato.

Lasciando da parte eventuali critiche sulle posizioni più o meno legittime o accettabili del movimento stesso, c’è da dire che alle prossime europee il risultato positivo pare scontato. Alimentando i sentimenti euroscettici, infatti, i grillini si assicurano ancora il voto di protesta degli insoddisfatti italiani. Ma, lo sappiamo, il problema peggiore dei Cinque Stelle sono le elezioni locali: le amministrative. È infatti molto difficile fare i conti con radicamenti storici o potentati locali, e rompere un sistema del genere, dove a fare la differenza è il rapporto interpersonale, può risultare difficile per un movimento che fa del “tutti sono utili, nessuno è indispensabile” la propria bandiera. Nelle amministrative non conta tanto il sostenere un’opinione, quanto piuttosto la convinzione e la fiducia (o, purtroppo in molti casi, un rapporto di dare-avere). È questa la piccola linea che il M5S deve superare per tentare veramente l’exploit vero e proprio, finora mancato.

Pertanto è chiaro che oltre il voto di protesta ci può essere qualcosa, e quel qualcosa emerge dai gazebo che si tengono in tante piazze italiane. Potrebbe esserci, chiaramente in senso lato, addirittura un paradossale recupero della forma del partito-massa, dell’identificazione totale (e anche qui le somiglianze a fascismi e altre dittature, che già non mancano, si sprecherebbero). Sarà strano vedere fin dove l’esperimento cinquestelle si spingerà, se sarà destinato a soccombere o a permanere. Fatto sta che vedere i territori agire sembra una mossa azzeccata, volta ad eliminare quel gap che nelle consultazioni locali è stato finora una sorta di bestia nera per i grillini.

Giuseppe Guarino

Pubblicato su Sannio Week, rubrica “Legno sopra un’onda”, il 10 febbraio 2014

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