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Avant punk al Chapman Stick, ecco a voi gli ExKgb

false-hope-corporation-300x300[Caffè News] Prendete una buona dose di punk classico, se mai ne esiste uno. Nessuna regola e testi arrabbiati più sonorità dure e insozzate. Ecco, avete presente? Prendete ora come riferimento band come The Rapture o gli Scratch Acid, per intenderci. Ora sì, giusto? Bene. Gli ExKgb hanno dentro questo, ma anche qualcos’altro, una piccola aggiunta, un condimento non necessariamente indispensabile ma che se c’è fa notare la differenza. Non che l’Art Punk sia così capace di resistere alle contaminazioni né certamente ad innesti d’ogni tipo. Il gruppo parla qui di un avant punk: funk, post-punk e groovy rock, con la tipicità del Chapman Stick.

Sia chiaro, quello che abbiamo sottomano è un disco punk in piena regola, si chiama False Hope Corporation ed è il secondo lavoro della band (il primo, I Putin, risale al 2010), pubblicato da Prosdocimi Records. A suonarlo sono Alberto Stocco, Mike 3rd ed Emanuele Cirani.

Ed è un disco punk già a vedere la psichedelica e dissacrante copertina del pack in cartoncino. Poi lo inserisci e noti che ci sono soltanto due tracce. Cazzarola, pensi, mi stanno prendendo in giro?No di certo. Due tracce, è vero, ma dieci pezzi. Soltanto che come nei vecchi Lp non c’è una separazione tra i brani e si rende dunque necessario un dovuto ascolto d’insieme. Ottimo. Ci mettiamo poi che la registrazione è tutta analogica come si faceva un tempo. Come in una buona bottega della musica, alla faccia di iTunes.

Le contaminazioni, dicevamo, non sono poche: goovy rock, funk, prog e anche qualche spazio per chi ama le schitarrate disimpegnate (a riguardo, trovate una galoppata meravigliosa dall’undicesimo minuto della prima traccia, intitolata This World). Il tocco di classe è il Chapman Stick, capace di dotare i brani di un’atmosfera inquieta che nel punk fa la sua grassa figura. Segnaliamo anche Lies, brano giocato su un quasi recitato polveroso e roco, inserito su un accompagnamento spezzato che tarda ad esplodere in un finale allucinante.

In conclusione, scordatevi atmosfere delicate e preparatevi ad un’inquieta registrazione che tira fuori unghie e denti, graffiando come solo un bel disco punk sa fare.

Giuseppe Guarino

– See more at: http://www.caffenews.it/avanguardie/58362/avant-punk-al-chapman-stick-ecco-a-voi-gli-exkgb/#sthash.QNPjxzZY.dpuf

Prendete una buona dose di punk classico, se mai ne esiste uno. Nessuna regola e testi arrabbiati più sonorità dure e insozzate. Ecco, avete presente? Prendete ora come riferimento band come The Rapture o gli Scratch Acid, per intenderci. Ora sì, giusto? Bene. Gli ExKgb hanno dentro questo, ma anche qualcos’altro, una piccola aggiunta, un condimento non necessariamente indispensabile ma che se c’è fa notare la differenza. false hope corporationNon che l’Art Punk sia così capace di resistere alle contaminazioni né certamente ad innesti d’ogni tipo. Il gruppo parla qui di un avant punk: funk, post-punk e groovy rock, con la tipicità del Chapman Stick.

Sia chiaro, quello che abbiamo sottomano è un disco punk in piena regola, si chiama False Hope Corporation ed è il secondo lavoro della band (il primo, I Putin, risale al 2010), pubblicato da Prosdocimi Records. A suonarlo sono Alberto Stocco, Mike 3rd ed Emanuele Cirani.

Ed è un disco punk già a vedere la psichedelica e dissacrante copertina del pack in cartoncino. Poi lo inserisci e noti che ci sono soltanto due tracce. Cazzarola, pensi, mi stanno prendendo in giro?No di certo. Due tracce, è vero, ma dieci pezzi. Soltanto che come nei vecchi Lp non c’è una separazione tra i brani e si rende dunque necessario un dovuto ascolto d’insieme. Ottimo. Ci mettiamo poi che la registrazione è tutta analogica come si faceva un tempo. Come in una buona bottega della musica, alla faccia di iTunes.

chapmanLe contaminazioni, dicevamo, non sono poche: goovy rock, funk, prog e anche qualche spazio per chi ama le schitarrate disimpegnate (a riguardo, trovate una galoppata meravigliosa dall’undicesimo minuto della prima traccia, intitolata This World). Il tocco di classe è il Chapman Stick, capace di dotare i brani di un’atmosfera inquieta che nel punk fa la sua grassa figura. Segnaliamo anche Lies, brano giocato su un quasi recitato polveroso e roco, inserito su un accompagnamento spezzato che tarda ad esplodere in un finale allucinante.

In conclusione, scordatevi atmosfere delicate e preparatevi ad un’inquieta registrazione che tira fuori unghie e denti, graffiando come solo un bel disco punk sa fare.

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