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De Girolamo, ritorno all’ovile?

Rai1 - Trasmissione tv "Porta a Porta"[Sannio Week] Nunzia De Girolamo lascia la poltrona da ministro, raccoglie i cocci e va via. Enrico Letta accetta le dimissioni, ne prende atto e va avanti. Il suo governo perde pezzi. Non piace più né a destra né a sinistra. E la sensazione che dopo le riforme elettorale e istituzionale si torni subito al voto è sempre più forte. Renzi non fa mistero di voler fare il premier più che il segretario del Pd. Berlusconi con il patto Italicum ha dato segnali precisi riguardo al voler far ritorno alle urne. Grillo è in perenne campagna elettorale. Anche Vendola, dal congresso di Sel, ha alzato parecchio i toni su volumi propagandistici. Nencini chiede a Sel e Pd liste comuni che richiamino al socialismo europeo.

Il Nuovo Centro Destra perde intanto il 20% della propria rappresentanza nell’esecutivo. Senza Nunzia De Girolamo restano soltanto quattro ministri: Alfano, Lorenzin, Quagliariello e Lupi. Si attende un rimpasto? Chissà. Fatto sta che indiscrezioni accostano la De Girolamo a Forza Italia. Ritorno all’ovile? Possibile. Uno dei motivi delle dimissioni della ministra è stato proprio la sensazione di un mancato appoggio da parte dell’esecutivo di cui era parte. Ha detto: “Il Governo non ha difeso la mia onorabilità”. E poi chissà.

Forza Italia riconquisterebbe una pedina importante nel Sannio. Il partito di Berlusconi può già contare su nomi importanti come Colasanto, Izzo, Della Ratta, Formichella. E Mastella. Che guarda caso è in polemica con la De Girolamo. Qualche giorno fa il buon Clemente ha anche annunciato una richiesta di risarcimento danni verso l’ormai ex ministra da “devolvere ai bambini abbandonati”. E se ora si trovassero nello stesso partito? Strane convivenze nella sede forzista di Benevento.

Insomma tra tribunali, intercettazioni e malelingue, la politica beneventana prende le pieghe più insolite ma forse non inaspettate. Perché era chiaro che quando si parlava di falchi e colombe (in un tempo che sembra già remoto) la De Girolamo non appariva né l’una né l’altro ed il suo rimanere con Alfano pareva dettato più da ragioni di opportunità che di vero senso del dovere e responsabilità politica.

Domani potremmo rivederla sventolare la bandiera di Forza Italia, scatenando quell’effetto domino di cui si è già tanto parlato.

Cosa accadrà? Lo “scopriremo solo vivendo”. I “se” e i “forse” per ora abbondano. Le certezze sono sempre più rare.

Giuseppe Guarino

pubblicato su Sannio Week, rubrica “Legno sopra un’onda”, il 28 gennaio 2014

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