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Renzi e Berlusconi, hanno inizio i compromessi alla luce del sole

???????????????????????????????????????????????????????[Sannio Week] Secondo i piani, Matteo Renzi ha incontrato Silvio Berlusconi. Incontro cordiale, nella sede del Pd, che, a quanto pare, ha già generato un accordo di massima per la modifica della legge elettorale. Bene. Bravi. Bis.

Dove stanno i problemi?

Il problema principale non è certo il fatto che il Renzi segretario del Pd abbia incontrato il Berlusconi presidente di Forza Italia. Anzi, in tutta questa storia, l’unica cosa normale è proprio questa. Perché se è vero che Silvio Berlusconi è un ex senatore condannato e decaduto, è anche vero che, ciò nonostante, è anche il leader di quello che, stando ai risultati delle ultime politiche, è il terzo partito italiano. Particolare non trascurabile, questo. Perché siamo in democrazia e, nonostante tutto, se il popolo italiano si ostina a scegliere Berlusconi in fondo significa che è giusto così. Il fatto che sia decaduto gli impedisce di mettere piede in primo piano nelle istituzioni repubblicane, ma non volerlo riconoscere come leader del centro-destra è semplicemente infantile e pretestuoso. Detto questo, ricordiamoci che anche Beppe Grillo (l’esempio è voluto) ha più volte deciso di non presentarsi direttamente in virtù dei propri precedenti giudiziari, ma ciò non vuol dire certo che non abbia un ruolo (o un’autorità) nella vita del Movimento 5 Stelle.

Quindi Renzi ha fatto bene ad incontrarsi con Berlusconi? Nì.

È bene che i due abbiano discusso alla luce del sole. Meno bene è che lo abbiano fatto da soli. Forse Renzi ha volutamente dimenticato che il Pd è il principale motore del governo di Enrico Letta e che, forse, prima di invitare Berlusconi al Nazareno, avrebbe benissimo potuto fare un giro di telefonate e vedersi con i vari Alfano, Mauro, Casini, Giannini, Tabacci e Nencini. Giusto così, per avere un parere della maggioranza di cui è parte. L’errore sta tutto qui. E poi, inoltre, una chiamatina al probabile alleato Vendola, prima di scomodare anche leghisti e Fratelli d’Italia, male non ci sarebbe stata. La ciliegina sulla torta, anche dopo Berlusconi, sarebbe potuta essere l’incontro con i cittadini portavoce pentastellati, ma questo è un sogno forse irrealizzabile.

Renzi, nel suo rampante fervore, ha voluto precorrere i tempi e mandare un chiaro segnale al governo: con voi o senza di voi, la legge elettorale si fa. E il concetto può anche essere condivisibile, ma quanto a maniere siamo ben lontani da quelle buone.

Infine, uno sguardo alle sterili polemiche sull’incontro. Se Renzi ha peccato in tal senso è stato per eccessiva trasparenza. Ha voluto far capire che è finito il tempo degli accordi sottobanco ed è iniziato quello dei compromessi alla luce del sole. Perché, come qualcuno ha voluto sottolineare, questo incontro con Berlusconi aveva la funzione di non governarci più insieme.

Giuseppe Guarino

pubblicato su Sannio Week, rubrica “Legno sopra un’onda”, il 20 gennaio 2014

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