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Le sorti del governo passano sempre da Benevento

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 [Caffè News] Benvenuti a Benevento, Sannio, Campania, Italia. La città dell’arco di Traiano, della Chiesa di Santa Sofia, dei sette papi. Ma anche quella da cui passano le sorti del governo. Perché è così, perché noi beneventani abbiamo la tendenza all’inciucio. O forse perché il fato, beffardo, sapendo di non poterci restituire la storica autonomia del nostro ducato, si diverte a farci distruggere quella dell’intera nazione di cui ora siamo parte.

E sì, cari miei. Perché noi beneventani, da qualche anno, coi nostri rappresentanti politici ci divertiamo a mettere in crisi, in un modo o nell’altro, le istituzioni repubblicane.

Non ci credete? Non ricordate? Non vi preoccupate! Andiamo a rinfrescarvi un po’ la memoria con qualche ricordo non troppo sbiadito.

C’era una volta un signore di Ceppaloni, tal Clemente Mastella. Democristiano di ampie vedute, che dopo i funerali della balena bianca si accasò sotto la vela del Ccd. Ne uscì per fondare il Cdr, poi Udr, infine Udeur. Fu Ministro del Lavoro nel primo governo Berlusconi. Nel 1998 passò invece a sinistra, permettendo la formazione del Governo D’Alema sostituendo Rifondazione nella maggioranza parlamentare. Poi, nel 2006, da ministro alla Giustizia (dimissionario perché indagato) di un altro governo di centro-sinistra, staccò la spina anche a Romano Prodi. Tutto questo prima di tornare sotto l’ombrello di Silvio da Arcore. È lui il beneventano che ha vinto l’oro per l’influenza (non stiamo qui a sindacare sulla positività o meno di essa) sull’operato dei governi italiani.

pasquale viespoliDi Pasquale Viespoli si ricordano molti meno. Ex missino poi passato ad An, è stato sindaco di Benevento, eletto deputato nel 2001 (Cdl) e senatore nel 2006 (An) e 2008 (Pdl). In quest’ultima elezione, l’ultima, ha lasciato il segno. Da buon finiano, lasciò il Pdl insieme a Fini, confluendo in Futuro e Libertà. È qui che si realizza il colpo da maestro: Viespoli, dopo aver preso parte al movimento scissionista dell’allora Presidente della Camera, lascia Fli e viene eletto capogruppo di una nuova compagine parlamentare a sostegno del governo Berlusconi IV: Coesione Nazionale.

de girolamo mastella 2E alla fine arriva Nunzia. La ministra delle Politiche agricole, passata al Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano (unica ad aver nicchiato un po’) è ora sotto una gogna mediatica per via d’un’intercettazione non troppo felice. Che si dimetta o sia sfiduciata (o non succeda nulla), è chiaro che anche la sua partecipazione politica, segno di quella mania beneventana di andare a Roma e lasciare qualche ricordo, inciderà non poco sulle sorti dell’esecutivo di Enrico Letta.

In questa sede non si vogliono giudicare le azioni di Viespoli, Mastella e De Girolamo e sia chiaro che chi scrive si è trovato talvolta d’accordo con quanto fatto in determinati momenti da questi esponenti politici che, almeno nel Sannio, sono o sono stati indubbiamente figure di primo piano.

Ma si noti invece come, ironicamente, le sorti del governo passano sempre da Benevento.

Giuseppe Guarino

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